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RESISTENZA AL NAZIFASCISMO /29

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6) Più forza all'ANPI e alla resistenza

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Benedetto Petrone
 
Genova 2001
 

 

Ylenia
 
 
 

 

VIENNA 15-16 LUGLIO 1927

Vienna , novant’anni  fa  la rivolta antinazista, del luglio 1927, domata nel sangue.

 

( Noi siamo il popolo che edifica il mondo a venire,
siamo il seminatore, il seme ed il campo.
Noi siamo il mietitore della messe a venire,
siamo il futuro, e siamo il fatto avvenuto.

E allora sventola, bandiera rossa fiammante,
in testa al cammino che noi percorriamo…

Die Arbeiter von Wien;  I LAVORATORI DI VIENNA)

Il luglio 2017 sarà ricordato , nei rapporti tra Italia – Austria per gli annunci del governo austriaco di invio dell’esercito sul Brennero per arginare una possibile invasione di migranti  nord-africani dall’Italia, facendo ricadere ancora una volta su quella nazione che diede i natali ad Hitler, un immagine di unn paese pronto a rinchiudersi in nostalgie asburgiche e facilmente irretito dai richiami della destra razzista e xenofoba che  va crescendo in Europa.  A sfatare  questo falso “print” di paese  fondamentalmente conservatore sono le cronache , di  un passato non troppo lontano, che possiamo apprendere dalla rilettura degli avvenimenti, gloriosi e tragici di 90 anni fa, in un momento in cui l’Austria proletaria  minacciata da un ondata di  nazionalpopulismo ancor prima che Hitler in Germania avesse intrapreso l’ascesa verso il potere, rispondeva colpo su colpo organizzando  militarmente  la difesa antifascista , pur con i freni provenienti da quei settori della sinistra “riformista e legalitaria “ che  anche in Italia impedirono che l’esperienza degli Arditi del Popolo  fosse estesa capillarmente su tutto il nostro territorio nazionale, e con essa si rispondesse con  la lotta armata  alle bande fasciste  prima che esse avessero il sopravvento.

VIENNA, una canzone e  la rivolta del luglio 1927

Premessa

E’ grazie al nuovo lavoro di catalogazione  del materiale archivistico che negli ultimi due anni abbiamo acquisito come Archivio Storico Benedetto Petrone,  che ha spinto  la nostra curiosità ad  approfondire quanto avvenne a Vienna 90 anni fa

.

La sommossa comunista di Vienna completamente domata!

Titolava  in prima pagina il Giornale d’Italia del 19 luglio 1927 che  negli scorsi giorni di luglio 2017 era in fase di digitalizzazione per il nostro archivio. Una rivolta sulla quale noi non avevamo memoria  e sulle cui origini e contesto la lettura di quelle pagine ingiallite di un giornale stampato  sotto  l’occhio torvo delal censura  del regime fascista, non potevano certamente darci nella completezza e realtà storica.  Il fatto che in quelle pagine comunque si desse tanto risalto al numero di morti e feriti, dell’azione  brutale di repressione da parte della polizia austriaca contro manifestanti “socialcomunisti” in una città come Vienna  ci faceva capire che quegli avvenimenti furono visti con grave turbamento anche qui in Italia dal fascismo nostrano impegnato a mettere a tacere qualunque forma di opposizione pacifica o violenta a Mussolini.

E’ in toni rassicuranti la cronaca del dopo moti che si legge in Italia quel 19 luglio a distanza di 4 giorni da quando  una folla sdegnata di antifascisti, di fede diversa, socialisti, comunisti, repubblicani, ecc aveva sfogato la propria rabbia contro il tribunale di Vienna che con una vergognosa sentenza aveva mandato assolti  gli appartenenti ad una milizia  nazionalista di estrema destra (Frontkaempfers) Frontkämpfervereinigung Deutsch-Österreichs (“Fronte Unito di Lotta di Austria e Germania”) comandato dal colonnello Hermann Hiltl   che aveva ucciso  dei civili durante una il 30 gennaio 1927 durante una manifestazione a Schattendorf, nel Burgenlanded incui erano morti  un veterano della Grande Guerra e un bambino di 8 anni.

Fine dello sciopero generale. I servizi pubblici riattivati, i socialisti battono in ritirata. la città in stato di assedio. L’atteggiamento energico del Governo.

 … Nessuna rivoluzione , pochi nuclei comunisti rei dei disordini ,…

tranquillizza il Giornale d’Italia, anche se poi nella cronaca da Vienna  parla dell’intervento a forbice da un lato delle forze di polizia a cui sono stati distribuiti i fucili dell’esercito e dall’altro l’opera da pompiere dei dirigenti del Partito Socialista e dei sindacati a guida socialista per spegnere l’incendio, non quello del Tribunale e le sue carte ormai andate in fumo, ma quello della rivolta proletaria capace di dilagare in tutto il paese e coinvolgerlo nella guerra civile antifascista. Si’ guerra civile!, visto che al fianco dlle forze poltiche di sinistra socialisti e comunisti, vi era una forza parallela, paramilitare del Fronte repubblicano ( Schutzbund), capace di schierare decine di migliaia di uomini perfettamente inquadrati  ed addestrati all’uso delle armi proprio in quel conflitto mondiale in cui la follia  omicida capitalista li aveva trascinati 10 anni prima  in guerra contro altri fratelli di altre nazioni.

