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pagine dell'annuario dell'archivio 1945-1967 

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1947

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Benedetto Petrone
 
Genova 2001
Ylenia
 

 

Sciacca (Agrigento) 4 gennaio 1947 , l’assassinio del sindacalista Curzio Miraglia.

L’ignorata  “nuova Resistenza” del Meridione  dopo la caduta del fascismo.

In pochi mesi, sette segretari della CGIL uccisi dai servi mafiosi dei possidenti agrari complice l’inerzia delle forze di polizia.

I giorni della Costituente e il sangue versato dai proletari meridionali.

1947-2022: Costituzione e Nuova Resistenza.

di Antonio Camuso

(foto da wikipedia)

Premessa: L’ Archivio Storico Benedetto Petrone, in questo 2022 ,in occasione del 75esimo del varo della Costituzione, vuol ricordare, con una serie di articoli, come essa sia stata stilata mentre veniva versato, nelle piazze d’Italia, il sangue dei “nuovi partigiani” : disoccupati, operai, contadini, studenti, in gran parte meridionali caduti sotto il piombo poliziesco, dei neofascisti, monarchici, qualunquisti/sovranisti, ma anche dei mafiosi e camorristi al soldo dei ceti che  rimpiangevano il regime fascista ed osteggiavano il cammino verso la democrazia.

Non riteniamo giusto celebrare la Costituzione , nata dalla lotta partigiana svoltasi al Nord,  senza ricordare come nel Meridione , i proletari nell’immediato dopoguerra ( nel Sud, dall’8 settembre in poi) condussero una battaglia altrettanto sanguinosa, pagata con centinaia di morti tra  sindacalisti, attivisti dei partiti di sinistra, o semplici proletari e che, sconfitti  in centinaia  di migliaia emigrarono, ogni anno, all’Estero, ripercorrendo il precedente viaggio dei deportati nei campi di lavoro nazisti.

 Se questi ultimi furono costretti a lavorare nelle fabbriche del Reich sotto la minaccia dei fucili, per gli emigranti meridionali,  a spingerli fu una minaccia ancor maggiore, quella della morte per fame per loro e per le loro famiglie, dopo che videro cadere sotto i colpi dei “nuovi fascisti”: i mafiosi e i camorristi, se non le stesse forze di polizia, coloro che si battevano per i diritti dei contadini, braccianti ed operai del nostro Mezzogiorno e delle aree più povere del nostro Paese…

Nell’articolo seguente  descriviamo attraverso la lettura delle pagine dell’Avanti l’episodio dell’assassinio del sindacalista comunista  Curzio Miraglia , Segretario della Camera del Lavoro di Sciacca - Agrigento, per mano degli sgherri mafiosi armati dai possidenti agrari che non volevano cedere i latifondi ai contadini poveri. (fatto confermato dalle indagini condotte da un capitano dei carabinieri che però non si tradussero in arresti, per l’importanza dei mandanti, vedi

https://it.wikipedia.org/wiki/Accursio_Miraglia )

 

Nell’Avanti! del 7 gennaio 1947 si constata come, nonostante in pochi mesi sette segretari delle Camere del Lavoro del Sud fossero stati assassinati, la sola risposta del sindacato nazionale e dei partiti di sinistra fu uno stringato sciopero di un’ora e la richiesta della sostituzione del comandante dei Carabinieri.

 Il Nord  non poteva fermare le fabbriche in un pericoloso sciopero generale che avrebbe messo in difficoltà il governo e la Costituente,  nei giorni in cui,il democristiano Presidente del Consiglio De Gasperi era in volo  in America per chiedere aiuti in dollari e merci, e il socialista Nenni aveva assunto la carica ad interim di suo sostituto…

Grazie al lavoro di digitalizzazione di alcune centinaia di giornali dell’epoca, condotta in questi anni dall’Archivio Storico Benedetto Petrone, possiamo descrivere questi fatti come se li leggessimo appena giunti in edicola.

 

Avanti!  7 gennaio 1947

(Archivio Storico Benedetto Petrone, sez Irpinia, fondo M.C.)

PALERMO, 7.

Il Segretario della Camera del Lavoro di Sciacca (Agrigento), compagno comunista rag. Curzio Miraglia, è stato ucciso proditoriamente con una raffica di mitra sabato sera alle ore 22 mentre rincasava.

Il movente del delitto è da ricercarsi nel fatto che il compagno Miraglia aveva svolto una intensa attività in favore dei contadini poveri in occasione della distribuzione delle terre.

E' questo il settimo Segretario della Camera del Lavoro che viene assassinato da elementi rimasti sconosciuti. Con tali sistemi la reazione agraria, che arma la mano degli assassini, crede di poter soffocare l'anelito di giustizia che anima le organizzazioni sindacali e i partiti operai.

 La reazione agrariaè assistita nella sua opera delittuosa da ben identificabili movimenti politici che in molti centri si sono sviluppati appunto con funzione di difesa ad oltranza di interessi e di sistemi antisociali.

Spesso, inoltre si rendono complici alcuni comandanti delle forze di polizia che nulla fanno per assicurare allá giustizia i colpevoli.

Un'ondata di sdegno si è diffusa fra le masse lavoratrici siciliane alla notizia dell'assassinio del compagno Miraglia. I contadini della provincia di Agrigento, cui il secolare assoggettamento ai voleri ed ai soprusi dei signorotti non impedisce oggi di gridare alta la propria volontà di riscossa, sono indignati ed invocano misure atte ad assicurare alla giustizia i responsabili del delitto.

La Segreteria regionale della C.G.I.L., riunitasi immediatamente a Palermo ha approvato alla unanimità un ordine del giorno in cui si richiedono speciali misure per la sicurezza e la tranquillità del popolo lavoratore.

L'ordine del giorno richiede Inoltre la sostituzione dell'attuale comandante dell'Arma dei Carabinieri e dispone che il giorno 9 gennaio in tutte le aziende della Sicilia II lavoro venga sospeso per un'ora. La sospensione
del servizi pubblici sarà effettuataper 30 minuti mentre i treni si fermeranno per 10 minuti.Anche i negozi dovranno tenerele saracinesche abbassate per tren-
ta minuti.
Queste decisioni della Segreteria regionale della C.G.I.L. sono state prese poiché  l’indignazione dei lavoratori siciliani era tale da minacciare di tradursi in uno sciopero generale.
II Presidente del Consiglio ad interim, compagno Pietro Nennì, ha inviato alla Camera del Lavoro di Sciacca il seguente telegramma;

«Esprimo ai lavoratori di Sciacca mio profondo cordoglio per assassinio Segretario Camera Lavoro Miraglia. Ho dato disposizioni perché tutto sia messo in opera per arrestare autori istigatori delitto. Violenza reazionaria non arresterà opera giustizia perseguita dai lavoratori »…

 

A complemento di questo articolo ricordiamo l’assassinio di Nicolò Azoti a Baucina (Palermo) segretario della locale Camera del Lavoro, avvenuto il 21 dicembre 1946. I sicari gli spararono 5 colpi alle spalle.

(vedi il sito vittime di mafia)

vedi anche :

Napoli capodanno 1947

75anni fa, l’assassinio del comunista Giorgio Baldirano a Barra.

 Antonio Camuso

Archivio Storico Benedetto Petrone ,

Brindisi 7 gennaio 2022

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

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