ritorna ad  HOME PAGE osservatorio

E' consentita la riproduzione , ,senza fini di lucro dei materiali prodotti dall'Osservatorio sui Balcani di Brindisi  con l'obbligo  di riportarne esplicitamente la fonte.

OSSERVATORIO SUI BALCANI DI BRINDISI

 CHI SIAMO  NEWS  Mail  INCHIESTE/ARTICOLI  ARCHIVIO
 URANIO U 238   PUGLIA MILITARIZZATA  IL FUTURO MILITARIZZATO MIGRANTI E FFAA MILITARIA RECENSIONI

OPEN AREA Pugliantagonistainforma

Archivio storico   Benedetto Petrone

Pugliantagonista homepage
categorie

ARMI NON LETALI/ 

Pagine

correlate

Armi

armamenti

NLW  armi non letali

 il nuovo fucile Beretta Arx160


Controllo di massa

i problemi delle banche dati


Questa pagina è dedicata all'aggiornamento e riflessioni sulla ricerca e test di NLW armi non letali per le operazioni urbane di guerra e polizia

 

Finanziaria lacrime e sangue? Piombo e CS agli incazzati

 

Estate 1789

Si narra che la povera Maria Antonietta mossa a compassione del popolo francese si lasciasse scappare un

: “- Se il popolo ha fame dategli brioches.”-

 Ma i suoi sudditi non erano avvezzi a simili leccornie e questo suo atto di bontà , purtroppo,  le costò  un po’ caro,  facendole perdere la sua coronata testa, ma insegnando ai futuri governati che si fossero trovati nelle stesse condizioni , di non lasciarsi andare in lacrimucce,  bensì a dispensare i propri cittadini in vena di rivolta,  di beni di prima necessità ben più sostanziosi di una brioches, come proiettili di piombo e poi più civilmente gas lacrimogeni e asfissianti, proiettili di gomma,  armi elettriche, cannoni ad   altre diavolerie del genere

antis2.jpg (112035 byte)

 

Estate 2011

 

Grande scalpore hanno fatto le dichiarazioni di rappresentanti di poliziotti relativamente alle critiche alla manovra finanziaria e la denuncia sulla pericolosità dei nuovi lacrimogeni al gas CS .

Fa sorridere l’idea che la minaccia di lanciarli  dentro al parlamento la facciano coloro che sistematicamente e in maniera “industriale” li utilizzano contro piccole o grandi folle di manifestanti come  è successo nei giorni di Genova dieci anni fa quando si giunse a consumarne nel solo giorno della morte di Carlo Giuliani , il 20 luglio 2001 l’intero quantitativo stoccato in città  a disposizione di polizia e carabinieri,  e si dovette ricorrere ad un  biturboelica G-222 dell’Aeronautica  inviato da Genova nella Capitale a  fare la scorta nottetempo di quegli “artifizi” che fecero così bella figura nell’assalto al corteo delle associazioni e dei movimenti internazionali, il sabato 21 luglio a Piazzale Kennedy, nel lungomare e nelle strade circostanti e che vide l’accanimento  dei Robocop contro donne e anziani pensionati.

 

Se i giorni di Genova sembrano lontani , a smentirlo sono invece le misure eccezionali che il governo ha preso, quasi senza che nessuno se ne rendesse conto,  nei primi giorni di quest’estate quando si preparava la prima parte della manovra finanziaria del governo.

In vista delle possibili tensioni e  proteste che potrebbero in  autunno  degenerare in moti di piazza rilevanti,  si è corso ai ripari e così,  mentre si tagliavano milioni di euro per ogni comune  sui finanziamenti statali, si faceva acquisto a man bassa di “pane appropriato”  per i denti di futuri  ribelli , facinorosi ed esagitati con voglia di emulare le piazze greche o ancor peggio quelle arabe.

