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Uranio 238 La strage in Puglia

 

 

 

 In questa pagina sono elencate alcune iniziative sull'Hiroshima day tenutesi a Brindisi  a cura dell'Osservatorio sui Balcani di Brindisi

per non dimenticare Hiroshima e Nagasaki

2002, 2004, 2005, 2010

Antonio Camuso spiega i motivi perchè decise di chiudere questa esperienza, dopo i divieti ripetuti del sindaco exMSI  e cofondatore Forza Italia, Mennitti


2010

Brindisi 14 agosto 2010

 

   GIORNATA CONTRO IL NUCLEARE

INIZIATIVA ANNULLATA DOPO CHE IL COMUNE CI AVEVA RIFIUTATO PIAZZA VITTORIA DANDOCI IN CAMBIO PIAZZA CAIROLI, FACENDO QUINDI IL BIS CON QUANTO E' AVVENUTO IL 25 APRILE 2010

La lettera aperta degli organizzatori al Sindaco.

                                        Illustrissimo signor Sindaco di Brindisi

 

Oggetto : non concessione di utilizzo Piazza  della Vittoria per l’Hiroshima-day

 

Ieri mattina un impiegato dell’ufficio traffico mi ha comunicato che la mia richiesta di poter utilizzare una porzione di Piazza Vittoria,  per un’iniziativa culturale-politica , in occasione delle giornate mondiali dell’Hiroshima day e di celebrazione del 65° della fine della Seconda Guerrra Mondiale non era possibile esaudirla ed in sostituzione mi si concedeva l’utilizzo di Piazza Cairoli.

 

Sinceramente sono rimasto sconcertato per il ripetersi  per la seconda volta , nello stesso anno, di un copione di ciò che era accaduto il 25 aprile , in occasione della festa della Liberazione, quando l’Unione degli Studenti, insieme all’Archivio Storico Benedetto Petrone ed il sottoscritto,  si erano visti negare Piazza Vittoria  con motivazioni discutibili e costretti in tutta fretta a modificare programma ed organizzazione della Festa,  poiché spostati di ufficio a Piazza Cairoli.

 

Sappiamo tutti  a Brindisi la differenza che passa tra  il fare un’iniziativa in una Piazza centrale come quella della  Vittoria, in piena zona pedonale,   all’incrocio dei Corsi,  e farla invece a  Piazza Cairoli, più decentrata, l’ex piazza dei “cafoni” dove,  con la morte dell’Upim,  ma ancor più dell’agricoltura brindisina  e dei tanti braccianti e coltivatori diretti che avevano fatto di quella Piazza il loro luogo di ritrovo serale”, oggi è ad ogni ora  praticamente deserta  ad immagine di una città che parla tanto di rivolgersi al mare e al suo porto e volge le spalle ad un suo millenario passato,  negando le radici di un territorio un tempo prosperoso e felice, di cui io e lei abbiamo un ricordo nettissimo con la  vera Festa del popolo brindisino , quella dell’UVA.

 

In quell’occasione vino e specialità del luogo scorrevano a fiumi, offerti da un popolo agricoltore che ringraziava Iddio, la Terra, ma anche i loro fratelli “cittadini”  ( compresi gli amministratori) che la sera  preferivano affollare l’altra Piazza , quella della Vittoria ( oggi a noi negata) e godersi del passeggio sul lungomare.

 

Uno spirito di solidarietà  d’altri tempi quello dell’offrire senza richiedere nulla in cambio, cosa che forse oggi da molto fastidio,  caro signor Sindaco, in un epoca in cui il mercenariato, scusi l’espressione, è fonte di vita, di successo e modello a cui attingere da parte delle nuove generazioni e a cui la nostra classe politica non ne è esclusa.

 

Le vorrei ricordare signor Sindaco che la nostra iniziativa culturale-politica oltre ad avere un carattere preminentemente archivistico, voleva lanciare un messaggio ad una città che per troppi anni ha ritenuto la cultura un optional, un veicolo al massimo di promozione del mercantilismo, e dove lo scopo ultimo di molti brindisini è l’accumulazione del denaro nelle banche, salvo poi fare la fila negli ipermercati, riempiendo i carrelli  di merci inutili pur di far rimanere vuote le proprie teste e quelle dei propri figli.

