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Fascisti
scatenati a Lecce? No!, solo topi in difficoltà in una città dalla faccia pulita ad ogni costo! 26 ottobre 2009
In altri tempi avremmo titolato notizie simili con appelli all’unità e alla lotta antifascista , oggi dobbiamo solo fare dell’ironia. Questa sera, mentre eravamo impegnati , presso la sede del collettivo Iqbal Masiq, in una accesa discussione su come ricordare ed attualizzare la stagione di lotte del 69 e quella conseguente delle stragi fasciste e di Stato, eravamo richiamati all’esterno dalle urla di un giovane compagno: “- Di chi è questa bicicletta? Te l’hanno forata!”-Il proprietario , il nostro ciclista ognitempo Giovanni Seclì, si precipitava allarmato fuori. “_Chi è stato?-“ Guardandosi intorno. “-E’ stato lui! “-Rispondeva il giovane compagno! Un topo di media stazza, autore del misfatto, addossato all’angolo del marciapiede, alzandosi sulle zampe le agitava in un improbabile saluto romano, quasi a farsi beffa del povero Seclì. Iniziava così una contesa che vedeva, per alcuni minuti, impegnati tutti i presenti della riunione per isolare il topo che a sua volta cercava , dribblandoli, di fare irruzione nella stessa sede, costringendo un paio di compagni a barricarsi dentro! Il Seclì, forse ancor preso dai discorsi fatti precedentemente capeggiava il gruppo esterno con slogan perfettamente in linea con gli anni 70, del tipo : “-Fascisti, carogne , tornate nelle fogne!”- A cui gli altri compagni, sia quelli presenti all’esterno, che quelli barricati all’interno, rispondevano: -“Ora e sempre resistenza!”- Qualche solerte vicino di casa nascosto dietro le tapparelle,telefonava in Questura avvisando che opposti estremisti si stavano dando battaglia a pochi passi dalla borghese e cattolicissima Sant’Oronzo… Funzionari ed agenti in assetto antisommossa venivano richiesti in aiuto dalle province vicine per intervenire in forze… Intanto il topo, di fronte a tanto can can, veniva a miti consigli e spiegando che quella manina alzata non era uno sfottò dopo l’attentato alla bicicletta del Seclì, bensì la richiesta di parlamentare per spiegare il suo animalesco gesto: - “Ma quale topo fascista!!!… io sono un povero topo proletario e immigrato, non ve ne accorgete dal colore della mia pelle? Per questo mi trovo qui fuori dalle fogne di Lecce! Dovreste sapere che sta succedendo lì sotto! Alcuni del consiglio comunale dei topi leccesi si sono ritrovati inguaiati per una serie di bustarelle e altri illeciti su appalti nelle fogne di importanti edifici pubblici e per sviare l’attenzione hanno istituito le Ronde. Lo sapete contro chi? Contro noi topi immigrati , provenienti dagli exgiardini pubblici ed altre aree verdi che ultimamente hanno visto una ristrutturazione e cementificazione di esse. Insomma , in una Lecce dove la Pulizia , il cemento e il restringimento del verde e il taglio degli alberi non lasciano né una briciola di pane, né una foglia o un frutto da sgranocchiare , noi topi dalla pelle chiara , abituati a vivere alla luce del sole, siamo stati costretti ad andare a chiedere da mangiare dai nostri cugini abitanti nelle fogne. Non lo avessimo mai fatto! Derisi per il nostro biancore e per la nostra pulizia siamo stati accusati di pervertire i giovani zoccoloni e così la notte ci sguinzagliano contro le ronde! Io sono uscito a quest’ora per sfuggire ad una di queste (e ai morsi della fame) e quando ho annusato il pneumatico nuovo di zecca della bicicletta, ho perso la testa, un’addentata e via! Quello che mi ha impressionato è stato il sibilo conseguente perché pensavo che fosse il richiamo del fischietto di una ronda di Zoccole”- A fronte di queste topesche spiegazioni il gruppo di compagni votava all’unanimità un comunicato di solidarietà ai topi migranti e salutato a pugno chiuso il topo dalle pelle chiara accompagnava l’appiedato Seclì, consigliandoli di rimontarsi i vecchi pneumatici, un po’ logori ma sicuramente a prova di fame topesca Lecce 26 ottobre 2009 Antonio Camuso OSSERVATORIO SUI BALCANI DI BRINDISI osservatoriobrindisi@libero.it
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