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11 settembre 2001, ore 16.00
Sono davanti al PC e sto preparando una relazione da leggere al
convegno sullo scudo spaziale che si terrà a Napoli , fra pochi giorni
quando squilla il telefono e mi si annuncia il bombardamento di N.York.
Le immagini che provengono dalla TV sono choccanti , ma quello che
mi fa venire i brividi è come ciò che è accaduto fosse già stato
annunciato pubblicamente da importanti nomi dell’Intelligence
statunitense, ma non preso in considerazione poiché disfattista nei
confronti delle lobby degli armamenti
PERCHE’ TANTE OMISSIONI?
Febbraio 2000 ,dinanzi al Senato americano compaiono i responsabili
dei servizi segreti USA che, oltre alle consuetudinarie relazioni
consuntive delle proprie “Agenzie”, si devono pronunciare
sull’attualità del rapporto Rumsfeld, che caldeggia per lo scudo
stellare.
Lobbies e gruppi trasversali di pressione elettorale stanno
utilizzando tutto il loro peso affinchè determinate scelte in questo
campo vengano prese , anche se comporteranno un enorme dispendio di
risorse pubbliche.
La campagna elettorale è praticamente iniziata e a novembre a
pesare, elettoralmente , ci saranno anche i potenti complessi
industriali degli armamenti.
Il capo della CIA, George Tenet ed i suoi subordinati hanno già
deciso da che parte stare e consegnano alla commissione senatoriale
sull’Intelligence il documento:” La minaccia globale del 2000 e la
realtà della sicurezza nazionale. E’ un documento pessimistico , che
appoggiando il rapporto Rumsfeld, avvalora il rischio quasi imminente
che gli USA vengano colpiti innanzitutto da attacchi missilistici da
parte dei cosiddetti Stati canaglia: Iraq, Iran, Corea del nord, ecc.
Subito dopo è la volta del generale Hughes, capo della potente
Defence Intelligence Agency, che in sintonia del suo omologo Tenet ,
caldeggia la costruzione dell’imponente e costosissimo sistema di
scudo missilistico, per difendersi dagli attuali 30 Stati dotati di
capacità balistiche e poco “amici “ degli USA.
Tocca al responsabile dell’Intelligence americana per i programmi
strategici e nucleari , Robert Walpole a parlare ed il suo rapporto
gela gli entusiasmi “missilistici” della commissione senatoriale:-…”noi
pensiamo che ,nei prossimi anni, il territorio degli USA potrebbe
subire un aggressione con armi di distruzione di massa e/o
convenzionali, utilizzando sistemi NON MISSILISTICI, (probabilmente da
entità non statali- cellule terroristiche), piuttosto che da attacchi
convenzionali missilistici….Tali mezzi potrebbero essere utilizzati
senza attribuzione di responsabilità (rivendicazione)…”
L’elenco di tali mezzi , assolutamente civili, in questo
rapporto, è particolareggiato e va dai battelli off-shore agli
elicotteri senza pilota che si usano negli USA per l’agricoltura.
Ma è su due punti che si accentra l’attenzione di Warpole e sono
gli 800.000 aeromobili che atterrano negli aeroporti americani, con i
loro 400 milioni di passeggeri , allo stato attuale in gran parte
incontrollabili, i 9 milioni di mercantili portacontainer che ogni
anno attraccano nei porti statunitensi che potrebbero contenere
ordigni nucleari o NBC che, anche tramite un cellulare , si potrebbero
far detonare una volta attraccati.
E’ un insieme di vulnerabilità derivanti principalmente dalla
caratteristica di apertura della società americana e veicolo per
l’affermazione dei meccanismi della Globalizzazione.
Per un momento serpeggia il panico tra i membri della commissione
senatoriale ed in particolare quelli che facevano parte della
commissione “bipartisan” Rumsfeld.
Accettare queste tesi significherebbe bloccare gli immensi
investimenti nella costruzione dello scudo missilistico e spostare le
relative somme dai settori convenzionali degli armamenti a quelli
della sicurezza interna, aumentando vincoli alla circolazione di
passeggeri, mezzi, merci, ecc. con il mondo esterno, ma anche tra gli
stessi States con possibili contraccolpi sull’Economia portante della
Globalizzazione.
La Commissione, come ammetterà a parte un membro di essa, decide di
non prendere in considerazione questo rapporto, come anche di
cestinare i documenti prodotti dal National Intelligence Council (
identificati come NIE: National Intelligence Estimates ) che parlano
di minacce provenienti dal naviglio commerciale , come anche quelli
del troppo “pacifista”Carnegie non –proliferation Project.
La stessa commissione si schiera per lo Scudo, pur rinviando
l’aumento da 7000 miliardi di lire a 9000 miliardi per il 2001 ,per
la sperimentazione dello stesso, a dopo l’elezione del Presidente, a
novembre 2000.
E’ la vittoria di Donald Rumsfeld, ex deputato repubblicano, ex
ambasciatore degli USA presso la NATO, titolare del Pentagono dal 75
al 77 sotto la presidenza Ford, 68 anni, fervente propugnatore dello
scudo stellare e presidente della omonima commissione che dal 98 in
poi ha spinto prima Clinton e poi Bush jr sul dispiegamento dello
SCUDO..
L’apporto elettorale che è venuto da queste scelte lo ha portato
poi ad essere nominato da Bush, segretario alla Difesa, ovvero
ministro della Guerra.
Ma è anche la vittoria di chi sta preparando nell’ombra l’attacco
alla superpotenza.
L’allentamento della guardia, in questi due anni, permetterà ai
terroristi di infiltrarsi nel territorio USA, addestrandosi a pilotare
aerei civili, addirittura presso scuole di volo americane e colpendo
così facilmente il Gigante americano.
SBAGLIARE E’ UMANO, MA PERSEVERARE E’ DIABOLICO.
Dopo questi fatti si procede in questi giorni ad isteriche ed
intempestive misure di sicurezza, ma anche a lanciare segnali
rassicuranti alle potenti lobbies dello SCUDO.
E’ il vice di Rumsfeld , a parlare, Douglas Feith, sottosegretario
alla Difesa, il 12 settembre, il giorno successivo alla Waterloo
americana, che ammette l’assoluta inefficacia dello scudo missilistico
davanti a simili attacchi, ma non ritiene che questa che sia una buona
ragione a rinunciare ad esso.
A quanto pare le lezioni non bastano mai…
CAMUSO ANTONIO
OSSERVATORIO SUI BALCANI DI BRINDISI
osservatoriobrindisi@libero.it
Brindisi 16 settembre 2001
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