 

Ma,  se la formica della favola del francese la Fontaine aveva tutto il diritto di riempire le dispense per premunirsi per un inverno rigido, il nostro ministero dell’Interno chiamato anch’esso a far la sua parte in sacrifici,  come poteva giustificare da un lato una  frettolosa spesa consistente in “aiuti umanitari” per dimostranti incazzati contro politici e banchieri e contemporaneamente nascondere questo acquisto a qualche ficcanaso amico dell’opposizione?

Ebbene , nella Capitale come recita la canzone di de Andrè alligna il genio del Male … e così il 4 giugno 2011 dal Ministero dell’Interno veniva emesso un bando di gara ristretto con procedura accelerata  nella quale si disponeva l’acquisto per licitazione privata campionata e non in ambito UE\WTO , di una serie di lotti di materiale atto a ridurre alla ragione un intero esercito di rivoltosi , come se i ribelli libici avessero deciso di liberare l’Italia da Berlusconi.

 

Parliamo del Bando 2011/S  107-175819 e dell’acquisto urgente entro il 30 giugno ( ovvero in 26 giorni)  di  ben 3000 bombe lacrimogene al gas CS da lanciare a mano, 4000 cartucce da 40 mm fumogene da addestramento, (necessarie per addestrare senza intossicare troppo gli agenti nelle lezioni antiguerriglia nei poligoni di Stato , visto le proteste montanti anche tra i celerini che si vedono ogni giorno comandati ad intervenire con il CS) , ma pezzo forte di questo bando sono i 3milioni e 200mila proiettili 9 parabellum per fucili e mitragliette e gli 800mila proiettili 9x19 NATO no-tox .(  si tratta di proiettili in cui l’anima  di piombo è sostituita da  altro tipo di metallo , essendo il piombo sin qui usato un materiale che se disperso nel terreno può generare fenomeni di inquinamento ambientale ma anche se presente in schegge o intero in parti vitali e non possibile da rimuovere può provocare avvelenamenti  anche mortali del sangue.

Il totale di questo acquisto in lacrimogeni e proiettili mortali superando  i 4 milioni di pezzi ,assicura una equa distribuzione alla popolazione italiana , quella più povera seconde le statistiche o  a rischio di povertà,   di un proiettile a testa alla modica cifra totale di circa un Milione di Euro,

Ma,  come fare a non far scattare le proteste dei soliti pacifisti ficcanaso o qualche parlamentare dell’opposizione meno distratto, per una procedura di acquisto di materiale scottante in tempi così brevi e coincidenti con le manovre finanziarie lacrime e sangue in arrivo?

Ebbene il genio del Male che annida nella Capitale cosa si inventa?

“-Mettiamo in questo bando di gara anche un bel lotto di cinture per divise maschile e femminili 15.000 per uomini e 2200 per donne  per la modica spesa di 600mila euro e ,alla voce giustificazione della procedura accelerata,  ci scriviamo :”Giustificazione della procedura accelerata:Soddisfacimento urgenti ed indifferibili esigenze logistiche stante i tempi stabiliti per le vestizioni estive ed invernali per il personale della Polizia di Stato”-

Un urgenza che comprendiamo: mica vogliamo che i nostri operatori dell’ordine pubblico, quest’autunno,  dinanzi ai NOTAV , I COBAS e i blackblok si trovino con le cosiddette mutande in mano, senza cinture per i pantaloni e  senza lacrimogeni e proiettili per fucili e pistole?

Antonio Camuso

Osservatorio sui Balcani di Brindisi

15 settembre 2011


 

 

 

 

 

 

rischi di sommosse per la nuova finanziaria? prima di approvarla co Stato compra 3000 lacrimogeni  al CS e 4 milioni di cartucce 9 parabellum per la polizia per un totale di un milione di euro

Usa parole forti Massimo Zucchetti a proposito dei gas Cs (orto-cloro-benziliden malononitrile), sparati contro i dimostranti in Val di Susa nei giorni scorsi e a Genova nel 2001. Ingegnere nuclearedi formazione, oggi docente di protezione dalle radiazioni al dipartimento di energetica del Politecnico di Torino, Zucchetti è anche consulente della Comunità montana della Val di Susa sull’impatto ambientale per la presenza di uranio e amianto nella montagna, nonché membro del Comitato scienziate e scienziati contro la guerra.

