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BENEDETTO PETRONE

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Benedetto Petrone

FRANCESCO LOPEZ UN REGISTA IMPEGNATO AL RECUPERO DELLA MEMORIA DI BENEDETTO

Iniziative
Genova 2001
Ylenia

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BENEDETTO PETRONE

Ostuni, dicembre 1977,  Francesco Colizzi su Nuova Generazione (FGCI Ostuni):

 Perchè nessun Benedetto più muoia.

Pubblichiamo lo scritto dell'allora giovanissimo dottor Franco Colizzi, apparso sul periodico ciclostilato Nuova Generazione (FGCI Ostuni)

Benedetto Petrone

di Franco Colizzi  

(Nuova Generazione –Ostuni-dicembre 1977)

 (AS Benedetto Petrone, fondo Cosimo Pecere –Ostuni)

 

Bari vecchia: un quartiere di poveri, di emarginati, di disoccupati, di giovani abbandonati a se stessi. Ma anche un quartiere di giovani semplici che lottano per non rinunciare alla propria dignità, per cambiare,
Senza rumore, senza violenza, senza disperazione.  "La nostra unica, colpa era quella di voler migliorare la nostra vita, quella di Bari vecchia, di sensibilizzare giovani del quartiere.
Questo era quello che più dava fastidio ai fascisti e per questo Benedetto è stato ucciso."
Benedetto. Diciotto anni, zoppicante da quando aveva avuto la poliomielite, non fa in tempo a scappare. Freddamente, come solo meccanismi incoscienti possono fare,giovani missini, coetanei di Benedetto, abbagliati
 dal mito della violenza, colpiscono più volte coi coltelli. Dietro di loro, ben tristi e meschini strumenti, i volti laidi del fascismo italiano,
i Rauti, gli Almirante, i Romualdi, giù giù fino ai demagoghi delle sezioni del MSI, su su fino ai sordidi possessori del centri del potere economico.
E’ ormai un mese. Che fare? Isolare
i violenti, stroncare i mandanti, annientare le connivenze. Chiudere le sedi missine, della violenza e dell'eversione, battere il capitale
Quello stesso capitale che finanzia
i fascisti ed emargina i giovani, che espropria i lavoratari del loro lavoro ed accoltella con le sue leggi disumane tanti Benedetto.
Tanti, troppi anche uno solo,
i Benedetto, i Walter, i Daniele, i Roberto uccisi. Giovani. "Soprattutto d'estate restavamo insieme fino a tardi a cantare e suonare... il nostro gruppo era unito da molti anni; avevamo vissuto insieme il periodo dell'Azione; Cattolica, poi avevamo scelto, ognuno individualmente, di militare nella FGCI". La FGCI. Per i compagni della FGCI Benedetto, la sua vita più che la sua morte, deve significare la ricerca di un rigore maggiore, la coscienza della necessità del sacrificio ogni giorno, senza rinunciare " a cantare e suonare", il valore dell'umiltà nel praticare la militanza, nel lottare per il socialismo. Per tutti, i certi e gli incerti, gli appassionati e gli indifferenti, Benedetto, i Benedetto, devono voler dire impegno, assunzione delle proprie responsabilità, rifiuto del ponziopilatismo e delle posizioni salomoniche.
Compromettersi per l'uomo, Bisogna sconfiggere non solo il fascismo, ma anche,e soprattutto,la assuefazione alla morte, alla violenza fisica o verbale che sia, all'intolleranza, allo sfruttamento.pratica dei loro contrari deve
essere l’obiettivo da perseguire ogni giorno, og.ii momento, in noi e fuori di noi, con chi la pensa come noi e con chi ha idee diverse,
Le lotte antifasciste, non violente tolleranti, per la democrazia, contro il capitale disumano, per il socialismo devono diventare dei valori viventi da diffondere e far acquisire, facendoli propri fino in fondo noi stessi, alle masse giovanili, femminili, lavoratrici.

Porremo così le basi per una convivenza sociale che non abbia al centro il profitto o il potere, ma in cui il fine primario dell'uomo sia l'uomo,
Perchè nessun Benedetto più muoia.

(per leggere il testo originale cliccare sull'anteprima)

 

 

 



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