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NO a  Casa Pound alla Fiera del Levante

Questo e' l'appello contro la presenza dell'organizzazione fascista casapound, che gestisce uno stand alla Fiera del levante, al piazzale 202
 
vi invitiamo a dare la massima diffusione a questo appello ed a raccogliere il maggior numero di firme di soggetti, movimenti, organizzazzioni e singoli
l'appuntamento per tutti è giovedi 17 alle ore 10.30 all'ingresso della fiera dal lato C.u.s. (chi viene in bicicletta può entrare gratis

 

Appello che sarà consegnato in Fiera del Levante giovedì 17 Ottobre alle 11:00

NO a  Casa Pound alla Fiera del Levante

  Al Presidente della Fiera del Levante

Cosimo LACIRIGNOLA

 

Gentile Presidente,

 

la Fiera del Levante “ospita” in un proprio stand una nota organizzazione politica di estrema destra.

Un movimento politico neofascista, nazista, omofobo e razzista che non nasconde la propria “cultura” fatta di violenza e prevaricazione.

Un movimento, basti vedere il loro sito, che nega l'Olocausto, il valore della Costituzione nata dalla Resistenza e che si è reso responsabile di numerose aggressioni ai danni di militanti di sinistra, immigrati, omosessuali e di tutto ciò che ai loro occhi appare diverso.

Ad ottobre scorso si sono resi protagonisti di un'aggressione organizzata ai danni degli studenti dei licei romani che manifestavano in Piazza Navona, e l'episodio è stato testimoniato da giornali e televisioni in maniera inequivocabile, e successivamente sono tristemente saliti agli onori della cronaca per un assalto squadrista alla sede della RAI.


Ci lascia esterrefatti che la direzione della Fiera del Levante abbia potuto rendere possibile questa presenza. Ci chiediamo chi sia il responsabile che, con una “svista” ingiustificabile, possa aver dato uno spazio a un movimento non solo lontano dall'idea di Fiera del Levante, ponte tra culture diverse, ma persino dalla Costituzione Italiana.

 

Chiediamo la chiusura immediata di quello spazio presentato in modo equivoco e strumentale come luogo di promozione socio culturale, e per questo Le consegniamo questo appello

 

Alleghiamo le firme di sigle collettive, antifascisti e democratici baresi:

per adesioni mandare una mail a : angelocardone@hotmail.fr

 

 

 


Volantino di archivio del 15 mar 2009 ricevuto dai comp. Internazionalisti di Battaglia Comunista. 
Rispunta il vecchio fascismo sociale - A proposito di Casapound
                                                          
       Da un po´ di tempo a questa parte, nelle pagine locali di quotidiani
piccoli e grandi, spuntano servizi relativi a un´associazione - già
attiva da alcuni anni, soprattutto a Roma - che nel nome si richiama a
un poeta del `900, Ezra Pound, schieratosi con il regime fascista.
L´associazione si chiama, per l´appunto, Casapound.


Ultimamente in Emilia ha aperto tre sedi (segno che i soldi non
mancano affatto) e persino Repubblica, nella cronaca bolognese, ha
dedicato parte della pagina iniziale a un´iniziativa di Casapound, il
cosiddetto "taxi rosa", volto a proteggere le donne dagli stupri che
però, com´è noto, per circa il 70% avvengono tra le mura domestiche ad
opera di parenti o comunque di conoscenti stretti.


Ma chi sarebbero questi cavalieri senza macchia e senza paura, che
proteggono i deboli e le donne e che distribuiscono il pane gratis nei
quartieri di periferia?


Nonostante i furiosi tagli alla spesa scolastica del ministro
Gelmini, noi la storia la conosciamo. E in particolare conosciamo la
storia del movimento operaio e dei suoi nemici.


Casapound è un´organizzazione dichiaratamente fascista che
attraverso le sue tante iniziative sociali (Tempo di essere madri,
Mutuo sociale, ecc.) vernicia di "rosso" la sua essenza nazionalista,
anti-proletaria e anti-comunista. Niente di nuovo. Anche il fascismo
della prima ora avanzava istanze socialisteggianti. Il manifesto dei
Fasci di combattimento del 1919 (atto di nascita del fascismo) fra le
altre cose chiedeva: il voto per le donne; una legge che sancisse per
tutti la giornata lavorativa di otto ore; il minimo di paga; la
partecipazione dei lavoratori al funzionamento tecnico dell´industria;
l´affidamento alle stesse organizzazioni proletarie della gestione di
industrie o servizi pubblici; una forte imposta straordinaria sul
capitale a carattere progressivo; il sequestro di tutti i beni delle
congregazioni religiose...


Inutile forse ricordare che, quando tre anni dopo il fascismo andò
al potere, nulla di questo venne realizzato, anzi: fu abolito il
diritto di sciopero, fu allungata la giornata lavorativa, i salari
vennero pesantemente abbassati, furono messi fuorilegge tutti i
sindacati e i partiti operai, in fabbrica e nei posti di lavoro in
genere venne instaurata una disciplina da caserma, per cui chiunque
osasse alzare anche un poco la testa veniva punito duramente... in
pratica, il dominio padronale fu sostenuto su tutta la linea e il
movimento operaio venne schiacciato. Eccovi di seguito le distruzioni -
approssimate per difetto - operate dalle camicie nere solo nel primo
trimestre del 1921: 59 case del popolo, 119 camere del lavoro, 83 leghe
contadine, 8 società di mutuo soccorso, 141 sezioni socialiste, 100
circoli di cultura, 28 sindacati operai, 53 circoli operai ricreativi,
1 università popolare. La sfortuna dei neofascisti è che non tutti
dimenticano.