Quei gas lacrimogeni...
di Carlo Gubitosa

L’impiego di questo mezzo di contrasto, non è sempre così innocuo come si pensa: in realtà questo “artifizio” può provocare, nel tempo, gravi danni all’organismo

Uno dei tanti misteri legati ai fatti di Genova è quello relativo all’impiego di gas Cs negli “artifizi lacrimogeni” utilizzati dalle Forze dell’ordine durante gli scontri. Per scoprire alcune cose molto interessanti relative a questo tipo di gas basta leggere le dichiarazioni rilasciate il 5 settembre 2001, davanti al Comitato Parlamentare d’indagine sui fatti di Genova, da Valerio Donnini, consulente per i Reparti Mobili del ministero dell’Interno ed ex comandante del Reparto Mobile di Roma. Donnini dice che “per quanto riguarda l’uso del gas; si può parlare di innovazioni solo fino ad un certo punto. Molto tempo fa, utilizzavamo il gas Cm, ma non essendo un chimico, non so dirle la composizione; si trattava di un gas lacrimogeno sparato, a quei tempi, con il vecchio moschetto 91. (...) I nuovi lacrimogeni, quasi tutti tranne una piccola parte, sono al Cs. Non sono gas urticanti - come, invece, ho letto su qualche giornale - ma irritanti, vale a dire che attaccano le vie aeree; ovviamente, risultano più efficienti anche se l’azione irritante si esaurisce dopo pochi minuti non appena ci si allontani dalla zona per così dire satura. Ma non si tratta di una novità; non essendo un tecnico e non facendo parte di quella direzione centrale, non posso essere preciso, ma credo che già dal 1994 la Polizia di Stato, come tutte le altre Forze di polizia, utilizzasse gas Cs. La novella sono le bombolette spray, anch’esse al Cs. Hanno quindi la stessa composizione chimica, anzi, per essere precisi, hanno una concentrazione molto minore”.
Nel resoconto stenografico è riportata la sigla Cm, ma più probabilmente Donnini si riferisce al gas basato sul composto chimico Cn (Chloro-Acetophenone), largamente impiegato in alternativa al Cs per la realizzazione di dispositivi lacrimogeni.
Il “supporto” legislativo che ha permesso l’utilizzo di questi gas è il decreto del Presidente della Repubblica n. 359, del 5 ottobre 1991, menzionato dallo stesso Donnini, che prevede l’autorizzazione all’impiego di armi diverse da quelle in dotazione per i compiti istituzionali, purché adeguatamente sperimentate e affidate a personale preventivamente addestrato.
Tuttavia l’impiego dei gas lacrimogeni basati sul Cs non è così innocuo come potrebbe sembrare, perché in base all’intensità e alla durata dell’esposizione, i danni provocati dall’Ortho-Chlorobenzylidene-Malonitrile (è questa l’esatta denominazione chimica del Cs) possono essere anche permanenti, andando ben al di là delle semplici “irritazioni” a danno delle vie respiratorie descritte da Donnini. La pericolosità del Cs e il rischio di danni permanenti dovuti ad una esposizione prolungata sono documentati in uno studio intitolato “Crowd Control Technologies” (letteralmente “tecnologie per il controllo delle folle”), realizzato nel giugno 2000 dallo Stoa, (Scientific and Technological Options Assessment), un organismo ufficiale del Parlamento Europeo dedicato all’analisi di questioni scientifiche.
