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RESISTENZA AL NAZIFASCISMO /30B

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6) Più forza all'ANPI e alla resistenza

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Benedetto Petrone
 
Genova 2001
 

 

Ylenia
 
 
 

ORGANIZZATE RESISTENZA AGLI SFRATTI , OPPONETE L’AZIONE AUTONOMA DI CLASSE

Agosto 1926

(PARTE SECONDA SPECIALE N 9 PER I 10 ANNI DI PUGLIANTAGONISTA

Premessa.

Le immagini degli occupanti delle case a Cinecittà saliti sui tetti e sgomberati  con la forza , bambini e masserizie al sequito, si sono accavalalte in questi giorni con quelle di altri sfratti e sequestri di immobili utilizzati per scopi sociali , da giovani di cooperative, associazioni , centri sociali , mentre  a far la voce dura contro occupanti”politici o economici”in città come Roma sono proprio quei “soggetti”  giunti alla guida  del Campidoglio grazie alla falsa promessa di rinnovare e rendere democratico il rapporto tra istituzioni e cittadini.  Giravolte  della classe politica, quando giunge al potere . che il popolo italiano ha già provato sulla sua pelle in altri tempi oscuri e che vogliamo ricordare in questo articolo.

 A volte ritornano

“Resistete decisamente a chiunque voglia usare violenza contro di voi, organizzate la resistenza contro gli sfratti per ogni casa e per ogni quartiere,  unite in un solo fascio le vostre forze ed opponetevi decisamente alle espulsioni ed ai sequestri.”

“…OPPONETE L’AZIONE AUTONOMA DI CLASSE!”

Queste frasi non sono state redatte in qualche centro sociale dove anarco-insurrezionalisti ,  punk fuori di testa e vetero-nostalgici dell’Autonomia operaia e del 77, di cui la nostra generazione  nonostante i 40 anni passati non vuol dimenticare… No, i redattori di queste frasi sovverisve , oggi per limiti di età non sono più tra di noi, pericolosi sovversivi anch’essi , ma per un regime fascista  che speravamo fosse stato cancellato dalal Storia ma per  il quale  ancor oggi ,una minoranza  ma pur sempre  troppi, vogliono prendere ad esempio , nel nostro Paese.Sovversivi ai quali invece dovremmo tributare il nostro grazie e per lo meno andare a riscoprire il loro operato.

Parliamo , oggi, di volantini scritti nella lontana estate del 1926,  esattamente 91 anni fa e il cui testo possiamo legggere graqzie al fatto che furono a  suo tempo sequestrati da fascisti e Reali Carabinieri   a Brindisi e nei paesi della provincia, dalle mani di “malintenzionati” giovani  aderenti al clandestino Partito Comunista d’Italia  E’ un testo che ci racconta di un modo di fare agitazione  e propaganda  esemplare, parlando di cose concrete, rivolgendosi ai lavoratori facendoli sentire “la Classe” contro la quale la Classe capitalista, finanziaria, industriale, speculatrice,  agraria,   di volta  in volta , schiera fascisti ,  falsi riformisti  e populisti incantatori di masse come se fossero serpenti di un circo equestre .

Rportiamo integralmente il testo di due volantini: il primo  è di protesta e di agitazione contro una iniqua misura che prese il Governo di Mussolini  nel 1926 a favore dei proprietari di abitazioni e speculatori edilizi, abolendo il sistema vincolistico degli affitti e  quindi anche degli sfratti  ; il secondo contro un altro decreto di quell’anno che imponeva l’aumento dell’orario di lavoro  a nove ore lavorative, onde consentire un maggiore sfruttamento di maestranze e macchinari da parte di quegli industriali che avevano incoraggiato e supportato l’ascesa del Fascismo al potere.

Nonostante  la repressione,  e la persecuzione dei militanti di sinistra e delle loro organizzazioni, anche Mussolini ,un anno dopo la distribuzione di quei volantini del Partito Comunista, fu costretto ad una clamorosa giravolta ed entrambe  le misure se le dovette rimangiare,  per evitare perdita di consenso e rischio di accrescere lo scontro sociale.

