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TERREMOTO 1980 L'ALTRA FACCIA

Speciale terremoto  Irpinia 80

Sant’Andrea di Conza (AV) 23-24 dicembre 1980

Quando sindaco e carabinieri dissero ai volontari:”-Scava con noi , ma fai Natale con i tuoi! “-E  li espulsero con foglio di via.

L’altra faccia del terremoto in Irpinia

I GIORNI DEL VOLONTARIATO “SCOMODO” A CONZA, i fogli di via, le perquisizioni su donne nelle parti intime condotte “non in modo morboso” da militi maschi…

E ‘ una vicenda emblematica  che alla luce delle polemiche di come fu gestita la fase due (quella della ricostruzione e  della gestione dei fondi legata ad essa) fa comprendere  l’importanza dell’eliminazione di tutte le voci scomode, ovvero i volontari che denunciavano ritardi, imboscamenti, malefatte di amministratori, politici ed addirittura religiosi,  e come dovessero al più presto essere  allontanati onde evitare che la popolazione si svegliasse ed incominciasse ad effettuare un controllo popolare su ogni atto, ogni soldo degli aiuti in arrivo.

Sant’Andrea di Conza  è il caso più clamoroso, sia per numero che per le modalità come si procedette all allonanamento forzato (tramite retate poliziesche, perquisizioni, schedature dei volontari romani del Centro di Solidarietà Proletaria giunti sin dai primi giorni in paese per portare aiuto).

Chi erano i volontari espulsi?

Erano in gran parte lavoratori di diverse aziende e enti pubblici di Roma,  giunti sin quattro giorno dopo il terreemoto a nome del Centro di Solidarietà proletaria , sorto su iniziativa di  Onda rossa, una emittente della sinistra antagonista (allora definita dell’Autonomia) a cui facevano capo i Comitati autonomi romani con sede  in Via dei Volsci, nel popolare quartiere San Lorenzo di Roma.  

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Per comprendere la singolare vicenda , utilizzeremo i materiali a noi disposizione dell’epoca ed in particolare il dossier che Onda Rossa produsse nel gennaio 1981, a seguito delle espulsioni.

Gli antefatti attraverso il comunicato stampa del 10-12-80 del Centro solid. prolet. Onda Rossa.  

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“…Il 27 novembre 1980 a distanza di 4 giorni dal terremoto, 60 compagni con 8 camion  e 9 pulmini, carichi di alimentari, medicine , vestiario, attrezzi di lavoro, frutto della generosa risposta dei nostri ascoltatori (e della popolazione di San Lorenzo , come si legge in altri comunicati, NdR.) andarono a Sant’Andrea di Conza decisi a portare il loro aiuto. Dopo solo 4 giorni con l’aiuto dei lavoratori volontari dell’ANAS, della GULF, dell’AlItalia, dell’ENEL, del Policlinico  ( si trattava  dei lavoratori aderenti ai comitati/collettivi  autonomi aziendali) , coordinati da un compagno architetto, sistemavano le roulottes in un campo, mentre due baracche  in lamiera acquistate dalle sottoscrizioni della Radio, funzionavano e funzionano come cucina mensa (1200 posti al giorno)

Dal 9\12\1980 è ultimato un baraccone di 15 metri per sei, utilizzato da bambini e anziani come Centro sociale. Un ex seminario funziona come magazzino per la distribuzione di vestiario anche mediante automobili (private, messe a disposizione, di proprietà dei volontari)  che quotidianamente vanno nei casolari, come pronto soccorso attrezzato con un medico ed alcuni infermieri . La rilevazione degli edifici lesionati (45%)  è stata eseguita  da due tecnici romani spontaneamente…Le  iniziative del Comune si sono limitate alla gestione  di due magazzini, massicciamente prediati dai militari, di cui uno reso funzionale grazie ai compagni della 285 del Comune di Roma.