 

Nella nostra iniziativa volevamo mettere a disposizione di tutti il nostro materiale di archivio su argomenti come l’Olocausto Nucleare, ma anche di testimonianza su di una generazione di brindisini che dagli anni 60 agli anni 80 volle cercare di cambiare la nostra città, opporsi a scelte che solo oggi ci accorgiamo nefaste o perlomeno discutibili.

Volevamo anche ricordare, attraverso l’esposizioni di oggetti d’epoca,  una vicenda , quella della Seconda Guerra Mondiale, che Brindisi, visse in prima persona, con le sue tragedie , i suoi lutti , ma anche la voglia di riscattarsi grazie anche a uomini come il partigiano Vincenzo Gigante , ma anche dei tanti uomini in divisa che , dopo l’8 settembre, seppero ridare onore alla nostra Patria,  pagando di persona senza chiedere nulla.

Umilmente volevamo fare così anche noi, senza chiedere nulla , né finanziamenti, né implorare patrocini ,  mettendo nella giornata del 14 agosto a disposizione quanto ognuno di noi, collezionisti, e non,  aveva nella proprie case gli oggetti che ci ricordavano quell’epoca.

radio HRO della NATIONAL  del 1940 era una delle radio "belliche " inserite nella mostra

Si trattava di alcune radio militari ed i loro accessori, cuffie , microfoni, altoparlanti, utilizzate dai belligeranti durante la Seconda Guerra Mondiale, ci sarebbe stata  una bellissima Moto Guzzi modello Alce, verde oliva, un ricordo del sacrificio dei nostri bersaglieri ad El Alamein, sarebbero state esposte  una serie di radio degli anni 40, tutt’ora funzionanti,  dalle quali i nostri padri e nonni ascoltavano  le notizie provenienti da lontani fronti di guerra.

 

motoguzzi ALCE ( un modello simile "disarmato) era tra le curiosità previste nella mostra

Questo nostro voler regalare alla città un evento che non procurasse una sola lira di spesa , (anzi eravamo ben  felici di pagare le tasse di occupazione di suolo pubblico) ci aveva illuso che sarebbe stato preso a buon cuore dai suoi amministratori , in un periodo in cui si parla di risparmi e di intelligenza e di partecipazione dei cittadini nel controllo dell’uso del denaro pubblico.

Dobbiamo purtroppo dire che ci eravamo sbagliati, invece di un grazie  , mandati a  fare… l’iniziativa nella Piazza “ dei cafoni” , deserta, scarsamente illuminata  e dove da qualche mese un muro di tavole e ferro recinge la omonima Fontana  rendendo il luogo  poco attraente.

 

 Vorremmo augurarci che l’alternativa di spostarci presso quella recinzione sia dovuta ad una svista di qualche impiegato che,  credendo di farci un favore, ha pensato che volevamo commemorare la caduta del Muro di Berlino , o protestare  contro l’inumano Muro di recinzione che divide Israele dalla Palestina  ma, a questo punto  dubitiamo di ciò e dobbiamo convenire che invece trattasi del Muro più duro del cemento, nelle menti e nei cuori,  contro il quale la mia generazione ha dovuto scontrarsi e contro il quale i giovani che oggi si affacciano alla vita sociale di questa città dovranno tener conto.

 

Per questi  motivi annulliamo l’iniziativa ,  sperando in una sua risposta chiarificatrice

 

                                                                     Distinti saluti

                                                                 Antonio Camuso

                                       Osservatorio sui Balcani di Brindisi

                                  osservatoriobrindisi at libero.it

 

Brindisi 12 agosto 2010

 

 

 

LE ANTICIPAZIONI SULLA NOSTRA LETTERA DI RISPOSTA AL SINDACO:

...un muro di cemento nella testa e nei cuori contro cui scontrarsi...

 ...Vorremmo augurarci che l’alternativa di spostarci presso quella recinzione fosse dovuta ad una svista di qualche impiegato che,  credendo di farci un favore, ha pensato che volevamo commemorare la caduta del Muro di Berlino , o protestare  contro l’inumano Muro di recinzione che divide Israele dalla Palestina  ma, a questo punto  dubitiamo di ciò e dobbiamo convenire che invece trattasi del Muro più duro del cemento, nelle menti e nei cuori,  contro il quale la mia generazione ha dovuto scontrarsi e contro il quale i giovani che oggi si affacciano alla vita sociale di questa città dovranno tener conto.

