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Brindisi , 10 settembre 1943

La città  si arrende ai Topi del deserto !…dopo 70

 anni uno squarcio sui misteri dell'arrivo del Re a

 Brindisi

Una ricerca sulle origini della Resistenza a cura di Antonio Camuso

Articolo pubblicato sul Quotidiano di Brindisi  nel settembre 2013

numero speciale n15  per i 10 anni di Pugliantagonista

10 settembre 1943

La città di Brindisi si arrende ai Topi del deserto !….

dopo 70 anni uno squarcio sui misteri dell’arrivo del Re a Brindisi.

A distanza di decenni dalla fine della guerra,  solo negli ultimi anni  gli Alleati ,ed in particolare gli Inglesi, hanno reso accessibili quei documenti top-secret che svelano il ruolo dei servizi segreti  sui condizionamenti che Monarchia e classe politica di allora subirono in nome della spartizione dell’Europa tra i vincitori della II GM. Tra questi documenti ci sono quelli che svelano retroscena sconosciuti  sull’armistizio dell’8 settembre,sull’arrivo del Re a Brindisi e sui cento  giorni in cui essa fu capitale del Regno del Sud.

Gli americani a Salerno e gli inglesi a Taranto

Nei  giorni successivi all’armistizio gli americani sbarcano in forze a Salerno, trovando un’accanita resistenza delle truppe tedesche,  mentre gli inglesi, a cui le sorti della monarchia italiana stanno più a cuore, sbarcano senza colpo ferire a Taranto,onde mettere sotto la propria protezione Vittorio Emanuele III in fuga e barattare la continuità della monarchia sabauda con l’acquiescenza della futura Italia alle mire imperiali inglesi.

Sono navi americane quelle che, scortando i parà della 1° divisione aerotrasportata inglese, attraccano l’8 settembre a Taranto. Da una di esse, l’incrociatore Boise, reduce dalle battaglie del Pacifico, vengono calate sui moli delle strane automobili, irte di mitragliatrici e senza insegne, salvo un astrolabio dipinto sul radiatore.

 

Gli stessi uomini che le prendono in consegna hanno un aspetto inconsueto:non hanno gradi, non si salutano militarescamente, sono circa 80 e si definiscono“l’ Armata Privata di Popski”, dal soprannome del loro comandante ed ideatore di questa particolare unità delle SAS, il belga di origini russe  Vladimir Peniakoff.

 

Questi uomini  sono stati la bestia nera dei soldati italiani e dei tedeschi dell’Afrika Korps in Libia. Con le loro jeep WILLIS “taroccate” hanno attaccato le retrovie  dell’Asse colpendo depositi di munizioni e carburante di Rommel, seminando il terrore e guadagnandosi l’appellativo di “Topi del deserto”.

La mattina del 10 settembre1943, agli uomini di Popski, è dato un compito ancor più importante: accettare formalmente la resa dai comandanti militari dell’Esercito e della Regia Marina della piazzaforte di  Brindisi, comunicarlo al Comando inglese a Taranto , affinché la corvetta Baionetta con il Re a bordo entri in sicurezza e al più presto in città, prima che sia intercettata o affondata dai tedeschi.E’ una corsa contro il tempo, che Popski vincerà anche questa volta. Nel loro tragitto da Taranto a Brindisi , le jeep dei Topi del deserto si fermano solo a Francavilla  Fontana per accettare la resa  dell’’Esercito da un generale, poi l’ingresso a Brindisi dove, nel Castello, sede della Marina, è un ammiraglio ad accettare le clausole dell’armistizio ed ordinare che per le strade della città semideserta si dispieghino bandiere inglesi affiancati al tricolore.

I servizi segreti in azione

Tocca ora ai servizi segreti inglesi ed italiani gestire l’operazione “ sbarco del Re”, Il via libera dato dalle radio delle jeeps di Popski, ricevuto al Comando inglese a Taranto è ritrasmesso dai radiotelegrafisti inglesi del servizio segreto SOE alla Baionetta.

Quell’uomo misterioso sulla Baionetta.

Al seguito del re, c’è un giovane borghese, dai lineamenti delicati che parla l’italiano con un forte accento toscano e a cui piace bere  del buon Chianti ,  ma che ha accesso alla cabina radio della nave.

E’ Richard “Dick” Mallaby ,un agente segreto inglese del SOE paracadutato sul lago di Como nell’agosto del 1943, ma immediatamente catturato dal SIM , il servizio Segreto Militare (l’alter ego monarchico della famigerata fascista  OVRA) e che, invece di esser fucilato, è accolto come la manna caduta dal cielo da Badoglio in cerca di contatti con gli Alleati. “Dick” dalla cella dei servizi segreti è direttamente condotto al Ministero della Guerra a Roma da dove, restituitigli radio e cifrari  contatta gli Alleati, accompagna il generale Castellano a Cassibile, assiste alla firma dell’armistizio, ritorna a Roma e l’8 settembre  insieme a 53 dignitari sale con il Re sulla Baionetta da dove il 10settembre  riceve via radio da Taranto dai suoi colleghi del SOE  l’OK per l’attracco in sicurezza  della Baionetta  a Brindisi, ponendo fine alla rocambolesca fuga del Re.

Lo stesso Mallaby, appena sbarcato con la sua radio ed i cifrari,  è condotto in una torre del Castello Svevo da dove immediatamente si mette in contatto con la base algerina del SOE :

“-Missione compiuta! Il Re è sotto custodia inglese!”_

Poche ore dopo, con l’arrivo in città di un’intera sezione del SOE  e poi degli americani dell’OSS, per la durata dell’intero conflitto, Brindisi diverrà parte integrante di una, sin ora sconosciuta, guerra segreta ai nazisti in tutta l’Europa occupata, al fianco dei movimenti di Resistenza compresa quella Italiana. Una storia che come ANPI ( Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di Brindisi vorremmo far rendere partecipi le giovani generazioni, la cittadinanza e le istituzioni in un cammino ideale che ci porti da oggi, sino al 25 aprile del 2015 a festeggiare il 70esimo della liberazione dell’Italia dal Nazifascismo, a cui anche la nostra città ha contribuito.

 

Antonio Camuso

ARCHIVIO STORICO BENEDETTO PETRONE

 Socio e membro del Comitato Provinciale ANPI Brindisi

 

pubblicato su Pugliantagonista il 10 settembre 2017

  

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