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TARANTO 12 MARZO 2010

NO ALLA CRIMINALIZZAZIONE DELLE LOTTE SOCIALI E ANTIFASCISTE A TARANTO

SOLIDARIETA' AI COMPAGNI 

INCONTRO-DIBATTITO che si svolgerà venerdi 12
Marzo ore 17:30 c/o comitato di quartiere città vecchia arco
Paisiello 099-4716012

Nel mondo, oramai, si e' evidenziato maggiormente il distacco tra
chi gestisce le risorse della politica in maniera da lucrarci,
trovando necessario affamare le popolazioni, bombardandole, e chi
reclama a gran voce una vita fuori dal liberismo e per una società
più giusta, senza conflitti permanenti, per essere protagonisti
attivi nell'esercizio del cambiamento reale dal basso. Questa
categoria sociale eterogenea ha dato vita a momenti come quelli di
Seattle, di Genova, delle grandi mobilitazioni contro la guerra, in
lotta contro questo processo (speriamo non irreversibile) di aut o-
annullamento del genere umano e del pianeta che lo ospita. Proprio
Genova, nelle giornate del luglio 2001 è stato un grande passaggio
dove la guerra non fu dichiarata dal movimento bensì dalle forze
dell'ordine, e prima ancora da un potere sovranazionale tanto vuoto
d positività da doversi blindare, recingere. Cariche violentissime
contro chiunque passasse per le vie della città, lacrimogeni
sparati ad altezza d'uomo, colpi di arma da fuoco, blindati
lanciati a tutta velocità contro la folla, un giovane manifestante
ammazzato, il blitz sanguinoso alla scuola Diaz in notturna, la
tortura reintrodotta nelle caserme di Bolzaneto e Forte S.
Giuliano... Questo fu Genova: lo stato di diritto fatto a pezzi. Da
quel luglio 2001 ad oggi, l'impressione che quella sia una data che
abbia segnato uno spartiacque e' forte: da un lato l'esercizio
della gente di affrontare collettivamente il bisogno comune,
cercando di eliminare la delega (esperienze come in val di Susa, o
a Vicenza, o in quel di Grottaglie o nelle tante mobilitazioni
tarantine a difesa di salute, ambiente e a tutela del diritto al
lavoro, per chi lo ha e chi no), dall'altro l'esercizio scientifico
di rendere tutto plasmabile innescando paure e pregiudizi,
polverizzando i diritti elementari, carcerando fette di società.
Per coprire delle enormi porcherie servono i capri espiatori da
mostrare in pubblica piazza; ciò funge da esempio e serve a
comprimere le liberta' individuali e collettive, svuotando di
contenuti proprio quelle enormi mobilitazioni che ci hanno visti in
gran parte protagonisti.
Le richieste di condanna che il pubblico ministero Perrone ha
chiesto, qualche giorno fa, per 18 persone di Taranto (per un
totale di 44anni) coinvolti nell'inchiest a per associazione
sovversiva datata 2002, sembrano collocarsi in questa logica. Basti
ricordare che le indagini nascono quando in questa città
spadroneggiavano in sequenza Cito e la Di Bello, contro le cui
politiche gli attuali imputati si batterono. Non serve ricordare
che cosa Cito ha rappresentato e quali rapporti privilegiava sul territorio
(la sua vicinanza ad un'associazione malavitosa è
acclarata), che cosa la Di Bello ha costruito per questa città: il
peggior dissesto finanziario d'Italia del dopoguerra. In sostanza,
mentre in quel periodo il nostro territorio è stato sbranato da un
sistema affaristico-massonico-mafioso che per troppo tempo ha
goduto di varie connivenze di pezzi delle istituzioni, l'inchiesta
tarantina del maggio 2002 porge ad alcuni che si opponevano
l'accusa di associazione sovversiva di stampo locale(!), con reati
contestati ridicoli (lancio di uova, slogan, scritte di
contestazione, la partecipazione alle mobilitazioni di Napoli e
Genova durante i vertici del Global Forum e del G8, l'aver occupato
stabili in disuso restituendoli alla collettività per un uso
sociale) che produssero nell'immediato una settimana di arresti
domiciliari. Nelle inchieste di questo tipo, che si reggono con impianti
accusatori fragili, serve l'uso di "effetti
speciali"(supercarceri, carabinieri incappucciati, ecc.), ma
proprio quella fragilità chiama in causa tutte le strutture del
territorio che si battono per i diritti della cittadinanza: le
strutture presenti allora ribadirono la loro solidarietà agli
imputati,reputando giusto screditare la montatura di un processo definito dai
più come una farsa orchestrata scientificamente;le nuove lo fanno adesso.