 

Per questi  motivi annulliamo l’iniziativa  sperando in una sua risposta chiarificatrice

 

 

 

                               Agosto 1945 –agosto 2010

                 Ricordando Hiroshima , Nagasaki e Chernobyl

  65 anni di incubo nucleare …mandiamo in pensione l’atomica!

 

Esattamente 65 anni fa,  il 2 e il 9 agosto del 1945 due città giapponesi e alcune centinaia di migliaia di uomini, donne, bambini furono polverizzati e/o cosparsi di radiazioni a vita.

 

Il 13 agosto 1945 il Giappone si arrese agli Alleati e in tutto il mondo si  festeggiò la fine della seconda Guerra mondiale, ma l’illusione durò solo un giorno, poiché iniziava la Guerra Fredda, la corsa all’armamento atomico e  l’incubo della distruzione per l’intera umanità.

 

 A 65 anni di distanza anche a Brindisi,  come in tutto il mondo,  diciamo che- è ora di mandare in pensione l’incubo nucleare!-,  distruggendo tutti gli armamenti atomici, tutte le armi di distruzione di massa e chiudendo il ciclo  di un nucleare per uso civile dai troppi legami industriali , militari ed economici con i fabbricanti di ordigni atomici.

 

Il governo Berlusconi ha annunciato che entro pochi mesi procederà concretamente alla realizzazione di nuove centrali nucleari, anche a costo di usare l’esercito per difendere dalle contestazioni i luoghi scelti ad ospitare i reattori e i depositi delle scorie radioattive, nonostante che

nel 1987 ,dopo anni di lotte antinucleari,  il popolo italiano con un Referendum  avesse detto - No al nucleare! - memore del disastro radioattivo di  Chernobyl.

 

In questi giorni  , dalla Russia,  terrorizzata dal pericolo di altre nubi radioattive provenienti da centrali o depositi atomici in fiamme,  ci arriva un chiaro messaggio:

                  “- Non esiste nucleare sicuro!”-

 Le megacentrali, che siano esse atomiche o alimentate a combustibili fossili come il carbone , sono solo fonti di pericolo per la salute delle popolazioni circostanti e di devastazione ambientale.Le soluzioni sono : fonti più ecocompatibili a cui possiamo approvvigionarci , nuovi stili di vita , ma innanzitutto il rifiuto di un sistema capitalistico che vuole una produzione di merci inutili e lo spreco di risorse naturali.

 

Questo lo gridavamo con forza nelle manifestazioni contro le centrali a carbone e nucleari  a Brindisi e in Puglia trenta anni fa, questo lo continuiamo a gridare oggi

 

            Brindisi, 14 agosto 2010

      Piazza Vittoria  dalle ore 17.00 alle ore 21.00

   Hiroshima –day  Giornata del rifiuto nucleare

 

Mostre, dibattiti, esposizione di radio e materiali della seconda guerra mondiale.

Pubblicizzazione del secondo campeggio antinucleare di masseria Fattizze (LE) a 2 kmt di Porto Cesareo dal 24 al 28 agosto 2010

 

 L’iniziativa è promossa  dall’    Osservatorio sui Balcani di Brindisi

                                    osservatoriobrindisi at libero.it

materiali di archivio: Archivio Storico Benedetto Petrone

www.pugliantagonista.it/arch2.htm


Grottaglie  ( TA) 8 agosto 2010 

Grottaglie , nella notte dei briganti si parla di lotta per l'acqua bene comune ma come Osservatorio sui Balcani di Brindisi e Pugliantagonista.it abbiamo portato il nostro no al nucleare civile e militare ricordando Hiroshima e, Nagasaky, ma anche Chernobyl e le lotte antinucleari degli anni 80 e il vittorioso referendum contro il nucleare.

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2002

            6 AGOSTO HIROSHIMA –DAY …PER NON DIMENTICARE

                            NO ! AD ALTRE HIROSHIMA…

 

Il 6 agosto 1945 sulla città di Hiroshima e il 9 agosto su quella di Nagasaki furono sganciate due bombe atomiche che fecero centinaia di migliaia di vittime .

Terminava  così la seconda guerra mondiale  ed iniziava la guerra Fredda.

La propaganda del Pentagono ,per decenni , giustificò quell’azione criminale affermando di aver fatto ciò per  concludere velocemente  la guerra contro il Giappone senza altre ulteriori vittime tra i soldati americani.

