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7 novembre 1917

la rivoluzione trionfa in Russia sotto la guida di Lenin

7 novembre 2009 dichiarazione sull'attualità della rivoluzione russa della conferenza internazionale dei  partiti marxisti-leninisti 

Il più grande avvenimento del 20°secolo rimane la rivoluzione d’ottobre del 1917

Essa aprì l’era del comunismo. Se questo ancora non si è impiantato in nessuna parte del mondo resta ugualmente l’unica prospettiva di salvezza dell’umanità dalle catastrofi senza fine del capitalismo.

 

Il 25 ottobre (7 novembre per il nostro calendario) ricorre l’anniversario della rivoluzione d’ottobre che, esplosa nel 1917 in Russia, infiammò il mondo intero; e dette a tutti i lavoratori la certezza del loro AVVENTO AL POTERE. Sono passati 91 anni e in nessun paese del mondo i lavoratori sono al potere. Questo non prova che il COMUNISMO sia impossibile o che sia un’utopia. E’ l’esito della drammatica lotta tra le classi di questo secolo e del secolo scorso.

     A ben guardare è il capitalismo che da tempo è un SISTEMA IN PUTREFAZIONE e che attraversa la crisi generale più grave della sua esistenza. Quindi l’avvenire appartiene al COMUNISMO.

      Tanti avvenimenti hanno segnato il secolo scorso e i primi anni del 2000, ma la RIVOLUZIONE D’OTTOBRE  resta insuperabile. E’una rivoluzione  che non muore mai, come le grandi Rivoluzioni  della storia. Pertanto: I dieci giorni che sconvolsero il mondo non sono un ricordo del passato ma un esempio vivente per il futuro.

Busto A.- Milano, 7 novembre 2009.   

 

Per il 92° della Rivoluzione d'Ottobre (7/11/1917 - 7/11/2009)

Dal Blog: http://capireperagire.blog.tiscali.it

L'"ottobre" russo (novembre, per il nostro calendario) del 1917 rappresenta l'apice delle lotte di classe che hanno caratterizzato finora la storia dell'umanità, da quando essa è uscita dallo stato di barbarie.

L'"ottobre" 1917 è, inoltre, il momento culminante di un complesso processo rivoluzionario che in Russia era iniziato nel 1905 (prima insurrezione popolare e nascita dei Soviet operai e contadini) e che era proseguito con la cacciata dello zar e la formazione di un governo provvisorio del marzo (febbraio in Russia) del 1917.

Il governo provvisorio, presieduto da Kerensky, proseguì la disastrosa avventura bellica avviata dallo zar e, all'interno, tentò di mettere a tacere i Soviet, nel frattempo estesisi a tutto il paese includendo anche i soldati, che premevano per la cessazione della guerra. Guerra che, protraendosi oltre misura, stava massacrando in battaglia centinaia di migliaia di soldati e affamando la popolazione civile. In nome della "democrazia" (borghese), si sanciva la sacralità della proprietà privata e dello sfruttamento operaio.

Scioperi e manifestazioni operaie, occupazioni e rivolte contadine, tumulti e diserzioni in massa dei soldati, avevano creato una situazione pre-insurrezionale che i bolscevichi non fecero altro che innescare, attaccando il palazzo d'inverno a Pietrogrado e i centri di potere a Mosca.

La rivoluzione d'ottobre, spazzata via la democrazia dei ricchi,  fu "comunista" nelle aspirazioni di milioni di proletari russi e nel programma dei bolscevichi, ma di fatto - e a costo di enormi sacrifici - socialista, con obiettivi immediati democratico-borghesi (pace, pane, terra). Non appena al potere, il governo dei Soviet emanò misure avanzate in tutti i settori della vita economico e sociale (obbligo di lavoro per tutti; salario salario minimo inderogabile; giornata lavorativa di 8 ore; controllo operaio delle fabbriche; nazionalizzazione delle grandi industrie e delle banche, e confisca dei depositi privati; espropriazione senza indennizzo dei latifondi e distribuzione delle terre ai contadini; monopolio statale del commercio con l'estero; disconoscimento del debito pubblico contratto dallo zarismo e dal governo Kerensky; separazione della chiesa dallo stato e confisca delle proprietà ecclesiastiche; istruzione gratuita in tutto e per tutti; divorzio e aborto liberi e gratuiti; revocabilità dei funzionari pubblici e loro stipendio uguale al salario operaio medio; ecc.)…continua su. Dal Blog: http://capireperagire.blog.tiscali.it

Su  Lenin (1870-1924) 

 Lenin nacque in Russia a Simbirsk (oggi Ulyanovks) il 22 aprile 1870 (10 aprile nel calendario giuliano allora in vigore), e morì a Gorki il 21 gennaio 1924, all'età di 54 anni. Lenin è il nome di battaglia di Vladimir Ilic Ulyanov, in quanto nel 1897 era stato deportato dal regime zarista in un remoto villaggio siberiano sulla riva del fiume Lena.

Figlio di un ispettore scolastico. Nel maggio 1887 il fratello maggiore Aleksej venne impiccato per aver partecipato alla preparazione di un attentato contro Alessandro III; questo fatto contribuì a convincere il giovane Lenin dell’erroneità della pratica rivoluzionaria dei populisti che intendevano sollevare i contadini compiendo atti terroristici esemplari. Espulso lo stesso anno dall’Università di Kazan, si trasferì prima a Samara e poi a Pietroburgo (dove nel 1891 si laureò in giurisprudenza); in quegli anni compì ampi studi di politica e di economia che lo avvicinarono al marxismo e lo portarono a delineare, nella polemica contro i narodniki (populisti) e nell’analisi della struttura economica russa, la sua concezione del processo rivoluzionario. E' di questo periodo il suo saggio Che cosa sono gli ‘amici del popolo’ e come lottano contro i socialdemocratici? (1894). Tornato da un viaggio in Svizzera durante il quale fece la conoscenza di Plechanov, fondò a Pietroburgo il gruppo "Emancipazione del lavoro", per l’unificazione dei gruppi rivoluzionari, ma nel dicembre venne arrestato e scontò quattordici mesi di carcere e tre anni di esilio in Siberia. Qui sposò N. Krupskaya e si concentrò negli studi di economia e storia che….http://comintern.splinder.com/post/3866951

articolo inviatoci dal

CIRCOLO DI INIZIATIVA PROLETARIA GIANCARLO LANDONIO

VIA STOPPANI,15 -21052 BUSTO ARSIZIO -VA-

(Quart. Sant´Anna dietro la piazza principale)

                  e-mail: circ.pro.g.landonio@tiscali.it

 

   

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