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RESISTENZA AL NAZIFASCISMO /36

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Benedetto Petrone
 
Genova 2001
 

 

Ylenia
 
 
 

Il Plebiscito  del 1929, i risultati  in Irpinia

In nome del popolo sovrano , la resa  della democrazia al regime fascista

Ma ci fu chi disse NO!

 di Antonio Camuso

Archivio Storico Benedetto Petrone

irpinia_fascista_plebiscito29

Articolo pubblicato integralmente  il 14 aprile 2019 sulla pagina della Domenica del Quotidiano del sud /corriere dell'Irpinia

quotidiano del sud plebiscito 1929

Per  i due capi politici  delle forze di governo, Di Maio e Salvini,le prossime elezioni per il Parlamento Europeo,  hanno valore di  referendum sull’operato del governo “del cambiamento” attendendosi  un risultato plebiscitario a loro favore e una sconfitta della sinistra, succube dei “burocrati di Bruxelles”   ed incapace di dare un’alternativa al Paese e  a sé stessa

E’ singolare che  questo ritorno all’idea di un referendum plebiscitario sul governo,  in nome di una “Rivoluzione Nazionale” avvenga a  esattamente  a novanta anni da un altro referendum, svoltosi  in primavera. Ci riferiamo al plebiscito del marzo 1929 voluto da Benito Mussolini , in nome  di concetti quali “Sovranità. Gli italiani innanzitutto!,No ai dictat di banchieri e massoni!” non dissimili a quelli proclamati dalle attuali forze di governo,  ma che si svolse  con ben altri metodi,  e che sancì la fine definitiva della democrazia costituzionale e l’instaurazione di un regime che ci portò alle leggi razziali e a una guerra disastrosa.

 Il plebiscito del 1929

L'elezione plebiscitaria della Camera indetta il 24 marzo 1929 dal governo fascista prevedeva  che gli elettori esprimessero  la propria adesione tout court  alle scelte presenti e future  del regime fascista  attraverso la deposizione di una scheda tricolore  nell’urna  esprimente il  «sì» e la dicitura “Approvate voi la lista dei deputati designati dal Gran Consiglio Nazionale del Fascismo?”.La non accettazione  espressa con una scheda bianca, rendeva di fatto  il voto non  più segreto. Il voto avvenne in un clima di mobilitazione, con le Camice nere e  gli uomini della Milizia che  inquadravano impiegati, operai, commercianti e semplici cittadini , facendoli sfilare sino ai seggi , dove altri fascisti ne controllavano il voto.  L’opposizione  in particolare quella di sinistra , era ammutolita da anni di violenze e repressione , culminate con l’assassinio di  Matteotti, con i principali esponenti in  carcere e al confino o, se fuoriusciti all’Estero,privati  della cittadinanza,  additati come traditori del popolo italiano ed espropriati dei beni.

I risultati all’apertura delle urne superarono le stesse  aspettative del Partito Fascista con circa otto milioni e mezzo di «sì» e  solo 135.773 i «no»  in tutta Italia . Con quella scheda tricolore recante un SI, si approvava  la lista  precostituita e formata da 400 deputati selezionati dal Gran Consiglio del Fascismo e dai suoi organi rappresentativi.

scheda plebiscito 1929

Il plebiscito del 1929 in Irpinia.

Attraverso la rilettura delle pagine ingiallite del giornale Irpinia Fascista del 27 marzo 1929 possiamo avere un quadro esatto dei risultati elettorali, nella nostra provincia  ma anche legger tra le righe quali furono le tecniche per intimidire e condizionare la libera espressione del  voto  in quella occasione.

Irpinia fascista 27 marzo 1929

Redazione e Amministrazione p.za della Libertà (Palazzo Sarchiola) — Telefono 69

Direttore dott E Brescia dir responsabile avv G Carpeni

(Archivio Storico Benedetto Petrone, fondo Irpinia)

TRIONFO! La Provincia di Avellino  è ben degna del Fascismo

Iscritti 113009 - Votanti 105680 - SI 105654 - NO 18 - Dispersi 8

Il popolo italiano ha approvato la politica del Governo. Nel giorno dei sacri ulivi (le Palme NdR) il popolo cattolico, che alla vigilia del grande plebiscito ha visto la fine del proprio tormento ( I Patti Lateranensi tra Stato e Chiesa NdR), ha scritto che in terra d'Italia esiste un solo popolo unito come il rame e lo zinco…

Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato ».

