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da Genova e l'11 settembre ai    nuovi movimenti

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Genova 2001
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11 settembre 2001 attacco alle torri gemelle di NY

 Una sorpresa o gli avvertimenti rimasero inascoltati sotto la pressione delle  lobby dello scudo spaziale?

un articolo di Antonio Camuso apparso a pag7 del Manifesto del 18/11/2001

Vi proponiamo l'articolo nella versione completa rispetto a quella ridotta apparsa nella versione stampata.

vedi lo stesso articolo nelle pagine dell'osservatorio sui Balcani di Brindisi

 

11 settembre 2001, ore 16.00

Sono davanti al PC e sto preparando una relazione da leggere al convegno sullo scudo spaziale che si terrà a Napoli , fra pochi giorni , quando squilla il telefono e mi si annuncia il bombardamento di N.York.

Le immagini che provengono dalla TV sono choccanti , ma quello che mi fa venire i brividi è come ciò che è accaduto fosse già stato annunciato pubblicamente da importanti nomi dell’Intelligence statunitense,  ma non preso in considerazione poiché disfattista nei confronti delle lobby degli armamenti

PERCHE’ TANTE OMISSIONI?

Febbraio 2000 ,dinanzi al Senato americano compaiono i responsabili dei servizi segreti USA che, oltre alle consuetudinarie relazioni consuntive delle proprie “Agenzie”, si devono pronunciare sull’attualità del rapporto Rumsfeld, che caldeggia per lo scudo stellare.

Lobbies e gruppi trasversali  di pressione elettorale stanno utilizzando tutto il loro peso affinchè determinate scelte in questo campo vengano prese , anche se comporteranno un enorme dispendio di risorse pubbliche.

La campagna elettorale è praticamente iniziata e a novembre  a pesare, elettoralmente , ci saranno anche i potenti complessi industriali degli armamenti.

Il capo della CIA, George Tenet ed i suoi subordinati hanno già deciso da che parte stare  e consegnano alla commissione senatoriale sull’Intelligence il documento:” La minaccia globale del 2000 e la realtà della sicurezza nazionale. E’ un documento pessimistico , che appoggiando il rapporto Rumsfeld, avvalora il rischio quasi imminente che gli USA vengano colpiti innanzitutto da attacchi missilistici da parte dei cosiddetti Stati canaglia: Iraq, Iran, Corea del nord, ecc.

Subito dopo è la volta del generale Hughes, capo della potente Defence Intelligence Agency, che in sintonia del suo omologo Tenet , caldeggia la costruzione dell’imponente e costosissimo sistema di scudo missilistico, per difendersi dagli attuali 30 Stati dotati di capacità balistiche  e poco “amici “ degli USA.

Tocca al responsabile dell’Intelligence americana per i programmi  strategici e nucleari , Robert Walpole a parlare ed il suo rapporto gela gli entusiasmi  “missilistici” della commissione senatoriale:-…”noi pensiamo che ,nei prossimi anni, il territorio degli USA potrebbe subire un aggressione con armi di distruzione di massa e/o convenzionali, utilizzando sistemi NON MISSILISTICI, (probabilmente da entità non statali- cellule terroristiche), piuttosto che da attacchi convenzionali missilistici….Tali mezzi potrebbero essere utilizzati senza attribuzione di responsabilità (rivendicazione)…”

L’elenco di tali mezzi   , assolutamente civili, in questo rapporto, è particolareggiato e va dai battelli off-shore agli elicotteri senza pilota che si usano negli USA per l’agricoltura.

Ma è su due punti che si accentra l’attenzione di Warpole e sono gli 800.000 aeromobili che atterrano negli aeroporti americani, con i loro 400 milioni di passeggeri , allo stato attuale in gran parte incontrollabili, i 9 milioni di mercantili portacontainer che ogni anno attraccano nei porti statunitensi che potrebbero contenere ordigni nucleari o NBC che, anche tramite un cellulare , si potrebbero far detonare una volta attraccati.

E’ un insieme di vulnerabilità derivanti principalmente dalla caratteristica di apertura della società americana e veicolo per l’affermazione dei meccanismi della Globalizzazione.

Per un momento serpeggia il panico tra i membri della commissione senatoriale ed in particolare quelli che facevano parte della commissione “bipartisan” Rumsfeld.

Accettare queste tesi significherebbe bloccare gli immensi investimenti nella costruzione dello scudo missilistico e spostare le relative somme dai settori convenzionali degli armamenti a quelli della sicurezza interna, aumentando vincoli alla circolazione di passeggeri, mezzi, merci, ecc. con il mondo esterno, ma anche tra gli stessi States con possibili contraccolpi sull’Economia portante della Globalizzazione.

La Commissione, come ammetterà a parte un membro di essa, decide di non prendere in considerazione questo rapporto, come anche di cestinare i documenti  prodotti dal National Intelligence Council ( identificati come NIE: National Intelligence Estimates ) che parlano di minacce provenienti dal naviglio commerciale , come anche quelli del troppo “pacifista”Carnegie non –proliferation Project.

La stessa commissione si schiera per lo Scudo, pur rinviando l’aumento da 7000 miliardi  di lire a 9000 miliardi per il 2001 ,per la sperimentazione dello stesso, a dopo l’elezione del Presidente, a novembre 2000.

E’ la vittoria di Donald Rumsfeld, ex deputato repubblicano, ex ambasciatore degli USA presso la NATO, titolare del Pentagono dal 75 al 77 sotto la presidenza Ford, 68 anni, fervente propugnatore dello scudo stellare e presidente della omonima commissione che dal 98 in poi ha spinto prima Clinton e poi Bush jr sul dispiegamento dello SCUDO..

L’apporto elettorale che è venuto da queste scelte lo  ha portato poi ad essere nominato da Bush, segretario alla Difesa, ovvero ministro della Guerra.

Ma è anche la vittoria di chi sta preparando nell’ombra l’attacco alla superpotenza.

L’allentamento della guardia, in questi due anni, permetterà ai terroristi di infiltrarsi nel territorio USA, addestrandosi a pilotare aerei civili, addirittura presso scuole di volo americane e colpendo così facilmente il Gigante americano.

SBAGLIARE E’ UMANO, MA PERSEVERARE E’ DIABOLICO.

Dopo questi fatti si procede in questi giorni ad isteriche ed intempestive misure di sicurezza, ma anche a lanciare segnali rassicuranti alle potenti lobbies dello SCUDO.

E’ il vice di Rumsfeld , a parlare, Douglas Feith, sottosegretario alla Difesa, il 12 settembre, il giorno successivo alla Waterloo americana, che ammette l’assoluta inefficacia dello scudo missilistico davanti a simili attacchi, ma non ritiene che questa che sia una buona ragione  a rinunciare ad esso.

A quanto pare le lezioni non bastano mai…

CAMUSO ANTONIO

OSSERVATORIO SUI BALCANI DI BRINDISI

osservatoriobrindisi@libero.it

Brindisi 16 settembre 2001

 

   

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