 Per chi volesse conoscere la storia dei “sovversivi brindisini” a cui furono sequestrati quei volantini e per i quali furono condannati a diversi anni di carcere invitiamo a leggere il nostro precedente articolo , (parte prima) che troverete qui di seguito  o al link

Oria 8 agosto 1926 .Giovani comunisti francavillesi(BR) arrestati per propaganda sovversiva da Reali Carabinieri e fascisti.

speciale n 8 per i 10 anni di Pugliantagonista

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Volantino n 1

Contro lo sfruttamento degli alloggi

LAVORATORI

Il governo fascista ha abolito ogni limitazione legale agli affitti.Ciò significa il sacrificio della maggioranza della popolazione lavoratrice alla insaziabile voracità dei proprietari.Ancora una volta il fascismo si manifesta l’organo di dominio e di difesa delle classi dominanti , lo strumento di oppressione di sfruttamento dei lavoratori.di tutte le categorie . UN REGIME la cui storia  è tutta una lotta violenta e sanguinosa contro i lavoratori a beneficio degli agrari e degli industriali; un regime dalle mani  macchiate del sangue proletario , che si è reso colpevole delle gesta più selvagge e infami che la storia proletaria ricordi ; un tale regime è coerente  con se stesso  con tutta la sua azione non tenendo conto dellle disperate condizioni economiche in cui vivono oggi operai, contadini ed impiegati abbandonandoli  disarmati ed indifesi all’inaudito sfruttamento padronale.

A cosa sarebbe servito aver fiaccato le forze dei lavoratori, distrutti i gli organismi di difesa , averli incatenati al gioco della spietata oppressione, le classi dominanti non avrebbero la possibilitò di trarre benefici da tale situazione , se non  avessero la libertà di sfruttare a loro piacimento  e gradimento le grandi masse deli lavoratori di ogni categoria?

Tale libertà hanno oggi illimitata i proprietari di casae ed essi  si accingono ad usufruirne.

OPERAI IMPIEGATI CONTADINI!,Il fascimo sin dal suo sorgere ha illuso ed ingannato una gran massa di lavoratori della piccola borghesia facendo credere ad essi che la difesa dei loro interessi  di classe consistesse nel combattere operai e contadini: in realtà i piccoli borghesi che hanno alimentato il fascismo sono stati strumenti ciechi nelle mani della borghesia agraria ed industriale. Dopo aver servito come truppa d’assalto contro il proletariato essi stessi sono divenuti oggetto di più intenso sfruttamento da parte della borghesia distruggendo gli organismi di difesa delle classi lavoratrici  .Oggi la piccola borghesia si trova disarmata ed impotente di fronte alla rapacità del capitalismo.

Una volta di più i fatti dimostrano che gli interessi dei lavoratori di tutte le categorie ,operai contadini e impiegati sono solidali ed un antagonismo insopprimibile esiste soltanto fra essi e la borghesia capitalistica. Il caro vita cresce e i salari e stipendi restano immobili ed ogni caso sono mantenuti in limiti inadeguati alle più elementari necessità di esistenza.Il contrasto si fa più stridente ed acuto e la politica del governo fascista contribuisce ad accentuarlo. La miseria batte alle porte sia dell’operaio che, del contadino e dell’impiegato. Gli uni e gli altri  soffrono tutti i tormenti del disagio economico mentre i profitti capitalistici si accrescono sempre più:in questo stato di cose il governo fascista  dà libertà dio azione allo sfruttamento dei padroni di casa e questi incominciano ad agire con lo spirito della rapina che caratterizza la loro classe, colpendo senza misericordia le già magre risorse dei lavoratori e minacciando senza pietà di cacciare nel lastrico intere famiglie.

Lavoratori delle officine  dei campi e degli uffici voi non potete  e non dovete subire inermi una così iniqua aggressione, voi non potete e non dovete subire un ulteriore aggravamento delle vostre già tristi condizioni di vita

Non lasciatevi dissanguare sino all’esaurimento….

CHIEDETE ED IMPONETE il ristabilimento del regime vincolistico.

Rifiutate ogni aumento dei gli affitti

Resistete decisamente a chiunque voglia usare violenza contro di voi, organizzate la resistenza contro gli sfratti per ogni casa e per ogni quartiere unite in un solo fascio le vostre forze ed opponetevi decisamente alle espulsioni ed ai sequestri.

Nessun aumento degli affiti senza corrispondente aumento dei salari e degli stipendi.

Questa sia la vostra parola d’ordine.

Il Partito comunista d’Italia

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Volantino n 2

Contro le nove ore di lavoro

Lavoratori!

Un nuovo atto di violenza si compie contro di voi ! Nello stesso momento in cui entra in vigore la nuova legge che dichiara reato lo sciopero e vi spoglia di ogni libertà e diritto di difesa contro lo sfruttamento capitalista  quasi a commento e illustrazione di essa si sferra la offensiva  del governo fascista che impone ai lavoratori l’obbligo di un ora di più di lavoro. Nulla meglio di questo poteva dimostrare come lo Stato borghese con i suoi sbirri, i suoi poliziotti isuoi magistrati e i suoi legislatori altro non è che un’arma della lotta di classe contro i lavoratori, ed il governo fascista lo strumento della plutocrazia dominante.

