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RICORDI:i nostri compagni

MARCO MELOTTI" KARLETTO"

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3
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MARCO MELOTTI

il compagno Marco Melotti ,compagno di cento battaglie, animatore di Vis-à-Vis http://web.tiscalinet.it/visavis/dibattito.htm Quaderni per l'Autonomia di Classe, mente delle più lucide del Movimento antagonista, ci ha lasciato,  improvvisamente,  per un infarto.

La redazione di Pugliantagonista, dell'archivio Storico Benedetto Petrone, dell'Osservatorio sui Balcani di Brindisi si associa al dolore dei suoi cari e dei compagni che gli erano più vicino.
Per tutti i compagni, gli amici e tutti coloro che vogliono salutare per l'ultima volta il compagno Marco Melotti, da molti conosciuto con il nickname di "Karletto", l'appuntamento è per domani, venerdì, alle ore 15,30 al deposito del crematorio del Cimitero di Primaporta a Roma via Flaminia Km 14,400.
E' morto il compagno Marco Melotti, "Karletto"

E' morto stanotte, stroncato da un infarto il compagno Marco Melotti. I compagni più giovani forse ne conoscono il nickname "Karletto" con cui interveniva nelle varie liste di discussione del movimento. I compagni più stagionati ne hanno condiviso l'esperienza dei Comitati Unitari di Base nella cintura industriale di Roma nei primi anni ''70 e la tempestosa ma entusiasmante Commissione Fabbrica e Quartieri nel movimento del ''77. Nonostante i problemi fisici Marco è sempre stato come quel movimento: tempestoso, perentorio, coltissimo e disponibile al confronto più aspro.
Insieme ad altri compagni ha animato per anni la rivista "Vis a Vis" dando un contributo di spessore all'analisi e alla discussione nei movimenti. Marco è intervenuto puntualmente nel dibattito di questi anni, incluso il movimento da Genova in poi. Marco non ha mai fatto sconti sul piano della linea politica. Ha sempre ritenuto che l'autonomia di classe fosse la garanzia contro i cedimenti e le ambiguità del politicismo.
Da oggi aprire la posta e le liste di discussione e non trovare più gli interventi di Karletto renderà il dibattito meno completo. E' un modo forse troppo sobrio per ammettere che ne sentiremo la mancanza.

I compagni della redazione di Contropiano

Verso la mezzanotte di ieri (mercoledì ), nella sua casa di Trevignano dove si era trasferito a vivere, Marco Melotti ci ha lasciato un po' più soli di come già eravamo. Un infarto lo ha fatto tacere per sempre, ma non ha impedito una sua ultima risata - come mi dice chi gli è stato vicino fino all'ultimo momento. In quella risata davanti alla morte c'è molto del Marco che abbiamo conosciuto. Di anni 62 aveva vissuto con forte intensità i movimenti della riscossa studentesca e operaia alla fine degli anni '60. Combattendo con l'infermità alle gambe, era riuscito a partecipare attivamente al movimento del '77, giocandovi un ruolo importante, in nome di quell'autonomia operaia in cui ha sempre creduto, sino alla fine.
Le sue idee sono state espresse in tanti articoli di giornali nati e poi morti, in tante polemiche via Internet, ma soprattutto in Vis-à-vis, gli 8 quaderni monumentali dei quali ho avuto l'onore, come editore, di pubblicare gli ultimi 4, oltre al numero unico dei Karletti di vis-à-vis.
Melotti ha continuato a credere nei princìpi teorici dell'autonomia operaia anche quando i suoi principali esponenti li hanno abbandonati per veleggiare verso altri lidi, per lo più negatori di quei princìpi originari. E ha continuato a credere che all'interno del patrimonio marxiano si potessero ancora trovare risposte ai grandi quesiti del presente. Pur avendo una predisposizione naturale per l'astrazione teorica, non si è mai separato dai problemi concreti della lotta politica nel presente. Ricostruire quell'itinerario politico non spetta comunque a me, che pure gli sono stati molto vicino (con fasi alterne, dagli anni '80 in poi), ma spetta a chi ha collaborato strettamente con lui.
Negli ultimi anni avevo sentito incrinarsi lo scetticismo che Marco aveva nutrito inizialmente verso le battaglie politiche di Utopia rossa, arrivando a dei calorosi complimenti per il libro su I Forchettoni rossi e a un suo diretto impegno tra i promotori della campagna astensionistica alle ultime elezioni. Firmò con noi l'appello "Que se vayan todos!" e fu felice di aver dato a sua volta un suo piccolo contributo per mandare a casa la sottocasta dei forchettoni parlamentari. Negli ultimi mesi mi aveva mandato vari brevi messaggi per sottolineare il suo consenso rispetto a determinate iniziative di Utopia rossa, confermandomi poi anche a voce il suo totale accordo con la nostra battaglia contro il carrozzone centrista: una battaglia che, a onor del vero, Marco aveva condiviso anche nel passato, pur conducendola a suo modo.
Perdiamo quindi un compagno pulito, potremmo dire integerrimo, un'autentica anomalia nel panorama dei sessantenni italiani. Un compagno che non ha mai concesso nemmeno il celebre ditino guevariano all'imperialismo americano, russo o italiano che fosse, o al togliattismo, all'ingraianismo, al bertinottismo o al centrismo attuale. Uno che è riuscito a vivere per decenni nell'estrema sinistra, senza mai prestarsi al gioco del "male minore" o del "fine che giustifica i mezzi". Praticamente un'eccezione vistosa nel clima di degenerazione dilagante della ex sinistra e della ex estrema sinistra. Perdendo Marco, quindi, perdiamo un testimone, ma anche un protagonista diretto della battaglia contro tale degenerazione.
Perdiamo un cervello, ma perdiamo anche un cuore. Un cuore grande e generoso verso coloro che volta a volta potevano parergli degni di stima, duro e inflessibile verso gli altri.
Marco era fiero d'essere "politicamente scorretto» e il suo non fu un carattere facile. Anche per questo mi onoro di essergli stato amico.
Hasta siempre, Marco


Roberto Massari




P.S. Marco verrà cremato, come da suo desiderio. Non vi sarà funerale, ma ci ritroveremo per un momento di ricordo del quale ci avviseranno la compagna Ludovica o Marina.

 

http://web.tiscalinet.it/visavis/dibattito.htm

Che cos’è Vis-à-Vis?

Vis-à-Vis, cioè classe vis-à-vis capitale. Partiamo da questo assunto imprescindibile, dall’assunto dello scontro di classe, del conflitto sociale. Partiamo anche dall’assunto che questo conflitto si gioca attorno al lavoro, sul terreno dei rapporti sociali di produzione e riproduzione, e che dunque la categoria del lavoro é la categoria chiave per la comprensione del capitalismo e per la formulazione di ipotesi strategiche per il suo superamento.

Questi assunti molto generali si articolano attorno a sei nodi teorici.

1) Il lavoro é il fine stesso (ed é il fine a se stesso) del capitale: lavoro, dunque, in quanto lavoro astratto, valore e capitale, come imposizione illimitata di lavoro e lotta contro di essa. Ma di quale lavoro, quindi, e di quali soggetti lavorativi parliamo?

2) In quanto lavoro astratto, in quanto lavoro senza qualità e limiti,...

 

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