|
HIROSHIMA
DAY
Armi
armamenti
NLW armi non letali /
Controllo
di massa
Forze
Armate
Italia Mondo
Guerre
Afghanistan
Balcani
Iraq
Kosovo
Mondo
Movimenti
no-global no-war
no-nuke
no-racisme
Servizi segreti
Stragi
Storia
II
Guerra mondiale
Guerra fredda
|
|
NATO.:COLPITO
E AFFONDATO
LA
TRAGICA VICENDA DEL PESCHERECCIO FRANCESCO PADRE E DEI SUOI OCCUPANTI

Video:
la verità del mare
Nicolò
Carmineo (www.lagazzettadelmezzogiorni.it/…)
Il peschereccio di Molfetta Francesco Padre,
ufficialmente affondato 16 anni fa per colpa di una esplosione a bordo,
prima della deflagrazione potrebbe essere stato crivellato di colpi, forse
esplosi da una mitragliatrice. Mentre la procura di Trani ha ufficialmente
deciso di riaprire l’inchiesta su quella misteriosa tragedia che provocò
la morte dei cinque marinai a bordo, dal filmato del relitto in fondo al
mare recuperato dalla «Gazzetta» spuntano nuovi elementi. Almeno 4 fori
sono visibili nella parte poppiera di dritta del natante e - dettaglio
ancora più inquietante - un foro nel teschio di uno dei marinai che giace
ancora a 248 metri di profondità.
Non vi può essere nessun riscontro certo fino a quando non venisse
disposto un recupero, ma a questo punto l’attacco armato compiuto nei
confronti del peschereccio si impone come una delle ipotesi su quanto
accadde la notte del 4 novembre 1994. A compiere l’azione potrebbe
essere stato un commando armato partito dal Montenegro, sempre che il «Francesco
Padre» non sia rimasto vittima di una nuova Ustica del mare. Alcune fonti
riportano che quella notte unità militari davano la caccia ad un
peschereccio simile a quello di Molfetta, che nei giorni precedenti era
stato visto lanciare esplosivi in mare. Non per pescare, dato il fondale
profondo di quella zona, ma più probabilmente per compiere attività di
spionaggio: va ricordato che in quegli anni si combatteva nell’ex
Jugoslavia e che unità militari ma anche imbarcazioni- spia battevano
quelle acque per contrastare (oppure alimentare) il traffico di armi.
La pista delle mitragliate esplose contro il «Francesco Padre»
sembra trovare conforto anche in altri fori di proiettile che sarebbero
stati riscontrati in uno dei reperti, il tirante dell’albero di poppa,
poi stranamente smarrito durante le indagini. Il pezzo del peschereccio
era stato ripescato in mare nell’estate del 1995 da una imbarcazione di
Manfredonia. Uno dei pescatori, Michele Brigida, interrogato dalla
procura, confermò il ritrovamento precisando che il pezzo
dell’imbarcazione «presentava alcuni fori». Si trattava di un tubo di
ferro che in seguito venne recuperato dal fratello del comandante del «Francesco
Padre» per essere affidato agli investigatori. Ma nessuno sembra essere
in grado di dire che fine abbia poi fatto.
Tale circostanze non è stata comunque giudicata rilevante dai magistrati
che nel 1997 archiviarono l’inchiesta secondo i quali la causa
dell’incidente era stato il trasporto illegale di materiale esplosivo.
Determinante fu la perizia dell’ingegnere navale Giulio Russo Krauss
nella quale si dimostrava che l’esplo - sione era partita dall’interno
del natante, sotto il ponte di coperta, e che l’esplosivo «con ogni
probabilità si trovava nella stiva del pescato o nell’alloggio del
motorista ». Ciò escludeva che potesse trattarsi di un attacco esterno.
Il perito giudicava non attendibile anche l’ipotesi di un ordigno preso
nelle reti (n.d.r. piuttosto probabile perchè nella guerra nella ex
Jugoslavia molte zone marittime dell’Adriatico jugoslavo vennero
minate), poiché riteneva che il «Francesco Padre» non potesse pescare a
strascico a quella profondità (230 metri) e a quell’ora di notte.
In realtà un esame attento del video girato dalla Impresub per
conto della Procura nel giugno del 1996 svela che l’impatto è avvenuto
dall’esterno. Nella zona poppiera, per esempio, si vede distintamente
una scala a pioli - che serviva a scendere nella sala macchine - schiodata
e appoggiata al motore (e non verso l’esterno), così anche la cisterna
di gasolio di sinistra schiodata dal fasciame e spinta all’interno. Lo
stesso motore non sembra avere alcun segno di bruciatura, e ciò
significherebbe che l’esplosione è avvenuta fuori e non nel vano
interno. Non è possibile poi che l’esplosivo si trovasse nella stiva
frigo, perchè nel peschereccio molfettese è posta sotto il ponte di
comando (e non a poppa come erroneamente affermato da Krauss), zona
dell’imbarcazione che dal video risulta integra.
Nel video del relitto si evidenzia poi che le reti erano state calate e in
pesca, e ciò è possibile perché la pesca dei gamberi viene effettuata
anche a profondità superiori ai 230 metri e spesso nelle ore notturne. Ma
ammesso che sia fondata l’ipotesi dell’attacco armato a danno del
peschereccio di Mollfetta, quale potrebbe essere il movente? Il comandante
Pansini poco prima della tragedia aveva rilasciato una intervista
televisiva nel programma «Linea Verde» di Federico Fazzuoli nella quale
denunciava traffici illegali in Adriatico. In quel periodo le nostre
frontiere marittime erano permeabili, vi si praticava ogni tipo di
contrabbando, specialmente con il Montenegro. Numerosi furono a Bari i
sequestri di ingenti quantitativi di armi provenienti dalla ex Jugoslavia
riconducibili a mercanti di pesce. Fu dunque un attacco per vendetta? Ora
che le indagini sono state riaperte, la procura potrà rispondere
finalmente anche a questo interrogativo.
LA
leadership dell’Aviazione Militare Italiana?
Affidiamola
ai consigli degli israeliani!
Recensione
critica di un libro scritto da un generale italiano ed uno israeliano.
Fernando
Giancotti, Yak
ov Shaharabani: LEADERSHIP AGILE NELLA COMPLESSITA’- Guerini
e associati Editori_Milano 2008- pp232 E 24

Colpisce in questo
particolare momento, in cui l’aviazione israeliana, con i suoi raid su
Gaza, ha spietatamente mietuto vittime
tra ...>>>SEGUE>>>
Articolo di Antonio Camuso
Quando
il console della milizia fascista di religione ebraica Alberto Liuzzi morì
combattendo contro i rossi in Spagna.
Recensione
di un libro su un aspetto inconsueto del rapporto tra fascismo italiano e
cittadini di religione ebraica
I SOLDATI
EBREI DI MUSSOLINI
I militari
israeliti nel periodo fascista
Giovanni
Cecini –Ugo Mursia editore- Milano 2008-pp278-E 17

Cogliamo
l’occasione della giornata della memoria per ricordare come il regime
fascista
all’apice della sua forza, esaltato dai successi ottenuti con le
guerre coloniali, l’appoggio SEGUE>>>>>>>>>>
LE STREGHE DELLA
NOTTE
Nachtexen
le
streghe della notte:le donne pilota russe
|
4)NATO: colpito e affondato
-la fine misteriosa del F.Padre
3)le
streghe della notte:le donne pilota russe
2)Giovanni
Cecini:I soldati ebrei di Mussolini
1)Gen:
Giancotti:la leadershipnella
complessità
|