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 gennaio 1970- gennaio 2010

40 anni fa la REPRESSIONE contro le lotte dell'Autunno caldo

 

L’AUTUNNO CALDO NON FU UNA CENA DI GALA…

27 gennaio 1970 il ministro dell’interno Restivo dichiara al Senato che tra i mesi di settembre dicembre  ben 9500 denunce sono state spiccate durante le agitazioni sindacali.

.Che l’autunno caldo non sia stato una cena di gala e come l’intero apparato repressivo di Stato e padroni si fosse abbattuto sui lavoratori in lotta lo testimonia l’ampiezza di questi dati. Ma anche quanto fu duro lo scontro e come la classe operaia non rimase con le mani in mano a subire la repressione  lo evince dalle durissime incriminazioni collegate a quelle denunce:

235 denunce per lesioni personali

179 denunce per devastazione e saccheggio ( lo stesso reato col quale si colpiscono i no-global)

4 per sequestro di persona

124 per detenzione di armi ed esplosivo

1712 per violenza privata

1610 per blocco ferroviario

29 per attentati alla sicurezza dei trasporti

3325 per invasione arbitraria di aziende terreni ed edifici pubblici

1376 per interruzione di pubblico servizio.

 

I lavoratori colpiti dalla Repressione

Metalmeccanici al primo posto essendo stati il cuore  e la locomotiva dell’autunno caldo.

Metalmeccanici 1768

Braccianti 1474

Edili ed affini 359

Alimentaristi 107

Chimici 538

Minatori e cavatori 526

Vigili urbani 1054

Statali e parastatali 277

Poligrafici 63

Addetti commercio 43

Tessili 400

Tranvieri 228

Comunali ed ospedalieri 2135

Altre categorie 1166 : totale 9938 tra questi 165 dirigenti ed attivisti sindacali.

Dal Nord al SUD uniti contro la repressione:

Milano 31 gennaio 1970,  grande manifestazione unitaria contro la repressione.

La manifestazione indetta dal Movimento Studentesco si trasforma in una grande manifestazione con l’adesione dello stesso PCI con l’appello dei segretari di sezione di tuta la città che invitano a partecipare. Adesioni a vario titolo dalla CdL, dalla FIOM, dalla FIM_CISL, dall’Acpol, dal PSIUP, dalla Casa della Cultura, dal sindacato scuola CGIL, ecc. Nel frattempo la questura vieta una provocatoria manifestazione fascista in Piazza della Scala.

Palermo 31 gennaio  1970

Dodici studenti palermitani sono processati per l’occupazione del liceo Umberto I avvenuta nelle vacanze natalizie dell’anno prima , il 1968.

Per protestare il movimento studentesco palermitano aderisce all’appello del Comitato operaio di base dei Cantieri Navali per realizzare una manifestazione antifascista e antirepressiva unitaria

Scordia ( Catania) 49 studenti pendolari protagonisti anch’essi nel dicembre 1968 di una manifestazione di protesta nella stazione ferroviaria sono processati per blocco ferroviario, radunata sediziosa.

La libertà è sempre un pericolo e la maggioranza del genere umano ne accetterà supinamente la perdita se una minoranza non è pronta a sfidare i privilegi di pochi e l’apatia delle masse…

Richard Crosman

Sindacalista operaio inglese

 

A cura dell'Archivio storico Benedetto Petrone


 

 

vedi anche FEBBRAIO 1970 DISTRIBUITO AI MILITANTI IL VADEMECUM CONTRO LA REPRESSIONE

27 GENNAIO 1970

REPRESSIONE!

In data 27 gennaio 1970 , il ministro dell’interno Restivo  dichiara al Senato che  in conseguenza delle agitazioni sindacali del settembre/novembre 1969 sono state spiccate fino a dicembre quasi 9.000 denunce contro manifestanti, operai, sindacalisti.

 

DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO!

 

 

Tra i  14.000 reati contestati ben 179 riguardano quello di DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO, 160 per blocco ferroviario, 1300 per interruzione di pubblico servizio, 3300 per invasione di terreni o aziende pubbliche e private.

 

-E’  lo stesso reato che oggi, nel  2008,   è utilizzato come marchio infamante da imprimere su antifascisti irriducibili,  sovversivi riuniti in sodalizi cospiratori come la Rete meridionale del  SudRibelle,  , ultras delle tifoserie “violente” o politicizzate o semplicemente contro cittadini che difendono in strada il loro territorio da inquinatori legalizzati da provvedimenti polizieschi o da eco-criminali mafiosi.-  Nota della Redazione dell’Archivio storico Benedetto Petrone-

 

Nonostante che l’Italia fosse scossa dalle stragi e dalla campagna  anticomunista orchestrata dai media borghesi, la richiesta di un’amnistia generalizzata che pacificasse gli animi e considerasse le lotte dell’autunno caldo e i “ conseguenti” reati avvenuti  come un’ elemento interno alla  vita democratica della società italiana.

 Le richieste in tal senso vennero dalle confederazioni sindacali, dalle ACLI, dalle associazioni giovanili democristiane, dai partiti di sinistra che si ritrovarono a definire e a richiedere una profonda revisione del Codice penale erede del famigerato codice Rocco dell’epoca fascista.

 

 A distanza di quarant' anni   mentre si incriminano per cospirazione politica  gli attivisti che hanno cercato nel 2001 di organizzare le forze sociali diffuse sui territori del SUD dell’Italia (processo al Sud Ribelle) e i manifestanti contro il G-8 di Genova,  un governo di “ centrosinistra” non è stato capace di  avere lo stesso coraggio che ebbe  quarant’anni fa un governo comandato dai democristiani: cancellare il peso di centinaia di processi e condanne contro chi è sceso in piazza a volto scoperto  per gridare no al precariato, agli aumenti ingiustificati dei prezzi, per un salario sociale ai giovani disoccupati, per il diritto alla casa delle famiglie indigenti, per spazi sociali, contro il razzismo ed il fascismo.

 

L’uso dei reparti antisommossa in queste ore contro i manifestanti antidiscariche è un segnale allarmante che fa  prevedere che  chi governerà l’Italia vorrà utilizzare le mille emergenze  come cavallo di troia per poter imporre una nuova stretta di vite sulle libertà costituzionali…

Sarà quindi ancora una volta attuale il grido  che veniva dalle piazze di quarant’anni fa:

NO ALLA REPRESSIONE!

LA REDAZIONE DELL'ARCHIVIO STORICO BENEDETTO PETRONE

GENNAIO 2008

 

vedi anche FEBBRAIO 1970 DISTRIBUITO AI MILITANTI IL VADEMECUM CONTRO LA REPRESSIONE

 

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