Ma veniamo al programma di Casapound. Eccone alcuni punti:
abolizione delle leggi che favoriscono il precariato e la flessibilità;
rivalutazione del Lavoro rispetto al Capitale; partecipazione dei
lavoratori alla gestione delle imprese; progressiva riduzione
dell´orario di lavoro a 30 ore settimanali; difesa incondizionata della
previdenza pubblica; difesa incondizionata dell´assistenza medica
gratuita; abolizione dei ticket; destinazione obbligatoria dell´otto
per mille alla sanità pubblica.


A parte il fatto che nemmeno questa specie di riformismo fascista
indica come imporre al capitale tanto "bengodi" (né, ovviamente, gli
passa per la testa di mettere in discussione il capitalismo in
generale), abbiamo qui evitato di citare i numerosi punti da cui
traspare una visione nazionalista e discriminatoria nei confronti dei
lavoratori stranieri, proprio perché vogliamo sottolineare quei
contenuti che potrebbero trarre in inganno tutti coloro che non
conoscono l´ormai rodato modus operandi delle forze reazionarie, che da
una parte si scagliano contro la lotta di classe e l´internazionalismo,
e dall´altra lisciano il pelo alle fasce sociali meno abbienti, che in
una fase di profonda crisi economica come l´attuale potrebbero rialzare
la testa e iniziare a dare seri problemi alla nostra classe dominante.


Sia chiaro. Noi contrastiamo il fascismo non per difendere questa
presunta democrazia, la costituzione e tutto ciò che incarna l´altra
faccia della medaglia di un sistema fondato sulla dittatura dei
borghesi, lo strapotere dei padroni e lo sfruttamento dei lavoratori,
ma solo perché rappresenta l´ennesima minaccia lungo il difficile
percorso verso la ripresa della lotta di classe e una diffusa coscienza
proletaria internazionalista.
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: VENERDI' 18- ore 11:30 - PRESIDIO ANTIFASCISTA a Napoli



La notte tra il 12 e il 13 settembre è stato occupato uno stabile abbandonato nel rione Materdei. Chi ha occupato si è presentato come un gruppo che "disinteressatamente" vuole restituire digintà e diritti al quartiere. Hanno detto che parte degli spazi entrati in loro possesso sarà destinato a nuclei familiari della zona sprovvisti di alloggi. Il fine è di certo nobilissimo, ma in realtà, dietro quelle facce apparentemente così "pulite", si nasconde un'organizzazione di stampo neofascista, che utilizza strumentalmente i bisogni della gente, per mascherare le sue politiche marcatamente anti-popolari.

 

Casapound Italia, questo il nome dell'organizzazione, non è altro che uno dei tanti gruppi della galassia neonazista e neofascista, che si presentano come forze "contro" e solo a parole sono "anti-stato". Di fatto, pur inneggiando a mobilitazioni contro banche, usura, carovita, gest-line e parlamentari, queste organizzazioni trovano i loro finanziamenti e le loro coperture politiche, proprio nei politici e nei grandi imprenditori.

Sui giornali si dichiarano "fascisti del terzo millennio" e pensano che sostituire le svastiche con innocenti tartarughe sia sufficiente a cancellare il loro passato: vent´anni di regime fascista (confino politico, leggi razziali, guerra, miseria e fame, come possono raccontarci i nostri nonni), bombe che uccidevano indiscriminatamente negli anni '70 nelle stazioni, sui treni, nelle piazze per gettare il paese nel caos e bloccare l'avanzata del movimento operaio in nome dello Stato.

 

Negli ultimi anni si sono distinti per aggressioni verificatesi ai danni di lavoratori immigrati, donne, attivisti di movimenti sociali e giovani "diversi".

A smentire la loro retorica fatta di onore, hanno sempre aggredito in superiorità numerica e armati di coltelli: molte delle loro vittime sono morte, spesso impuniti i loro assassini.

 

60 anni fa gli scugnizzi e gli antifascisti di questo quartiere e di questa città cacciavano gli invasori nazifascisti. Oggi siamo chiamati a non cadere nella tentazione della guerra tra poveri e a ricacciare i fascisti e razzisti  di Casapound nelle fogne nelle quali i nostri nonni li avevano ricacciati!

 

NON LASCIAMOCI TRASCINARE IN UNA GUERRA TRA POVERI!

SE NON CI SONO ALLOGGI, SE I SALARI NON BASTANO AD ARRIVARE A FINE MESE, NON E' COLPA DEGLI IMMIGRATI!

LA COLPA E' DI QUELLI CHE FINANZIANO E COPRONO CASAPOUND: I PADRONI!

 

FUORI I FASCISTI DAI NOSTRI QUARTIERI!


 

PRESIDIO ANTIFASCISTA

VENERDI' 18, ORE 11:30 USCITA METRO MATERDEI

 

 Collettivo Autorganizzato Universitario -Napoli http://cau.noblogs.org/

 

 

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