L'espressione della solidarietà concreta nei confronti di questi
imputati non è altro che un pezzo di responsabilità collettiva
nella difesa dell'agibilità politica di tutti.
Invitiamo le associazioni, i comitati e tutti coloro che si
sentano colpiti da questa quotidiana aggressione alla libertà
individuale e collettiva a firmare questo appello ed a intervenire
materialmente all' INCONTRO-DIBATTITO che si svolgerà venerdi 12
Marzo ore 17:30 c/o comitato di quartiere città vecchia arco
Paisiello 099-4716012

Vi chiediamo di esprimere la vostra solidarietà all'indirizzo e-mail:

processotaranto@yahoo.it
Cobas conf.--
Comitati di quartiere



VIDEO SUBURBANA FESTIVAL 

SUBURBANA FESTIVAL V EDIZIONE STATTE TARANTO 21-25 luglio 2009 1
http://www.youtube.com/watch?v=-Y8siYX6JOQ&feature=channel_page

SUBURBANA FESTIVAL V EDIZIONE STATTE TARANTO 21 25 luglio 2009 2
http://www.youtube.com/watch?v=48aKuOJRnh0


SUBURBANA FESTIVAL V EDIZIONE STATTE TARANTO 21 25 luglio 2009 3
http://www.youtube.com/watch?v=ku37O4XhqeY

SUBURBANA FESTIVAL V EDIZIONE STATTE TARANTO 21 25 luglio 2009 4
http://www.youtube.com/watch?v=sbvbmJ9mC3A

 

 

 

LE FOTO

SUBURBANA FESTIVAL V EDIZIONE 21-25 LUGLIO 2009
Campeggio Politico – Assemblee Tematiche – Concerti
c/da San Michele in Triglie, SP 48 Statte - Crispiano KM 1

PROGRAMMA:
E DOCUMENTO POLITICO DI INVITO

 

Invitiamo a visitare il sito di suburbana per maggiori INFO

http://suburbanafestival.blogspot.com/


Martedì 21
Ore 17:00 Presentazione del Festival di Suburbana
Ore 18:00 Laboratorio di “Lettura delle immagini”.
Corso di Fotografia con Manolo
Ore 21:00 Proiezione Documentario: “La Resistenza Nascosta”.
Viaggio attraverso la scena musicale di Sarajevo” di Francesca Rolandi, Andrea “Paco” Mariani e Monika Piekarz.
Film/documentario sull’attuale vivace scena musicale sarajevese. L’intento del progetto è quello di raccontare un aspetto affascinante della Bosnia Erzegovina, un paese purtroppo spesso solo associato ai tragici eventi bellici.
Ore 23:00 Ronda di Musica Popolare

Mercoledì 22
Ore 18:00 Laboratorio di “Lettura delle immagini”.
Corso di Fotografia con Manolo
Ore 18:00 Incontro tematico: “TV: creazione del consenso e precarizzazione del pensiero”
Ore 23:00 Concerti:
LIVEDUBEXPERIENCE (Reggae Dub)
a seguire: DJ SET (Reggae – Dub)
REVOLUZION – FLAGSOUND & LIZARD -AFRICANSOUNDZ

Giovedì 23
Ore 18:00 Workshop di Giocoleria
con Francesca Donnangelo
Dall'esperienza della danza classica e contemporanea, dall'incontro con il mimo e il teatro, il lavoro è un'occasione per approcciare agli strumenti con fiducia attraverso il gioco delle figure base e per gli avanzati di sperimentare stili e variazioni. L'espressione corporea è una ricerca continua dove gli esrcizi sono un bagaglio sempre a portata di mano.
Ore 18:00 Incontro tematico: “Gli operai tarantini: dialogo con le generazioni del siderurgico”
Ore 23:00 Concerti:
TREBLE – PAPARICKY – FIDO GUIDO – NICOdifferentMUDU’ – SHANTYKRANTY – UnZA’
a seguire: DJ SET (Reggae)
LuRUDY – DjBETTY – I.P.VI – BIMBOOMBAM –

