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Osservatorio sui Balcani di Brindisi
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ANNUARIO

l'annuario dell'archivio 1947/15

 

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1947

 


 

31 gennaio 1947, il treno dei bambini napoletani diretto in Emilia.

L’italia in attesa della Costituzione.

Le contradditorie facce del nostro paese, tra solidarietà e diseguaglianza tra Nord e Sud, che ancor oggi si vogliono accentuare  con l’Autonomia differenziata

di Antonio Camuso

 

 Il treno dei bambini accolto festosamente a Bologna

Un magnifico viaggio attraverso l'Italia - Ad ogni stazione la popolazione offre viveri e doni ai bimbi di Napoli - Il sindaco di Bologna all'arrivo del treno.

L’arrivo a Modena nella mattinata di oggi.

 

Premessa

Sabato 19 novembre 2022 , alle ore 18.00. presso l’Ass. Di Vittorio di Mesagne, la locale sezione dell’ANPI” Eugenio Santacesaria” incontrerà Giovanni Rinaldi, autore  del libro “C’ero anch’io su quel treno “ , che narra l’esperienza di solidarietà tra Nord e Sud che nel primo difficile dopoguerra permise a centinaia di bambini poveri , in particolare napoletani ad essere ospitati presso le famiglie operaie  e proletarie del Settentrione d'Italia, con la collaborazione dell’associazione femminile UDI.

Plaudendo all’iniziativa dell’ANPI di Mesagne , vogliamo dare il nostro contributo ad essa, attraverso i nostri materiali di archivio, ma anche segnalando  una serie di contributi-lavori storici contestualizzanti quel particolare periodo, che il sottoscritto Antonio Camuso, curatore dell’Archivio Storico Benedetto Petrone, ha pubblicato su giornali e riviste dell’Irpinia negli anni passati.

Articoli tesi a ricordare quanto fossero difficili le condizioni sociali ed economiche del popolo meridionale e come gli avvoltoi della speculazione, ma anche i signori della finanza lavorassero affichè il divario tra Nord e Sud non si colmasse e il Mezzogiorno continuasse ad essere serbatoio di manodopera a basso prezzo, pronta ad emigrare lavorando da schiavi, e per chi rimaneva,  doversi assoggettare al clientelismo politico-elettorale e al ricatto mafioso.

Nei  giorni in cui si organizza il treno “paese dei bambini”, in Sicilia la mafia spara ed uccide sindacalisti, a Napoli a morire sono attivisti comunisti per mano di fascisti, in Puglia muoiono sotto il piombo poliziesco contadini e disoccupati affamati,  la razione di pane giornaliera a Napoli come  in Irpinia, è ridotta a 200 grammi ed in mancanza di altro integrata con la distribuzione di 50 grammi di mangime per cavalli. Nonostante tutto ciò il governo della coalizione antifascista  e della Costituente vara il Prestito per la Ricostruzione, un’operazione di raccolta del risparmio privato per finanziare le opere di ricostruzione del paese, a partire dal rilancio industriale, acquistando bene e materie prime ed energetiche. Una raccolta pubblicizzata e sostenuta da tutti i partiti da destra a sinistra, ma il maggiore beneficiario sarà l’apparato produttivo ed il tessuto sociale del Nord, che rivendica la titolarità della lotta di liberazione contro il nazifascismo, dimenticando quanto ad essa abbiano contribuito migliaia di combattenti e resistenti meridionali. Così purtroppo nella stessa prima pagina del  giornale socialcomunista La Voce, che ospita il reportage  sul viaggio del treno dei bambini, in basso in un trafiletto si legge che dalla Puglia , un altro treno è in partenza ed è di lavoratori che andranno a spalare carbone nelle miniere del Belgio.

Ancor oggi, nel programma del nuovo governo di destra Meloni, la parola  “Autonomia differenziata”  suoni come l’ennesima beffa nel confronto del nostro Meridione, da cui i giovani continuano a fuggire, spopolando paesi, città e campagne.

Il reportage del giornalista Alberto Jacoviello.

 

La Voce

Quotidiano del mezzogiorno d’Italia .direttore responsabile Mario Alicata

Prima edizione  31 gennaio 1947

(Archivio Storico Benedetto Petrone, fondo Irpinia, Marisa Cione-Bagnoli Irpino)

 