Le cifre delle perdite in vite umane  annunciate dai corrispondenti stranieri in quei giorni parlano chiaro: dai 60 ai 300 morti, oltre quasi un migliaio di feriti, ma  come succedeva allora in Italia  sui giornali si cercava di sminuirle definendole inattendibili, onde tranquillizzare  i benpensanti nostrani e gli stessi fascisti italiani ma  i dati oggi in possesso degli storici non si discostano dalle cifre di un vero massacro: 84 dimostranti e 5 poliziotti uccisi Tra i dimostranti vi furono circa seicento feriti e altrettanti tra i poliziotti.

Dal sito” canzoni contro la guerra” riportiamo una breve riassunto dei fatti  insieme col testo di una canzone che divenne  la bandiera  “sonora” di coloro che in quegli anni volevano opporsi anche con le armi  in Europa all’avvento e al dilagare del fascismo e nazismo prima che esso  prendesse il potere in Germania ed in Italia  e dessero  fuoco alla miccia della Seconda Guerra mondiale e all’Olocausto .

(Dal sito canzoni contro la Guerra )

….. Il “Verdetto di Schattendorf” portò ad uno sciopero generale indetto allo scopo di far dimettere il governo guidato dal cancelliere cristiano-sociale Ignaz Seipel. Le proteste massicce iniziarono la mattina del 15 luglio 1927, quando una folla infuriata tentò di assaltare il rettorato dell'Università di Vienna sulla Ringstrasse. I rivoltosi attaccarono quindi e distrussero un vicino commissariato di polizia e la sede di un giornale, prima di dirigersi verso il Parlamento austriaco. Respinti dalla polizia, si diressero quindi verso il Palazzo di Giustizia. Circa a mezzogiorno, i rivoltosi entrarono nel palazzo fracassando porte e finestre; dopo aver distrutto gli uffici, diedero fuoco agli archivi e al casellario giudiziario. In breve tempo l'intero palazzo di giustizia fu in preda alle fiamme; il fuoco si propagò rapidamente, mentre contemporaneamente i rivoltosi assaltarono i vigili del fuoco tagliando le bocchette e distruggendo gli idranti. Il fuoco non poté essere domato fino al mattino successivo. apo della polizia viennese, Johann Schober (che era stato primo ministro e che lo sarebbe stato ancora), represse la rivolta con violenza inaudita. Costrinse il sindaco di Viennna, il socialdemocratico Karl Seitz, a far intervenire l'esercito austriaco; Seitz rifiutò, seguito a ruota dal ministro della difesa, il cristiano-sociale Carl Vaugoin. Schober fece allora fornire le forze di polizia di fucili da guerra in dotazione all'esercito, e annunciò pubblicamente che avrebbe sgomberato la piazza con la forza dopo che Seitz e il segretario del Republikanischer Schutzbund, Theodor Körner, avevano tentato invano di convincere la folla a sciogliersi. La polizia aprì il fuoco e fu una strage di dimensioni enormi. La canzone, composta nelle immediatezze degli eventi, fu però eseguita per la prima volta solo nel 1929 in occasione della II Giornata Internazionale della Gioventù Operaia. Nel 1934, in occasione della “Battaglia di Febbraio” tra il movimento operaio austriaco e il governo fascista di Dollfuss, ebbe ancora maggiore diffusione nella rivolta, poi repressa nel sangue, contro l' “Austrofascismo” sostenuto da Mussolini Da allora, Die Arbeiter von Wien fa parte del repertorio antifascista internazionale, dove si diffuse immediatamente.

 I LAVORATORI DI VIENNA

Noi siamo il popolo che edifica il mondo a venire,
siamo il seminatore, il seme ed il campo.
Noi siamo il mietitore della messe a venire,
siamo il futuro, e siamo il fatto avvenuto.

E allora sventola, bandiera rossa fiammante,
in testa al cammino che noi percorriamo.
Siamo il futuro, combattenti fedeli,
siamo i lavoratori di Vienna.

Signori delle fabbriche, signori del mondo,
infine il vostro dominio sarà abbattuto.
Noi, armata che crea l'avvenire
spezzeremo gli stretti vincoli delle catene.

E allora sventola, bandiera rossa fiammante,
in testa al cammino che noi percorriamo.
Siamo il futuro, combattenti fedeli,
siamo i lavoratori di Vienna

PER CHI VOLESSE SCARICARE O ASCOLTARE QUESTA CANZONE I LINK SONO:

https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=45425&lang=it

 http://storage-new2.newjamendo.com/tracks/303172_96.mp3

PER CHI VOLESSE VEDERE LE IMMAGINI D’EPOCA DELA RIVOLTA DI VIENNA DEL 15 LUGLIO 1927

https://www.youtube.com/watch?v=zfm9ttTitiQ

Articolo a cura dell’Archivio Storico Benedetto Petrone

  Numero speciale per i 10 anni di Pugliantagonista

Brindisi 15 luglio 2017, novant’anni dopo , per non dimenticare

 

 

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