In base a questo documento l’“adeguata sperimentazione” prevista dal decreto 359 già citato in precedenza sarebbe tutta da verificare, dal momento che lo Stoa, nell’esaminare le problematiche legate all’utilizzo di irritanti chimici, evidenzia il “rischio di trascurare le questioni relative alla salute e alla sicurezza, poiché i problemi con agenti chimici tossici si presentano solamente a molti anni di distanza dal loro impiego operativo”. Lo studio del Parlamento Europeo contiene anche un elenco dettagliato dei danni permanenti legati all’impiego dei due composti chimici utilizzati come lacrimogeni, il Cn e il Cs. In particolare, per quanto riguarda quest’ultimo, vengono riassunte le conclusioni delle 115,107 pubblicazioni scientifiche sull’Ortho-Chlorobenzylidene-Malonitrile “censite” dallo Stoa, documentando che in alcuni casi l’impiego di questo agente chimico può risultare gravemente dannoso, soprattutto se utilizzato in zone ristrette e prive di vie di fuga, dove è impossibile allontanarsi rapidamente dalle zone di massima concentrazione del gas. Dermatite, gastroenterite, edema polmonare, blocchi cardiaci, danni al fegato, modificazioni genetiche, cancro: sono questi, secondo lo Stoa, alcuni dei rischi più gravi causati dall’esposizione ai gas lacrimogeni “caricati” al Cs.
Va ricordato anche che in occasione degli scontri di Genova l’effetto dei gas lacrimogeni non ha colpito solamente i manifestanti, ma anche molti operatori delle Forze dell’ordine, tra cui i carabinieri presenti nel Land Rover rimasto bloccato in piazza Alimonda e che, per loro stessa ammissione, erano in quell’automezzo perché intossicati. Il 20 luglio Mario Placanica viene interrogato dai sostituti procuratori Anna Canepa, Francesco Pinto ed Andrea Canciani, e dichiara che “in quanto addetto a sparare i lacrimogeni, a causa del fumo, dopo ripetuti lanci, avevo inalato molto fumo e la mia maschera non era più in grado di proteggermi adeguatamente e quindi avevo occhi e viso in fiamme. Per questo motivo ad un certo punto mi sono avvicinato al “Defender” ed ho chiesto soccorso e sono salito sul mezzo dove ho iniziato a sentirmi male vomitando. Il mezzo sui cui sono salito era quello guidato dall’autista Cavataio”. Il tragico finale di questo racconto è, purtroppo, tristemente noto.
Per il verificarsi di questo tipo di situazioni, il rapporto dello Stoa sostiene che “sia i cittadini che gli operatori delle Forze dell’ordine potrebbero in futuro avere delle rivendicazioni di carattere legale se le affermazioni scientifiche di sicurezza (dei composti chimici usati nei lacrimogeni) dovessero rivelarsi poco informate o negligenti”. È proprio per il raggiungimento della massima accuratezza sulle informazioni relative a questi gas che il Parlamento Europeo, attraverso lo Stoa, consiglia la massima trasparenza nelle ricerche scientifiche sugli irritanti chimici.
Un altro aspetto chiave di questa questione è quello relativo ai danni ambientali. Durante il vertice di Quebec City dell’aprile 2001, caratterizzato da un uso intensivo dei gas Cs, l’ufficio di igiene pubblica ha invitato i residenti ad indossare guanti di gomma e lenti protettive nel trattare i residui dei candelotti lacrimogeni, adottando le precauzioni necessarie per liberarsi del cibo eventualmente contaminato dai gas, rimpiazzare i filtri dell’aria condizionata e far lavare l’esterno delle abitazioni. Purtroppo non risulta che i cittadini genovesi siano stati messi in guardia con altrettanta precisione.