Dopo molto tempo si è saputo che  le due bombe  furono sganciate per sperimentare sul vivo i loro micidiali effetti su pacifiche città , dando un terribile avvertimento alla Russia sovietica che essa sarebbe potuta essere il prossimo bersaglio se gli interessi americani in Europa e nel mondo fossero stati messi seriamente in pericolo.

Si  è scatenata ,  da allora,  la corsa alla proliferazione nucleare, centinaia di esperimenti atomici sono stati effettuati nell’atmosfera e nel sottosuolo terrestre determinando una catena incredibile di malattie e morti  per radioattività  tra le popolazioni  di tutto il pianeta Terra che ignare sono state coinvolte dalle polveri radioattive.

Con la fine della Guerra Fredda e la caduta del Muro ci siamo illusi che l’incubo nucleare , che ci ha tormentato per cinquant’anni dovesse finire, poi invece abbiamo scoperto che anche questo era solo propaganda: alle riduzioni degli arsenali nucleari distruggendo le testate più antiquate, si provvederà con la sostituzione con nuove generazioni di bombe atomiche  che hanno però bisogno di essere sperimentate ancora una volta sul campo.

L’amministrazione Bush in questi giorni ha affermato che ritiene possibile l’uso di bombe atomiche “tattiche” contro gli “stati canaglia” e contro i santuari del terrorismo internazionale ed islamico: l’Iraq è considerato il primo dei bersagli selezionati  con l’approvazione italiana viste le ultime dichiarazioni del ministro Martino che addirittura auspica un intervento di nostre truppe.

Ancora una volta l’Iraq e la sua popolazione diventano campo di sperimentazione , come nella guerra del Golfo, con le bombe all’uranio impoverito, lanciate poi anche in Bosnia, sul Kosovo e sulla Yugoslavia e in Somalia, nel silenzio colpevole della “comunità internazionale” e dell’ONU.

Per non essere complici di tutto ciò , per ricordare tutte le vittime dell’Uranio Impoverito e non,  che esse siano i bambini iracheni o dei paesi balcanici,  o quelli dei nostri soldati inviati nelle “guerre umanitarie” morti o nati malformati a causa delle radiazioni a cui sono venuti in contatto, per ricordare che Brindisi è uno dei porti Nato, insieme a Taranto ed altri, ad essere a rischio di incidenti “nucleari”

L’Osservatorio sui Balcani di Brindisi aderente alla Lega (Rete) Abolire Uranio Impoverito, promuove una mostra fotografica con comizio il 6 agosto 2002, che si terrà a Brindisi, in Corso Garibaldi (area pedonale altezza Banco di Napoli) dalle ore 16.30 alle ore 21.30.

                                 Osservatorio sui Balcani di Brindisi

Via S . Severo 57 Br.   osservatoriobrindisi@libero.it

 


          

2004

9 AGOSTO HIROSHIMA –DAY .  NO ! AD ALTRE HIROSHIMA…

 

Il 6 agosto 1945 sulla città di Hiroshima e il 9 agosto su  Nagasaki furono sganciate due bombe atomiche che fecero centinaia di migliaia di vittime .

Terminava  così la seconda guerra mondiale  ed iniziava la guerra Fredda.

Per decenni , i generali USA hanno giustificato quell’azione criminale avendo ottenuto l’immediata resa del Giappone senza altre vittime tra i soldati americani.

La verità è che le due bombe  furono sganciate per sperimentare sul vivo i loro micidiali effetti su pacifiche città che non avevano nessun interesse militare.

Si  è scatenata , da allora, la corsa alla proliferazione nucleare, centinaia di esperimenti atomici sono stati effettuati nell’atmosfera e nel sottosuolo terrestre determinando una catena incredibile di malattie e morti  per radioattività  tra le popolazioni  di tutto il pianeta Terra che,  ignare,  sono state coinvolte dalle polveri radioattive.

Con la fine della Guerra Fredda e la caduta del Muro ci siamo illusi che l’incubo nucleare, che ci ha tormentato per cinquant’anni, dovesse finire, in realtà negli arsenali nucleari delle due superpotenze sono state distrutte solo le testate più antiquate.

