MOVIMENTI ANNI 70

INTERNAZIONALE

 RACCONTATI DA NOI

ARCHIVIO STORICO BENEDETTO PETRONE

 WEATHERMEN

USA,  SVIZZERA, CUBA  ARGENTINA

 

SEZIONE 1:USA a)WEATHERMEN
1)Nel tempo dei cambiamenti climatici c'é ancora bisogno di un esperto del tempo?

2)Weathermen

3)Contestazione giovanile USA:figli dei fiori o guerriglieri?


4)Una Weatherwoman: Diana Oughton

 

SEZIONE 2:EUROPA

A)SVIZZERA

B)ITALIA/CUBA


SESIONE3:AMERICA DEL SUD

ARGENTINA:24 MARZO 76 IL GOLPE





NEL TEMPO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI C’E’  ANCORA BISOGNO DI UN ESPERTO DEL TEMPO?…

 

Con questa ampia scheda dedicata ad un gruppo tra i più radicali della contestazione giovanile americana  apriamo un nuovo argomento  del nostro sito ,l’Archivio Storico Benedetto Petrone.

E’ l’occasione per riaprire una pagina  su un pezzo di storia americana che ha influito in maniera rilevante sulle scelte di molti della nostra generazione  ma che anche ci fa ricredere sull’immagine stereotipata di una sinistra radicale americana degli anni 60 che gira nuda tra i parchi a farsi le canne  e usare LSD e a scopare nei prati dipingendosi il viso.

Narriamo di una sinistra che in una breve stagione volle, illudendosi, portare “la guerra ai porci nelle città” e che ebbe il coraggio di rinnegare la propria origine borghese, pagando un duro prezzo.

Altri in Europa , negli anni 70 replicarono nel portare “l’attacco al cuore dello Stato” in forme sempre più eclatanti alla ricerca dello scoop mediatico e senza paura delle conseguenze sull’intero movimento anticapitalista.

Il carcere come mezzo di annientamento fu la risposta dello Stato ad una generazione che voleva cambiare il mondo a tutti i costi e senza attendere ancora.

Una generazione che preconizzava , trent’anni prima degli attuali catastrofisti, quanto lo sviluppo capitalista fosse sinonimo di distruzione dell’Umanità e dello stesso Pianeta.

Il supercarcere di Trani divenne il prolungamento di quello di Attica e la diossina che fu sparsa nel Laos giunse ben presto a Seveso.

In una sorta di scherzo del destino uragani e tempeste artificiali, provocati dagli americani in Vietnam per fermare le colonne Vietcong, oggi si abbattono , a causa dei cambiamenti climatici, provocati dal capitalismo globalizzatore, proprio sul paese che ne è il simbolo per eccellenza.

Nello sforzo di salvaguardare la memoria storica di quanti si mossero,  su mille percorsi diversi, per la costruzione di un mondo diverso da quello  senza futuro nel quale oggi viviamo,  che come collettivo lavoriamo in questo esperimento editoriale.

Se così non fosse saremmo complici di coloro che affermano che

Ieri come oggi non è giusto ribellarsi!

Lo dicevano ieri i generali del Pentagono quando scatenarono la guerra contro il Vietnam , il Laos e la Cambogia, lo dicono oggi i loro attuali colleghi che dalle stesse stanze conducono la Guerra Infinita in Iraq, Afghanistan, Colombia e tante altre guerre segrete o dimenticate.

 Ma ancora adesso,  ieri come oggi,  popoli composti da esseri umani resistono contro i robot imperiali  nei deserti mediorientali  o tra le montagne del Libano, nei campi profughi palestinesi, tra le caverne dell’Afghanistan o nelle anse del fiume Niger, alla stessa stregua degli omini con gli occhi a mandorla ed il cappello di paglia che resistettero ieri al gigante americano.

Piccoli grandi eroi, umili e modesti , senza voglia di luci mediatiche o di medaglie, a cui HO CHI Minh dedicò una dolce poesia che i Weathermen acclusero al comunicato n12 del 19 maggio 1972 ( trentacinque anni fa) con cui rivendicavano l’attacco al Pentagono:

 

Né alto , né molto lontano

Né imperatore, né re.

Tu sei solo una piccola pietra miliare

Che sta sul ciglio della strada maestra

A coloro che passano

Tu indichi la giusta direzione

E impedisci loro di perdersi

Tu li informi solamente sulla lunghezza del cammino

che devono ancora percorrere

La tua funzione non è da poco

La gente si ricorderà di te

Ho Chi Minh

  

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 A CURA DEL COLLETTIVO REDAZIONALE

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