Ora che  il meccanismo diventa funzionale il sindaco(ovviamente democristiano), anziché utilizzare i militari  nella sistemazione delle opere pubbliche, nella distribuzione capillare e sistematica dei cibi, di mangimi per gli animali,-magari utilizzando i 6 milioni che, per il nostro tramite gli sono pervenuti dallIstituto professor De Amicis di Roma-intende impiantare una nuova mensa liquidando quella già funzionante( gestita dai volontari di Onda Rossa N.d.r.)

La motivazione di tale apparentemente illogico comportamento è da ricercare nel seguente episodio che denunciamo all’opinione pubblica:

Domenica 7 dicembre, durante il Consiglio Comunale, alcuni nostri compagni traccogliendo voci di imboscamento di tantissimo materiale stipato nei magazzini “ufficiali” (anche se non inventariati) minacciavano di denunciare il fatto alla magistratura. In quella riunione vengono consegnate al sindaco 35 chiavi di altrettanti appartamenti e negozi usati  da amministatori e non, come magazzini …ufficiosi!!!

Fino ad oggi non si conosce  l’uso di quel materiale!!!

Il giorno successivo la prima provocazione: un militante del PCI di Sant’Andrea  fermato dai carabinieri in caserma per tre ore. Al contrario i carabinieri, sabato 29 novembre, denunciavano solo a piede libero un consigliere DC che si era impossessato di un giaccone di un volontario, compresi i documenti dello stesso!

Ma il grosso affare è da venire, quello degli appalti per urbanizzare i terreni dove installare i prefabbricati, la demolizione, la ricostruzione.

Denunciamo quindi l’atteggiamento dell’amministrazione locale. Ecc. ecc….

Firmato Conza 10 dicembre 1980 Centro di solidarietà proletaria  Radio Onda Rossa”-  

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Il clima  che nei primi giorni dell’arrivo dei volontari sembrava idilliaco con la politica locale ,incominciava a diventare burrascoso e nel volantino che viene distribuito il 16 dicembre  a nome del Centro di solidarietà Onda Rossa ed avente come titolo: “-Terremoto, un affare da 40 mila miliardi!!!”-  

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“-…Si inventano così comitati di gestione e controllo “falsi” nella forma e nella sostanza, composti dagli stessi uomini   e dalle stesse percentuali (quelle tangentizie NdR): come possono le stesse persone anmministrare il loro stesso operato? E a Sant’Andrea vengono fuori i primi sintomi, Ecco la piattaforma della amministrazione comunale:

1)   Buttare fuori i volontari Dall’iniziale commosso grazie, si è passati all’arrivederci e grazie, fino al jatevenne guagliuni, lasciateci lavorare!

2)   ribadire il controllo dei “clientes” atttraverso l’assegnazione delle roulottes, la distribuzione dei viveri e vestiario, le perizie della case lesionate dove dall’iniziale 40 % (censito dai volontari )si è arrivato (incredibilmente ) all’80 % di case  che hanno bisogno di riparazioni e ciò subito dopo la circolare Zamberletti ovvero: 5 milioni a ciascun privato per gli interventi più immediati

3)   gettare le basi per la “loro” ricopstruzione, con le acque intorpidite da speculatori, mafiosi e camorristi,, appaltatori privati e pubblici, ….”-

Il comunicato prosegue  criticando l’atteggiamento dei partiti della sinistra che sembrano acquiescenti onde avere anche loro una ricaduta elettorale dinanzi all’opera di ricostruzione. Ma far precipitare le cose è il proclama di guerra alla speculazione e al malaffare a Conza con il seguente passaggio:

“-…Insieme a voi(cittadini di S.A. di Conza NdR) intendiamo costruire  organismi di controllo  reale dal basso. Per questo abbiamo costruita a Sant’Andrea di Conza  una mensa che il Comune intende chiudere tagliando i viveri, (tanto chi ci rimette è la povera gente) ma che continua a ed esistere e resistere, grazie alla solidarietà proletaria. Per questo abbiamo costruito un centro Sociale ed istituito un Centro di documentazionee di controinformazione

SECOLI DI SFRUTTAMENTO SONO UNA DURA REALTA’ STORICA:INSIEME POSSIAMO E DOBBIAMO CANCELLARLA!