Venerdì 24
Ore 18:00 Laboratorio di Danza Mediorientale
con Momo Khamsin
Stage di danza mediorientale con Momo, ballerina, insegnante, coreografa di danza mediorientale e tribal fusion. Il corso ha lo scopo di presentare la danza del ventre nella sua essenza ed i suoi successivi sviluppi. Gli allievi potranno apprendere i passi base ed imparare una piccola coreografia.
Ore 18:00 Incontro tematico: “Ambiente: le soluzioni dei cittadini contro le speculazioni del potere”
Ore 23:00 Concerti:
BUMSHANKAR from Switzerland (Alternative Indie Rock)
MICROWAVE WITH MARGE (Post Punk)-BREAK BIT(Hard Core)
a seguire: DJ SET (Dub – Electronic) CAPITANSTEADY - PROGRAMMERUNIT -

Sabato 25
Ore 16:00: Incontro tematico: “Leadership femminile nei movimenti per la salute ambientale”
con Laura Corradi
Ore :19:00 Assemblea Conclusiva
Ore 21:00 Proiezione Documentario: “La dea ferita”
di Wemer Weik e Marilia Albanese
Vandana Shiva:è una delle più brillanti promesse della fisica indiana quando abbandona una sicura carriera nel programma di energia nucleare nel suo Paese denunciandone le possibili ripercussioni sull’uomo e l’ambiente.
Ore 23:00 Concerti:
SCIAMANO – ROBERT8 – SFK – HACC – TIRACHECHE – TESO ETNIABUSIVA

a seguire: DJ SET (Hip –Hop; Funky; Reggae)
SHAKALLO – TARASOUND – DJFONZIE – COCCIOLOSOUND

PER TUTTA LA DURATA DEL CAMPEGGIO PREVISTI COLAZIONE, PRANZO E CENA.

Info: suburbanafestival.blogspot.com Prenotazione corsi e campeggio: comitato.di.quartiere@email.it tel: 340 5469864

IL DOCUMENTO POLITICO DI INVITO


SUBURBANA FESTIVAL

V EDIZIONE 21-25 LUGLIO 2009

c/da San Michele in Triglie, SP 48 Statte - Crispiano  KM 1

  Come ogni estate dal 2005, il Comitato di Quartiere Città Vecchia Taranto organizza il Festival di Suburbana. Un appuntamento annuale per la città di Taranto, che ha rilievo soprattutto alla luce della carenza di iniziative in questo territorio.

  Quest’edizione sarà arricchita rispetto alle precedenti. Cinque giorni di espressione artistica e di riflessione sull'impegno sociale, in cui sarà possibile ascoltare della buona musica dal vivo, partecipare a seminari e corsi e discutere attorno ad alcune tematiche politiche.

  Riteniamo indispensabile occupare parte del Festival con alcune assemblee che trattino temi a noi cari ma che non sono stati, a nostro giudizio, abbastanza dibattuti e discussi. Vorremmo analizzare la fase odierna, partendo da quello che fu il movimento di Genova, per arrivare alle questioni ambientali e del lavoro.

  Partiamo dal presupposto che dal Luglio 2001 a oggi non c'è stato sufficiente confronto sulle dinamiche in atto. Lo scontro enorme che si stava manifestando allora e che continua tutt’oggi ha fatto perdere di vista qualsiasi obiettivo, ha scandito tempi e ritmi lentissimi e lontani... ha negato, insomma, la politica, non ne ha fatto uno strumento di ricomposizione.

  La grossa sfida che dopo di allora il movimento lanciò contro la barbarie del conflitto armato e permanente, contro la frammentazione e la totale precarizzazione del lavoro e della vita, contro l'impoverimento delle risorse che fanno sopravvivere il pianeta non trovò forme organizzative adeguate a mettere in rete il grande potenziale, con il risultato che l’ondata di destra ha potuto dilagare, trovando come contrapposizione culturale nuova solo la fragile area dell'"antipolitica". Non ci riferiamo, alludendo al dilagare della destra, semplicemente a formazioni neofasciste, ma soprattutto alla complicità consociativa  che il padronato italiano ha trovato nei due maggiori partiti parlamentari, quello di maggioranza e quello d'opposizione, per il perseguimento dei propri progetti di "profitto straccione", ricavato da impianti nocivi e pericolosi e da una legislazione sull'infortunistica mortale che tende a scaricare le responsabilità sui livelli più bassi delle gerarchie aziendali.