Nessuna demagogia  può nascondere la realtà che balza agli occhi di tutti: il Governo fascista ha sistematicamente favorito e difeso  gli interessi della borghesia sacrificando quelli dei lavoratori  e delle classi medie : si sono soppresse ed alleggerite  le imposte dei capitalisti (abolizione  imposte sull’eredità imposta 15 per cento sui titoli  e sui dividendi, ecc) mentre si sono aggravate quelle destinate ai lavoratori (imposta sui salari sui consumi, ecc)l’imposta obbligatoria sui sindacatialtro non è  che è in sostanza un’altra imposta.Si sono concesse facilitazioni di ogni genere  alla borghesia industriale mentre  si è invece confiscato il patrimonio di cooperative e di altre organizzazioni operaie. Si è concesso il più largo protezionismo alla borghesia industriale , si lasciano invece   salire liberamente i prezzi a danno dei lavoratori  . Si è concesso il dazio sul grano sul quale gli agrari si arricchiscono, si son lasciati aumentare il prezzo del pane e del costo generale della vita , aumentando la miseria  delle classi soggette.Si consente la progressiva svalutazioen della moneta  che arricchisce gli industriali , si impone un maggior sfruttamento dei lavoratori , impedendo l’aumento adeguato dei salari , aumentando le ore dei lavoro  e consentendo  ad una diminuzione del salario reale ed alla espropriazione  dei ceti medi.

Operai, contadini ed impiegati!

La crisi economica che ha determinato gli ultimi provvedimenti governativi è conseguente non soltanto delle contraddizioni materiali del regime capitalista, ma anche del fallimento della politica economica del governo fascista: le classi lavoratrici che consumavano già meno di quanto è necessario per vivere e sono perciò in stato permanenete  di semi affamamento dovrebbero ora scontare e subire le disastrose conseguenze dei vaneggiamenti e delle smanie imperialiste della plutocrazia dominante.

L’aumento della giornata lavorativa in momento di crisi, in un momento cioè in cui si licenziano gli operai e si riducono le giornate di lavoro, non pà  avere altro effetto che una maggior disoccupazione dalla quale i capitalisti si servirannpo per imporre successivamente un’ulteriore diminuzione dei salari. Così gli impiegati dovranno lavorare di pù e in seguito consentire il licenziamento di un decimo di loro.

Accettare oggi la NONA ORA, di lavoro significa …esporre se stessi ed i propri compagni al licenziamento  di domani e la  riduzione dei salari significa aggravare  la minaccia della miseria che già incombe sulle classi lavoratrici e mina la loro stessa  esistenza.

La sistuazione inoltre si aggrava per le maggiori difficoltà della emigrazione che farà rientrare molti lavoratori già emigrati e per le cattive previsioni sul raccolto che farà salire il prezzo del pane ed i prezzi di prima necessità.

Lavoratori!

Il regime capitalista non puà più dare ai lavoratori  che la miseria  affamatrice ed il massacro di una nuova guerra: mentre il marchio profondo di una società in decomposizione affiora alla superficie col dilagare della criminalità e delle degenerazioni di ogni genere e della speculazione più sfrenata.

Non ci è altra  salvezza  per le classi lavoratrici che la ripresa attiva della lotta di classe  contro la plutocrazia sfruttatrice. Se le difficoltà da superare e i sacrifici da compiere sono gravi , anche più gravi sono i pericoli per centinaia di migliaia di lavoratori.

ALLA LEGGE SCHIAVISTA DEL FASCISMO OPPONETE LA AZIONE AUTONOMA DI CLASSE

CONTRO I SINDACATI FASCISTI DI STATO RAFFORZATE I SINDACATI DI CLASSE!

RIFIUTATE OGNI CONTRIBUTO  FORZATO AI SINDACATI FASCISTI!

La nona ora di lavoro non può essere accettata dai lavoratori senza esporre se stessi , i propri compagni  e le proprie famiglie allla minaccia di maggiore miseria  . Una sola sia la parola d’ordine:

NON UN’ORA DI PIU!

NON UN SOLDO DI MENO DI SALARIO!

SALARI ADEGUATI AL COSTO DELLA VITA!