Firmato: 16 dic 80 Centro di Solidarieta’ Proletaria Onda Rossa , cicprop Sant’Andrea”-  

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 Con un valore stimato a 200 milioni di aiuti portati  da Onda Rossa a Sant’Andrea di Conza e distribuiti capillarmente,  l’opera dei suoi volontari incominciava ad essere ben apprezzata dalla popolazione che mossa dall’entusiasmo degli stessi incominciò a collaborare nell’opera di denuncia delle malefatte, iniziando la caccia agli imboscatori…la situazione incominciava  a diventare incandescente e come si evince dai documenti allegati ai fogli di via  che arrivarono il giorno della vigilia di Natale, il sindaco di Conza si diede immediatamente da fare per ripulire il paese dai sobillatori ficcanasi e il 15 dicembre presentava una denuncia  presso i carabinieri di Conza,( gli stessi che nei primi giorni dell’arrivo degli autonomi romani, in paese, erano andati a rifocillarsi proprio nella loro mensa, l’unica funzionante) . In essa si denuziava la “grave situazione venutasi a creare in quel comune ai fini  dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica”

In seguito ad essa si giungeva a distanza di soli otto giorni alla brillante operazione di polizia e deportazione dei volontari scomodi denunciata dal volantino del 26 dicembre 1980:

“-…la mattina del 23 dicembre 1980 con una retata degna delle migiori tradizioni del fascismo, la polizia con un inspiegabile dispiegamento, prelevava 17 volontari che insieme ai giovani del posto gestivano mensa e centro sociale, li scortavano alla questura di Avellino per rispedirli a casa con l’infamante accusa di “oziosità e vagabondaggio”. Stesso trattamento, con più spettavolarità subirono  i volontari giunti il 24 -12-80 (il giorno dopo,) per dare il cambio per le feste natalizie. L’evidenza della faziosità è cosi forte che la stessa stampa nazionale ,(notoriamente “cattiva” con gli autonomi) si schiera da parte dei volontari,  e i giovani e la popolazione del paese raccoglie firme  di solidarietà ai compagni … Quello che i giovani di Conza e i volontari rimasti chiedono che le strutture di volontariato presenti  tutta l’irpinia non subiscano  e condannino il  trattamento  e l’oltraggio inflitto ai volontari e  che si rafforzi l’attività di controllo dal basso sulla prossima fase , in previsione  del saccheggio che i democristiani si apprestano a compiere sui fondi dell’emergenza e della riscostruzione, speculando, ecc..

Firmato

Cooperativa 23 novembre-Centro di solidarietà proletaria –coordinamento 285 Roma- Gruppo volontari Calitri scalo- Cooperativa ricerca linguaggio diffuso Firenze- Circolo AIES Conza-15 volontari del coordinamento di Bologna-C.D:A: Lavoratori Ficia Bologna-13 volontari  bresciani a Conza- DP Lioni- IV squadra  laboratorio Igiene e profilassi di Roma

Sant’Andrea Conza 26/12/80”-

 

 

I Fogli di Via : ozioso vagabondo pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica

“- Il questore della provincia di Avellino

Visti gli atti di ufficio, risulta che il sign….

Si è recato in Sant’Andrea di Conza (AV) insieme ad altri con l’asserito scopo di portare aiuto  e assistenza ai terremotati.

Letta la segnalazione in data 15 cm dal Sindaco di S A Conza, tramite i CC del Posto che denunziava  la grave sistuazione creatasi in quel comune ai fini dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Letto il rapporto n …del 24/12/80 del competente Comando dei CC…considerato che non ha più valido e giustificato motivo  di ulteriormente dimorare nel comune di Sant’Andrea, ove non ha peraltro una regolare sistemazione alloggiativa…Considerato che il predetto ha contestato pubblicamente i provvedimenti disposti dalle autorità a favore dei terremotati intralciando con la sua condotta l’opera di soccorso…ritenuto che per quanto esposto il predetto  è da considerare un “ozioso Vagabondo  e che per il suo comportamento provocatorio di istigazione,  ha aumentato lo stato di tensione della popolazione duramente provata, è da ritenersi pericoloso per l’ordine e sicurezza pubblica….visto, ecc ecc