L’impiego dei lacrimogeni non è una soluzione obbligatoria per chi sovraintende alla gestione dell’ordine pubblico: esistono altri strumenti ugualmente efficaci, come le schiume collanti in grado di bloccare eventuali aggressori, o le cosiddette granate “flash-bang” che permettono di disperdere un gruppo di persone producendo un lampo e un botto senza procurare danni fisici.
Il documento del Parlamento Europeo descrive in dettaglio anche i pro e i contro degli strumenti alternativi alla “repressione chimica” dei disordini di piazza. Un’altra di queste alternative, oltre a quelle già menzionate, è rappresentata dai cosiddetti “manganelli elettrici” o in generale dalle armi stordenti. L’adozione di questo tipo di strumenti, tuttavia, non è priva di contraddizioni, poiché la peculiarità di non causare danni fisici evidenti, intensi o duraturi, rendendo difficile il riscontro di eventuali abusi o violazioni dei diritti umani, ha trasformato le armi elettriche nello strumento di tortura più diffuso nel mondo. Nel 1997, infatti, Amnesty International ha pubblicato un rapporto dedicato alla documentazione delle torture praticate con strumenti elettrici in 50 paesi del mondo a partire dal 1990, includendo nella “lista nera” anche paesi vicini all’Italia geograficamente o politicamente, come l’Austria, la Grecia, la Turchia o gli Stati Uniti d’America.
Un’altra possibilità più volte discussa è quella dell’adozione di pallottole di gomma, che tuttavia in alcuni casi si sono dimostrate altrettanto letali dei proiettili veri, soprattutto se utilizzate al di sotto della distanza di sicurezza o con tiri multipli, con l’aggravante di non lasciare delle tracce balistiche che possano facilitare la ricostruzione della dinamica di eventuali incidenti.
Il documento Stoa descrive anche un’altra prospettiva, molto più interessante e innovativa, che non presuppone solamente l’impiego di nuovi strumenti, ma una modifica radicale delle strategie di ordine pubblico impiegate fino ad oggi. L’idea è quella di sostituire alla gestione “repressiva” degli scontri di piazza una modalità di gestione “sociale” del rapporto tra i tutori dell’ordine pubblico e i manifestanti, basata sulla flessibilità e sulla comunicazione anziché sulla coercizione, utilizzando come “armi” l’intelligenza, l’autorevolezza, l’abilità verbale e la capacità di convincimento dei funzionari e degli agenti. Questa proposta apparentemente suicida non nasce dalla fantasia di qualche amante del dialogo, ma dall’osservazione di un caso molto concreto verificatosi di recente in Corea del Sud, dove la Polizia, al termine di un lungo periodo caratterizzato da frequenti manifestazioni antigovernative “ricondotte all’ordine” anche attraverso un massiccio impiego di gas Cs, ha deciso di cambiare strategia, mettendo a diretto contatto dei manifestanti donne poliziotto in uniforme ma senza protezioni, caschi, bardature o strumenti di repressione ipertecnologici, armate solo della loro professionalità e della loro capacità di riportare alla calma i manifestanti. Il risultato di questa gestione “morbida” dell’ordine pubblico è stato impressionante.
Dopo aver utilizzato 220.000 candelotti al Cs nel 1997, due anni più tardi la Polizia coreana non ha dovuto sparare neanche un lacrimogeno, e nell’aprile 2000 la nuova politica di “ingegneria sociale” adottata nelle piazze coreane ha colpito la sua unica vittima: la compagnia “Dae-A Chemical Industry”, produttrice di gas lacrimogeni a Seul, costretta a chiudere bottega.