Il trionfo di ieri dice ai pochissimi( Gli oppositori fuggiti all’Estero, NdR) - meritanti oggi, forse, soltanto commiserazione sdegnosa ,  che in terra straniera tentano, dimentichi, di pugnalare la Patria, che il loro sogno malvagio di traditori èvano…. Il trionfo di ieri è trionfo del popolo lavoratore… Ai figli, i lavoratori italiani insegneranno amore per la Grande Madre,( la Patria , l’Italia, NdR) ai figli indossanti anch'essi  la camicia nera, ai figli che, domani, sapranno, quando suonerà l'ora voluta dal destino, accorrere dove è necessario…”-

(Un passaggio quest’ultimo da brividi, poiché premonitore di quale sacrificio  Il Fascismo chiederà dieci anni dopo al popolo italiano, con centinaia di migliaia di morti e la rovina economica e morale della Nazione, trascinata in una guerra disastrosa, NdR)

 

 La cronaca dell’inviato speciale nei seggi con il voto controllato a vista dalle Camice nere.

 

“…-Questa volta si tratta di plebiscito, per grazia di Dio e del Duce! Questa Volta si vota per l’avvenire d'Italia, non per uomini più o meno meritevoli. Ef per far questo, c'è bisogno di serietà e di disciplina che notiamo in tutte le sezioni della città. Dovunque si vota rapidamente, senza lungaggini,… Le Camicie Nere di Avellino sono al loro posto, valido aiuto dei presidenti dei seggi…”-

 

Il voto prima che nell’urna i contadini lo devono annunciare a voce!

“-… Arriviamo a Prata ; due sezioni, gremite. C'è difficile entrare nella sala. Si vota alla voce più che con le schede. Vogliono tutti esprimere il loro si con le labbra, oltre che nel segreto della cabina. Pratola presenta lo stesso spettacolo. E' la massa dei laboriosi contadini, che nel Duce hanno la più grande fede…”-

 

Ad Avellino  e in provincia  si va inquadrati dalle Camice nere che manganello in mano fanno cantare  i canti fascisti.

…”- Telegrafano i Podestà, i Segretari Politici, i capi delle organizzazioni. In molti paesi si va alle urne inquadrali, al canto degli inni fascisti. In tutti, l'entusiasmo più vivo anima gli elettori. Non vi sono defezioni, in nessuna parte. Sentono tutti che devono compiere il proprio dovere di italiani siano o no iscritti al Partito.

 

Il cronista stesso definisce il risultato una cifra artificiosa

Un gruppo foltissimo di studenti si accontenta di partecipare al Plebiscito cantando incessantemente gl'inni della Rivoluzione.

Dai risultati pubblicati si calcola in media l'impressionante affermazione del novantaquattro per centc-in tutta la Provincia, il Capoluogo questa volta è completamente a posto: nessuno « no », novantasette per cento di votanti su tutti gli iscritti, che danno una cifra che da principio potrebbe sembrare financo artificiosa: 8579 votanti, 8579 di si ».

 

Siamo ormai al misticismo

(Un impressionante analogia con l’attualità, dove  farsi un selfie con il politico vincente del momento è prassi consolidata, salvo poi arrivare addirittura a baciargli le mani, NdR)

“- Vediamo un adusto e forte lavoratore della nostra terra che chiede di votare.
Domanda al Presidente del seggio se la scheda tricolore è quella per Benito Mussolini. Avutane risposte affermativa, bacia con religione i colori della Patria e depone il suo voto. Siamo ormai al misticismo…”-

 

Eppure ci fu chi votò NO, rischiando il martirio

 

In questo quadro sconsolante, spiccano come le candide vesti dei cristiani che andavano cantando al martirio nel Colosseo,  quei diciotto NO, che furono trovati nelle urne di alcuni piccoli  e sconosciuti paesi irpini . Chi ebbe tanto coraggio rasentante la follia  non possiamo saperlo, ma  sicuramente  rese onore a quell’Irpinia  madre di Dorso e Giustino Fortunato e di tanti antifascisti che patirono negli anni del regime ma non si piegarono alla violenza fascista, in attesa del  ritorno della democrazia.

DICIOTTO NO

Sturno  4 no, Trevico  4 no, San Nicola Baronia un no, Roccabascerano un no,  Caposele un no,

Capriglia cinque NO , Mirabella due no

 

Antonio Camuso

Archivio Storico Benedetto Petrone

l'articolo pubblicato integralmente sulla Domenica del Quotidiano del SUd . il 14 aprile 2019

Antonio Camuso

Archivio Storico Benedetto Petrone-

Ora  e sempre Resistenza !                            

Brindisi  9 maggio 2019

 

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