Bologna 29 notte, dopo la partenza da Roma non ho più sentito un bambino che dicesse di voler tornare subito a Napoli, Tutti ora vogliono andare avanti, verso qualche luogo non ancora conosciuto, tra tanti i luoghi visti durante la corsa del treno, in piena luce.Luigi Coruzzolo ieri piangeva, alla stazione di Napoli quando il treno incominciava a muoversi. Con il pianto i bambini come Luigi Coruzzolo dicono quelle cose che anche gli uomini pensano quando lasciano un posto pieno di affetti. In mezzo alla campagna romana  questo paese pieno di bambini  cammina anche di notte Adesso il bambino  dorme tranquillo come tutti gli altri,  non so se sogni, non so se sogni la sua casa o un’altra casa, una casa che non ha mai avuto  e che non esiste , ma nella quale pure avrebbe  desiderato  nascere e vivere quando si è accorto  in qualche modo che nella sua via Padre Sant’Enrico in Secondigliano, non era tutto il mondo. Ora dorme  tranquillo come tutti gli altri. Solo il Municipio non dorme. Nel vagone “comando” questi uomini che hanno realizzato il miracolo del “paese dei bambini”, che è partito da Napoli diretto in Emilia, non dormono.Fanno il bilancio della giornata. Si raccontano dell’esperienza della giornata passata per poter far meglio domani, perché domani i bambini stiano meglio di oggi.

Questi uomini e queste donne , tutti noi, non dimenticheremo  mai questo “paese di bambini”.Mai queste 24 ore passate insieme ai bambini di a Napoli in questo treno miracoloso.A sentire questi bambini  a chiacchierare con loro. Anche le dame della Croce Rossa Italiana dicono che vorrebbero vivere ancora in un “paese di bambini” come questo….insiem a questi 800 bambini per i quali la via si apre davanti. Alle 9 si mangia, latte caldo, marmellata ed arance.Poi le crocerossine e il medico fanno il loro turno di controllo a tutti i bambini.

Un bambino ha una leggera scalfittura alla mano . I suoi compag lo dicono alla crocerossina. Lui nasconde accuratamente la mano . La crocerossina ne scova un altro con una leggera scalfittura alla fronte. Lo medica: tre ,quattro, dieci bamnini sono intorno a guardare accuratamente . E quando vedono il loro compagno con due centimetri di cerotto sulla fronte  lo guardano con invidia, come un personaggio importante. Il primo, quello della scalfittura alla mano  che è stato tutto intorno a guardare, ora vuole anche lui  due centimetri quadri di cerotto.

Il bambino Mario Musello di Ponticelli, un bambino biondo con grandi  occhi chiari, vedendomi passare  mi ha domandato se potevo togliergli una scarpa perché gli faceva male. Ho pensato a quel tedesco in Polonia  che portava i bambini ad essere ammazzati in un bosco. Un bambino ignaro, di fronte all’ordine di togliersi le scarpe chiede se avesse dovuto togliersi anche le scarpe. Il tedesco disse di sì ed un minuto dopo gli scaricò la pistola nel cranio. Il bambino Mario Musello mi ha fatto capire  di che cosa sono stati capaci di fare i nazisti.

 All’una siamo arrivati a Firenze  e l’Udi ci ha regalato grandi bidoni di latte. I ferrovieri si ammassano intorno al “paese dei bambini”  come se facessero festa ai loro figli. Nella grande stazione c’è freddo. C’è poca gente  e quando partiamo dopo un’ora sono i ferrovieri di Firenze ad agitare i grandi fazzolettini in segno di saluto. D’ora in poi in tutte le stazioni saranno i ferrovieri a farci festa. In Toscana, in Emilia , ad ogni stazione ci coprono di attenzioni.In ogni posto c’è un comitato dell’UDI che si informa dello stato dei bambini.Chi ci offre latte , chi biscotti, tutto per i bambini di Napoli . Sembra che tutta la Toscana, tuttal la Emilia voglia fare qualcosa per  i bambini di Napoli..A Bologna è una festa . Siamo arrivati alle 20,30 con alquanto ritardo  ed a riceverci sono centinaia di persone. Ci sono le madri di Bologna, con grandi  coperte, caffè e latte, grandi autobus ci attendono.Il sindaco Dozza è il primo a dare il benvenuto  ai bambini di Napoli, Abbiamo deciso di fare scendere domattina i bambini perché fa troppo freddo.Il treno è adagiato su un binario. E’ divenuto meta di un pellegrinaggio continuo.Passeremo ancora una notte con tutta questa gente  che vuole stare con i bambini  di Napoli.Domattina il treno partirà per Modena, Trecento bambini cominceranno a Bologna domani una vita nuova.Staranno bene con questa gente. Saranno felici. Lo hanno capito anche loro.

Alberto Jacoviello.

La rilettura del giornale socialcomunista meridionale”La Voce” del 31 gennaio 1947… settantacinque anni fa.

Dalla catalogazione dei giornali del dopoguerra del  fondo Irpinia, MC, Bagnoli Irpino, dell’Archivio Storico Benedetto Petrone

ARCHIVIO STORICO BENEDETTO PETRONE

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Brindisi 18 novembre 2022

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