Archivio storicol'archivio dei movimenti pugliesi"Benedetto Petrone"

ritorna a >HOME PAGE<

chi siamo documenti ricordi memoria fondi      foto/  video mail
Bari

Brindisi/ Ostuni

Lecce Taranto Foggia Italia  Mondo

per non dimenticare Benedetto Petrone, Fabrizio Ceruso, Walter Rossi. Francesco Saltarelli...

indice/categorie

RESISTENZA AL NAZIFASCISMO /8

link

Resistenza
 
categorie
ANNUARIO 
Resistenza
l'altra Resistenza
Antifascismo
Benedetto Petrone

Puglia rossa
Irpinia ribelle

 

Iniziative

 

 
Genova 2001
 

 

Ylenia
 
 
 

è consentita  la riproduzione a fini non di lucro dei materiali dell'Archivio Storico Benedetto Petrone con l'obbligo di riportarne  la fonte

25 aprile 1945- 25 aprile 2009

 

LA PARTIGIANA MARIA

Un racconto di Antonio Camuso

 

Maria abitava  a Milano, in un piccolo  e modesto appartamento di Porta Ticinese.Era una donna minuta,  con i capelli ingrigiti dall’età,  ma nei suoi occhi, nella vitalità del suo sguardo, c’era una forza che sembrava non averla lasciata mai da quei lontani giorni di aprile del 45.

Lei era la mamma di Valerio , un compagno conosciuto al festival di Re Nudo a Parco Lambro per avermi ospitato nella sua tenda. Un incontro fortuito, come se ne facevano tanti in quegli anni, ma che permettevano di conoscere gente e situazioni che mai ti saresti aspettato di incontrare.

Valerio aveva sentito il mio accento pugliese e mi aveva accolto con un calore degno di figlio di meridionali: ”- Mio padre anche lui è pugliese  e sarebbe contento di conoscerti e di sapere qualcosa della Puglia di oggi. Sai, con il suo mestiere, l’artigiano, non si è  mai concesso una vacanza e in Puglia non ci  torna da una vita!-“.

Fu così che,  terminato il festival, prima di partire mi portò a casa sua  ed incontrai Maria.

Lei,  al contrario del marito, un uomo modesto e silenzioso,  era una donna  che nonostante gli anni sprizzava  da tutti i pori una grande forza:

“-Sappi che io il 25 aprile sono morta e sono risuscitata!-“ mi rispose quando mi complimentai con lei per come si portasse bene gli anni.

Mi raccontò così la sua vicenda, che nei primi giorni di aprile del 1975 la vedeva nel ruolo di staffetta partigiana addetta alla logistica del CLN Milanese:

“- In quei giorni mi avevano dato l’incarico di portare in città una valigia di denaro proveniente dalla Svizzera che doveva servire alle necessità finanziarie del CLN in vista dell’insurrezione. Mi ritrovai così , a sedici anni, con la mia bicicletta a cercare di entrare in Milano,  trascinandomi appresso quella grossa valigia. Poiché avevo l’aspetto di una innocente ragazzina  ero riuscita a superare i posti di blocco tedeschi , i cui soldati avevano scherzato con me prendendomi in giro sul fatto che la valigia, messa di traverso alla canna, sembrasse più grande di me.

Fu proprio quando ero entrata quasi in città che una pattuglia della milizia fascista mi fermò”-

“-Cosa porti in quella valigia?-

Risposi che la mia casa era stata bombardata e mi stavo trasferendo con un po’ di vestiti da alcuni parenti. I militi con fare minaccioso dissero che per loro in quella valigia ci dovevano essere beni da vendere alla borsa nera: formaggi, farina e pasta, altro che indumenti!

Quando la valigia alla fine fu aperta centinaia di banconote di diverso taglio e di valute internazionali diverse caddero svolazzando al suolo.

Io  non fiatai quando i fascisti mi chiesero da dove provenisse tutto quel denaro e loro rimasero un po’indecisi se accollarmi l’accusa di borsa nera o essere una fiancheggiatrice di partigiani.

Portata  a San Vittore mi ritrovai in cella con altre disgraziate che apparentemente erano lì per fatti di criminalità comune. Ci rimasi in carcere solo qualche giorno e non ebbi il tempo di subire nessun interrogatorio .

La mattina del 25 aprile sentimmo tutte una gran confusione: dalle finestre si sentivano spari mentre dalle gabbie degli altri reparti si sentivano rumori metallici e urla. Ad un certo punto la porta della nostra cella si aprì ed una suora disse a me e le mie compagne che in quel momento le guardie sembravano aver abbandonato quel lato del carcere e ci guidò fino all’uscita.

La mia testa girava dalla gran confusione, non riuscivo a comprendere ciò che stava accadendo e a malapena riuscii ad arrivare nel mio quartiere. Una vicina di casa quando mi vide sbiancò in volto e per un attimo pensai che mi cadesse morta tra le braccia:-

“-Maria sei proprio tu?-“ Vedendomi osservata quasi fossi un fantasma mi chiesi se pochi giorni di prigione mi avessero tanto trasformata.

Poi tra i pianti e le lacrime delle mie amiche  fui catapultata tra le braccia di mia madre: sei viva! Dio che miracolo!-

Alla mia domanda di cosa li avesse tanto turbati mi fecero vedere il Corriere della Sera del 25 aprile. In una pagina in un trafiletto incorniciato veniva annunciata l’avvenuta fucilazione , per mezzogiorno di una ventina di persone colte a rubare e fare borsa nera e tra esse in quella lista  c’era il mio nome .Il 25 aprile mi aveva ridata la vita! “-

Mentre raccontava tutto ciò mi mostrava la medaglia e il diploma di combattente della lotta partigiana di cui era fierissima,  come era fiera di quel suo unico figlio che sapeva anche lui un ribelle e antifascista convinto.

Quando qualche anno provai a contattarla  ma ebbi una brutta notizia: venuto a mancare suo figlio, caduto in un paese dell’America Latina in uno scontro tra guerriglieri e militari , aveva avuto un infarto ed era morta dal dolore , lasciando il suo testimone  a tutti noi che crediamo nei valori del 25 aprile.

 

Antonio Camuso

Archivio Storico Benedetto Petrone

Brindisi 25 aprile 2009

6
 

home page


 

Open Area Pugliantagonista informa

mail provvisoria

pugliantagonista@libero.it


 

 
Osservatorio sui Balcani

di Brindisi

osservatoriobrindisi@libero.it
 

Archivio Storico
Benedetto Petrone
 
mail provvisoria
archiviobpetrone@libero.it