ORDINA

che il sign…. Sia rimpatriato con foglio di via obbligatorio al suo Comune di residenza  e con divieto di fra ritorno in Avellino e nei comuni della provincia per anni tre

Avellino il 24/12/80 Il questore dr. G. Caruso”-  

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L’esposto –denuncia dei 57 volontari allontanati col foglio di via:

…volontarie , perquisite e palpate nelle parti intime non in modo morboso da militi di sesso maschile…  

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“-….Il giorno 25 novembre 1980 a Sant’Andrea di Conza, i soccorsi inviati da Radio Onda Rossa organizzavano immediatamente la distribuzione di viveri alla popolazione…l’opera svolta dai volontari può essere testimoniata dai cittadini di Sant’Andra di Conza e dai giornalisti presenti…tra la gente del posto si cita il vice parroco Don Mario, il sindaco Andrea Frino, il quale ha presentato personalmente uno dei soccorritori romani al brigadiere della locale stazione dei CC, con i quali in assenza di qualunque altro organismo governativo, si è provveduto al soccorso…i soccorritori hanno organizzato una mensa gratuita a loro spese con cibo portato da Roma, si distribuiva cibo e vestiario presso l’Episcopio di Conza conosciuto come ex Seminario, si forniva assistenza sanitaria da personale qualificato. L’installazione della mensa era necessaria a causa dei danni presso le case e l’impossibilità di aiuto dai paesi vicini… In detta mensa tra l’altro usufruivano i militi dell’Arma , i vigili del fuoco , i soldati e i volontari in transito…. Accanto alla mensa si costruiva un capannone  attrezzato con stufe e suppellettili ad uso della popolazione, anche a scopo di riunirsi e discutere sui nodi della ricostruzione,…in mancanza di autorità governative sul luogo, i vigili del fuoco provenienti dalla Francia  e il personale medico dell’ospedale San Gennaro di Napoli hanno contribuito al soccorso aggregandosi al gruppo del Centro di solidarietà proletaria  Radio Onda Rossa.

In occasione del Natale, precisamente il 24 e il 25 dicembre 80, molti di noi denuncianti,utilizzando ferie , permessi scolastici, ecc.si è recato a Sant’Andrea per aiutare i gestori della mensa e i soccorritori…Alle 7 del mattino del 24 irrompevano conle armi in mano nei locali dell’Episcopio ufficiali e militi dei CC coadiuvati dalla PS, tiravano furori dal letto i sottoscritti ,puntando le armi a breve distanza e provvedevano alla perquisizione personale e dei locali motivata da ricerca di armi. La perquisizione dava esito negativo. I sottoscritti venivano condotti in alcuni pulman e altri con le proprie auto scortati dagli agenti presso la questura di Avellino dove venivano fotografati, di fronte, profilo e nell’intera figura con un numero progressivo sulla spalla, poi rilevate impronte digitali. Ecc. tutto ciò senza aver contestato un reato specifico. Quindi si procedeva al foglio di via con divieto di ritorno per tre anni ad Avellino e provincia….Il giorno 25 dicembre nuovamente, ufficiali e militi dell’Arma e della POS facevano irruzione nel Centro Sociale annesso alal mensa di Sant’Andrea e sempre con le armi spianate ingiungevano   ai sottoscriti di alzarsi e procedevano alla perquisizione personale. In particolare veniva effettuata perquisizione personale su persone di sesso femminile da parte di militi di sesso maschile anziché come prevede la normativa dal personale femminile della Polizia di Stato come istituito…. Le suddette tutte denuncianti, sono state palpate , anche in parti delicate e alle loro rimostranze di fronte ad un Maresciallo della questura di Avellino, veniva loro risposto che il personale femminile non era disponibile  e che la perquisizione  non era stata effettuata  in modo morboso e che vi era l’esigenza di cercare delle armi….Si fa presente che l’installazione completa del campo roulottes è stata effettuata da parte dei volontari che in questi giorni si accingevano a costruire i servizi sanitari …nell’area si sono avvicendati 280 volontari…le autorità locali, prima dei fogli di via, hanno rilasciato a molti dei volontari, attestati di riconoscimento dell’utilità dell’opera svolta…Nessuna struttura a tutt’oggi organizzata dal Comune o altra istituzione, ha provveduto al soccorso di persone, cose ed animali nei casolari e nelle masserie del circondario…soltanto il 18 dicembre è stato accertato che l’acqua delle fontane pubbliche non era potabile…solo in seguito alle denunce pubbliche effettuate in sede comunale è stato possibile recuperare gran quantità di viveri e vestiario stipati in 35 magazzini privati e non messi a disposizione della popolazione.  A tutt’oggi risultano ancora imboscati viveri e vestiario in due magazzini facenti capo all’Arciprete e al vicesindaco del paese…