In questi giorni il Congresso USA, su richiesta di Bush, ha autorizzato, con lo stanziamento di 10.000 miliardi di vecchie lire, programmi di ricerca per la costruzione di Minibombe Atomiche Tattiche , con la scusa della Guerra al Terrorismo.

Per non essere complici di tutto ciò , per ricordare tutte le vittime dell’Uranio Impoverito e non, per ricordare che Brindisi è uno dei porti Nato, insieme a Taranto ed altri, ad essere a rischio di incidenti “nucleari” , per ricordare le tante vittime della guerra ambientale,  con i tanti impianti inquinanti, che a Brindisi ha prodotto tumori ed altre patologie, per richiedere un nuovo modo di vivere la vita in questa città

 

Per dire basta alle politiche di militarizzazione ed industrializzazione selvaggia del nostro territorio e per ridare dignità secondo la sua  originaria vocazione

Per essere protagonisti del nostro futuro e non essere spettatori.

Per una migliore qualità della vita, diritto inalienabile per tutti

VITA PIENA PER TUTTI :ADESSO, NON DOMANI!

 

Partecipiamo  a MESAGNE l’8 settembre   alla CAROVANA DELLA PACE

                  promossa dalla  Famiglia Missionaria Comboniana

 

 BRINDISI: Mostra fotografica con comizio il 9 agosto 2004, che si terrà a Brindisi, in Corso Garibaldi (area pedonale altezza Banco di Napoli) dalle ore 17.30 alle ore 21.30.

 

Osservatorio sui Balcani di Brindisi   Medicina Democratica  La Casa nella Roccia

                                  COBAS

          s.i.p. Via S . Severo 57 Br.   Brindisi 9 agosto 2004

 


2005 

                                                  HIROSHIMA DAY

                                     BRINDISI   SABATO 13 AGOSTO 2005

 

Anche quest’anno l’HIROSHIMA-DAY  sarà celebrato  a Brindisi,  nel quadro delle manifestazioni indette a livello mondiale da tutte le associazioni e soggetti che vogliono ricordare e condannare  l’atroce crimine dell’uso di armi nucleari contro le popolazioni civili.

L’iniziativa di quest’anno  sarà effettuata il 13 agosto , nella ricorrenza del sessantesimo anno dalla firma della resa del Giappone,  accettata ufficialmente dagli USA il 15 agosto del 1945 e che decretò la fine della seconda guerra mondiale.

Vogliamo ricordare quest’anno , quindi , non solo le centinaia di migliaia di vittime di Hiroshima e Nagasaki, ma anche i milioni di vittime civili di tutti i paesi coinvolti nel conflitto  mondiale ed in particolar modo di quelle dei bombardamenti terroristici.

Da allora la pratica dell’attacco terroristico alle popolazioni, pianificato dalle aviazioni inglese e americana, rafforzatosi con l’uso dell’arma atomica è divenuto uno strumento abituale per tutti coloro che vogliono attentare alla volontà di pace dei popoli.

Nonostante l’Italia abbia firmato i trattati di non proliferazione delle armi di distruzione di massa, ancor oggi sul territorio italiano, nelle basi USA e NATO, continuano ad essere presenti un centinaio di bombe atomiche, pronte ad essere lanciate. Moltissime altre bombe atomiche sono presenti su navi e sommergibili nucleari USA e NATO che frequentemente o stabilmente stazionano nelle nostre acque o in basi concesse loro dal governo italiano, come la Maddalena, Napoli, o ben presto Taranto.

Il pericolo di un incidente Nucleare come quello di Chernobyl è inoltre possibile in uno dei cinque porti italiani, tra i quali Brindisi, che, con un accordo segreto USA-Italia, possono ospitare sommergibili o navi nucleari.

Per dire NO alle armi nucleari e richiederne la loro TOTALE abolizione,

per dire NO a tutte le azioni di guerra che vedono come obbiettivo le popolazioni civili,

per dire NO alla presenza di armi nucleari sul suolo italiano,

per chiedere la chiusura di tutte le basi straniere  presenti sul suolo italiano

per chiedere la denuclearizzazione dei porti Italiani compreso quello di Brindisi

 

                        l’Osservatorio sui Balcani di Brindisi organizza

 

 il 13 AGOSTO 2005 , dalle 17,30 alle 20,30 all’incrocio dei corsi, a Brindisi ,

                              mostra Fotografica ed interventi

 

 

 

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