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 1 0ttobre 2009 


RICORDI

1 ottobre 1969 : il primo volantino da maoista

una pagina del Diario dell'autunno caldo 

di Antonio Camuso

 

  1 ottobre 1949-1 ottobre 1969 .Viva la Repubblica Popolare cinese!. Viva il presidente Mao Tze Thung!Viva il marxismo-leninismo! L’imperialismo americano è una tigre di carta! La rivoluzione proletaria conquisterà il mondo!

 

Questi erano le frasi a caratteri cubitali  in inchiostro rosso che risaltavano maggiormente dal manifesto affisso, la notte precedente, dinanzi all’ingresso principale  dell’Industriale G. Giorgi  di Brindisi, adiacente all’istituto “navale” Tommaseo .

Un giorno particolare quel 1 ottobre , di un anno molto particolare per tantissimi giovani studenti di allora, ma anche per coloro che nelle fabbriche vissero l’intensa stagione dell’autunno caldo.

Un giorno particolare anche per me , poco più che sedicenne,  che nell’anno precedente avevo vissuto una  prima esperienza nell’attivismo cattolico e nel Movimento Studentesco che si era battuto in tutta Italia per il diritto di assemblea, ma che quel 1 ottobre mi ritrovavo ancora un po’ confuso , tra i miei coetanei nel doppio ruolo di studente e di “maoista” appena arruolato.

Era stato infatti, solo  poche ore prima che, rincontrando degli universitari del  Movimento,  ero stato di fatto arruolato nel gruppo politico a cui avevano da poco aderito: l’UCI ( m-l) ovvero l’Unione dei Comunisti Italiani ( marxisti-.leninisti).

Quella mattina ero lì, a distribuire  un volantino ben diverso da quelli che avevo distribuito qualche mese prima, non  vi erano appelli per scioperi e manifestazioni studentesche , bensì il far sapere che un lontano paese, da tutti ritenuto arretrato, poverissimo e guidato da un partito comunista in disputa con quello  ortodosso russo, che festeggiava il ventesimo anniversario della nascita della Cina moderna e si proponeva di porsi alla guida del movimento rivoluzionario mondiale.

Io stesso ero  perplesso dalle parole roboanti di quel volantino , dell’osannare l’ineluttabilità della rivoluzione cinese ma l’innocenza della mia generazione  impegnata  nel voler cambiare il mondo accettava di buon grado che la battaglia delle parole potesse sostituire il ricatto silenzioso dell’Olocausto nucleare da parte delle due superpotenze : Russia e Stati Uniti.

 

A quarant’anni di distanza , oggi che la Cina ha invaso coi suoi prodotti, con i suoi capitali, con la potenza delle sue giovani generazioni, quelle parole scritte su quel volantino ormai ingiallito sembrano incredibilmente profetiche …

 Certo, molti  sono  i dubbi e pochissime le  certezze se quegli ideali socialisti che noi identificavamo  nel maoismo di 40 anni fa , oggi li si possa ritrovare nella Cina attuale, ma nel frattempo molte tigri di carta sono cadute , perché quindi  non sperare che cada quella più grande: quella che vuole l’umanità pronta a suicidarsi  in guerre inutili e in catastrofi ecologiche  per mano del profitto e del Mercato ?

Forse ,noi, vecchi militanti di quegli anni, dovremmo   esser capaci di dare messaggi di speranza ai nostri giovani , ripensando con tanta ironia, un po’ di nostalgia , ma molto buonsenso ai nostri migliori anni.

 

Antonio Camuso

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Brindisi 1 0ttobre 2009

 

 

 

 

 

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