*Segretario di “Peacelink” e collaboratore della rivista “Altreconomia”, che ringraziamo per la pubblicazione 

 

Da Israele aerei fantasma carichi di proiettili di gomma  per salvare i regimi arabi.

 

E ’solo di qualche ora fa il racconto in diretta della troupe del TG3 fatta segno di “proiettili di gomma” sparati dalle forze  speciali egiziane in quantità industriali sulle folle in sommossa nelle strade egiziane  confermando l’allargamento di questa misura di contenimento urbano alle polizie dei regimi arabi filoccidentali,

 Ma se nel caso della Tunisia, la velocità della protesta, l’incapacità e l’inadeguatezza dei reparti antisommossa ha  visto cedere  da parte di essi molto velocemente il campo ai dimostranti, nel caso dell’Egitto ad evitare la carneficina per mano degli sgherri di Mubarak  sta venendo in aiuto l’amico-nemico di sempre la vicina Israele con il suo potenziale di armamenti antisommossa testato da più intifade sulle spalle dei palestinesi. In queste ore dagli aeroporti militari israeliani si alzano in volo strani aerei dalle sigle misteriose carichi del "pane  e companatico"che sarà distribuito a ritmo incessante sulle ossa dei dimostranti egiziani. Sono pallottole rivestite di  plastica dei calibri più svariati, lanciagranate e lacrimogeni dotati di aggressivi chimici più potenti di quelli normalmente in dotazione delle forze antitumulto arabe. La  quantità richieste sono così tante che gli stessi israeliani in parte produttori di tali aiuti umanitari si  stanno rivolgendo in queste ore  per gli ordinativi alle fabbriche sorelle ubicate in Sud-Africa e negli Stati Uniti

Il popolo ha fame? Che mastichino un po’ di gomma!

Questo è quanto si trovano a sentenziare le Marie Antoniette arabe.

Nel frattempo negli USA ,negli ambienti del Pentagono che sin dalla presidenza Clinton avevano sostenuto anche in sede NATO,  il piano Urban operation 2020, che prevedeva la distribuzione e l’addestramento di tutti gli eserciti nell’uso di armi “poco meno che letali” per mantenere freno le sommosse che tra il 2012 e il 2015 avrebbero potuto scoppiare in più parti del mondo, ora stanno  urlando in faccia  ai loro colleghi- concorrenti generali e industriali la follia di aver sperperato risorse oggi   maledettamente necessarie , nelle guerre inutili e dispendiose dell’Iraq e dell’Afghanistan.

Ed ora?

“-Per adesso parliamo di esser garanti della democrazia rivolgiamo a tutti l’appello alla calma , ma nel frattempo acceleriamo gli studi e i test sui nuovi armamenti antisommossa. Questa disfatta potrebbe tramutarsi in un grande affare per il nostro prossimo futuro.”- questa sarà la nuova linea dell’amministrazione americana e del complesso militar-industriale che la sostiene.

Ringraziando il cielo lo spirito intraprendente americano non è morto…

Peccato che esso correrà più velocemente scivolando sul sangue degli affamati in rivolta.

Da parte nostra , come Osservatorio sui Balcani di Brindisi, quanto sta avvenendo oggi , lo avevamo incominciato a raccontarlo esattamente tre anni fa  nel nostro libro on-line “L’ultimo disertore” anticipando date, uso di armamenti non letali, il carattere delle sommosse , le diserzioni di agenti e forze armate, ma anche la risposta del potere con l’affinarsi della tecnologia.

Vi invitiamo a rileggerli i nostri racconti e forse a credere che il futuro è arrivato, il Mediterraneo è la nostra porta sul giardino di casa e noi ci giriamo le dita correndo appresso sulle discussioni sul sesso degli angeli, pardon di Ruby e di qualcun altro…

Antonio Camuso

Osservatorio sui Balcani di Brindisi

Brindisi 29 gennaio 2011-01-29

 

 

Vedi http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/futur_mil_19.htm

 

Gli altri episodi pubblicati  

http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/futuro_miitarizzato_13.htm

4 agosto 2015 :Bari, la battaglia dei forni

http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/Bari_battaglia_f.htm

30 dicembre 2015: bari, piombo fuso su Barivecchia

http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/futuro_militarizzato_6.htm

Bari 10 luglio 2016 Predator e soldati cinesi all’assalto…

http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/futuro_militarizzato_11.htm

Antonio Camuso

Osservatorio sui Balcani di Brindisi

Brindisi 29 gennaio 2011-01-29

 

 

 

 

 

Vedi anche:

animali in guerra!

FUTURO MILITARIZZATO