 

  Tornando a Genova, invece di occuparci di un reale radicamento sui territori e di un modo di intervenire collettivamente nei processi globali, la continua rincorsa delle scadenze ha per la nostra area funzionato da oppiaceo e ha reso impossibile la costruzione di quell'altro mondo che si era proclamato, orgogliosamente e razionalmente, necessario.

  Se, per assurdo, gli otto riuniti nel palazzo di Genova avessero detto: “Va bene, noi andiamo via. Decidete voi” , come ci saremmo comportati? Avevamo gli strumenti teorici e pratici per ragionare insieme dei nostri destini? Avevamo interiorizzato quei principi di metodo che avrebbero permesso l’abbattimento della delega tra noi?.

   Abbiamo poi assistito, da parte dell’apparato dello stato, a varie operazioni contro qualsiasi soggetto politico-sociale avesse iniziativa. Quello che cominciò nei giorni di Genova si è poi riprodotto contro tutti e tutte coloro che hanno tentato di difendere i propri diritti. La soluzione, per i nostri governanti, è stata quella di cercare di seppellire sotto una montagna di provvedimenti repressivi ogni espressione autorganizzata del conflitto sociale o di puro dissenso alla guerra infinita e alle politiche neoliberiste

   Troppo spesso in questi anni ci siamo arroccati su posizioni ideologiche e autoreferenziali, metodi che già avevano diminuito moltissimo il loro funzionamento, allontanandoci sempre di più dalla gente. Quella stessa gente troppe volte resa passiva dalle autoreferenzialità istituzionali e ormai delusa dalle gerarchie, formali e informali.
  Nella gente è cresciuta l’indifferenza, alimentata dal non trovare il modo di uscire dalla continua pressione che grava sul Paese e che ha gravemente lacerato il suo tessuto sociale negli ultimi 10 anni con un’accelerazione mostruosa.

  È proprio in questo frangente che s’inserisce il problema ambientale.

Sentito "a pelle” da una gran parte della popolazione, si realizza in lotte e  pratiche di autonomia, autogestione e solidarietà. Lotte che resistono con determinazione a politiche che aggrediscono i territori devastando il tessuto sociale e l'ambiente. Processi anche molto diversi tra loro per esperienza, composizione sociale, radicamento, forme di lotta ecc. che sono accomunati dal rifiuto di grandi opere, impianti inquinanti o nocivi (inceneritori, rigassificatori…), tutte cose che investono il territorio, travolgendone modi di vita e condizioni di esistenza.

  Manca però un confronto serio e oggettivo sui rispettivi percorsi, sulle difficoltà incontrate e le invenzioni necessarie per non arretrare; sulle forme di discussione e il modo per prendere le decisioni col massimo di partecipazione e condivisione; sul rapporto contraddittorio con i media e con le istituzioni. Ci siamo domandati come sarebbe possibile, in questo momento storico, cercare un confronto con le diverse anime che hanno composto le varie assemblee, per rilanciare in modo costruttivo e propositivo quel percorso che iniziò prima di Genova e che vide un vero protagonismo dal basso. In considerazione anche dell'urgenza posta dal gravissimo processo in atto: la riduzione progressiva dei diritti e degli spazi democratici, attuata dopo ogni tornata elettorale indipendentemente dal polo vincitore, e il conseguente assestamento dei subalterni in una dinamica di guerra tra poveri in cui la discriminazione degli immigrati con forme razziste e la penalizzazione dei meridionali con federalismo fiscale e gabbie salariali sono solo le tendenze più evidenti.  In risposta, visto che le precedenti forme di militanza non sono state efficaci per il perseguimento dell'obiettivo della fuoriuscita dalla follia del capitalismo, siamo dell'idea di passarle attentamente al vaglio per salvare quello che è utile e costruire insieme metodi e cultura che ci pongano all'altezza della situazione.

 

  Per questo motivo chiamiamo tutte le persone interessate a cambiamenti importanti a portare in una discussione comune il contributo delle proprie idee e della propria esperienza, per chiarire sempre meglio le difficoltà del terreno di intervento e per organizzare ambiti di lavoro non con intergruppi, coordinamenti o assemblaggi di organizzazioni ma come persone di pari dignità che uniscono i loro sforzi per obiettivi importanti.

 

 

 

 

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