Seguono la firme dei denuncianti”- -

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Accanto a quest’azione di rimostranza la popolazione del luogo e i volontari superstiti alla deportazione , si muovevano per esprimere la loro solidarietà. Leggiamo la mozione scritta a mano e firmata da oltre 80 persone presenti nell’assemblea di Sant’Andrea di Conza:  

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“-…I sottoscritti, vista l’azione della polizia  del 24\12\80, in Sant’Andrea di Conza, tendente a normalizzare  la situazione di tensione voluta dalla giunta democristiana e conclusasi col foglio di via ai compagni del Centro di solidarietà proletaria  Onda Rossa e del coordinamento universitario romanao, con motivazioni false e tendenziose , chiedono la revoca dei provvediementi legali adottati. Riconosciamo i compagni volontari come parte integrante della popolazione di S Andrea, poiché tutte le azioni di soccorso e gli interventi per riorganizzare la vita, nel nostro paese sono stati il risultato di un lavoro unitario, Intendiamo quindi continuare insieme ai compagni volontari la gestione di tutte le strutture sociali organizzate e riteniamo responsabile la giunta democristiana di qualsiasi tentativo provocatorio  che tenti di bloccare l’unitaria gestione dei servisi sociali di Sant’Andrea di Conza, Sapremo rispondere a qualsiasi provocazione…

seguono le firme…”-  

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Quando i bimbi di Conza scrissero:”- Rivogliamo le volontarie di Onda Rossa”-  

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E’ forse l’attestato più bello di solidarietà ai colpiti della repressione democristiana a Conza:

“-…siamo i bambini di sant’Andrea di Conza e vogliamo fare richiesta ai compagni di Radio Onda Rossa per far ritornare Anna, Graziella e Rossella in modo che si possa giocare e divertirci ancora insieme!

Firmato: Nicola, Giuseppe, Nicola, Sergio, Enzo, Gerardo. Andrea, Gino, Vito, Gerardina, Angello, Luigi, Peppino, Angelo.”-  

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La stampa:

Tra i quotidiani nazionali, il Messaggero, normalmente poco indulgente con gli autonomi romani, questa volta si esprimeva a loro favore dichiarandosi sconcertato su come si possano definire vagabondi coloro che a pochi giorni di distanza del terremoto avevano istituito una mensa gratuita di 1200 posti, in un paese di 2500 senza tetto, che utilizzando materiale  in legname del Friuli, costruito un Centro sociale, che avevano , gli unici, portato aiuto nelle masserie isolate. Sconcertante poi come fossero stati colpiti col foglio di via, volontari giunti poche ore prima, per poter dare il cambio in occasione del Natale a chi era presente da circa un mese sul posto. Che accuse gli si potevano fare ? Lo stesso giornale ipotizzava che il problema era la loro attività di denuncia  nei confronti della gestione locale dell’emergenza e perché si stavano impegnando a convincere i giovani a costituire delle cooperative, per la gestione degli aiuti senza diaframmi burocratici. Insomma motivazioni politiche ,quei fogli di via e non “oziosi vagabondi”…  

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Archivio Storico Benedetto Petrone

Brindisi 23 dicembre 2014 

 

 

 

 

 

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