Nei COMITATI DI UNITA’ PROLETARIA , espressione delle masse lavoratrici e da esse direttamtne nominati , realizzate il fronte unico di classe! In essi raccogliete in un solo fascio tutte le energie proletarie per la ripresa della lotta: da essi ripartirà la riscossa proletaria.

IL PARTITO COMUNISTA D’ITALIA

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 Parte prima

 

Oria 8 agosto 1926 .Giovani comunisti francavillesi arrestati per propaganda sovversiva da Reali Carabinieri e fascisti.

Storie di antifascismo brindisino

…Resistete decisamente a chiunque voglia usare violenza contro di voi, organizzate la resistenza contro gli sfratti per ogni casa e per ogni quartiere unite in un solo fascio le vostre forze ed opponetevi decisamente alle espulsioni ed ai sequestri.

ALLe leggi fasciste opponete  l’ AZIONE AUTONOMA DI CLASSE!...

Quando il regime arrestava chi chiedeva il blocco degli affitti e la riduzione dell’orario di lavoro

Oria:  Gazzetta  di Puglia (Corriere delle Puglie) 11 agosto 1926  –Cronaca della Terra d’Otranto (  Archivio Storico Benedetto Petrone- fondo Antonio Camuso  M.)

 

Oria 10 agosto 1926( dal corrispondente locale)

 

Da qualche giorno per tramite del locale comando dei Reali  Carabinieri RR CC. , questo segretario politico del Fascio signor Greco Francesco, aveva appreso che  elementi sovversivi sarebbero venuti dalla vicina Francavilla Fontana, per diffondere dei manifestini ostili al Governo Nazionale. Il signor Greco iniziava prontamente minuziose indagini  per acciuffare i malviventi e coadiuvato dalle guardie campestri Durantini Francesco, Longo Cosimo, Mazza Francesco e Ribezzo Francesco, tutti fascisti, diresse una rigorosa sorveglianza nei pressi della via  Oria-Francavilla Fontana.

Difatti domenica 8 agosto 1926 alle 17.30 procedettero all’arresto di due giovani , certi Pentassuglia Giovanni e Lupo Pietro, entrambi di Francavilla Fontana, donde venivano in bicicletta. Perquisiti  furono trovati in possesso  di un buon centinaio di manifestini provenienti dal Partito Comunista Italiano, in cui si inneggiava alla rivoluzione e si imprecava contro il Governo Nazionale e l’operato del venerato Duce del Fascismo. I malcapitati furono prontamente condotti in carcere.

Questo sterile  e vano tentativo, in Oria  oggi tutta fascista, sarebbe stato una vox clamantis in deserto.

Che invece qualcuno ad Oria si opponesse al Fascismo lo conferma lo stesso rapporto dei carabinieri del luogo che qualche giorno dopo denunciano un lancio di identici manifestini nella notte del 13 agosto 1926, per le strade di Oria.  A questa azione seguiva  la perquisizione dell’abitazione in Oria di Pasquale Galiano, originario anche lui di Francavilla Fontana, contadino, fino ad allora ritenuto di fede socialista,  ove venivano rinvenuti altri manifestini identici a quelli sequestrati ai due francavillesi.  I tre arrestati e  deferiti dinanzi al Tribunale speciale , dopo un anno di reclusione furono condannati a diversi anni di carcere.  Solo dopo la caduta del Fascismo, con l’apertura degli archivi dell’OVRA, si scoprirà cher quel Pietro Lupo arrestato quell’8 agosto era stato  nel libro paga della Polizia segreta Fascista . Non sappiamo se già lo fosse in quel lontano agosto 1926 o fu in seguito arruolato come delatore ed infiltrato durante il suo periodo in carcere o in un successivo  periodo di confino a cui fu condannato per altri fatti. In ogni caso l’opera dei delatori fu decisiva nello stroncare ripetutamente i tentativi di riorganizzazione del Partito Comunista  a Brindisi e nella Provincia  e come  arresti econfino furono irrorati a decine di attivisti di sinistra brindisini sino alla fine degli anni 30 e alle soglie del  secondo conflitto mondiale, segno evidente di una fede inattaccabile ed una coraggiosa adesione alle idde socialiste di tanti proletari della provincia di Brindisi.Sì perché di proletari dobbiamo parlare degli aderenti  al Partito Comunista clandestino  a Brindisi, lo confermano le statistiche desumibili dei fogli matricolari degli arrestati, denunciati, confinati, che possiamo leggere nel catalogo della Mostra Sovversivi 1900-1943 (a Brindisi)  pubblicato quest’anno a cura dell’ANPI di Brindisi e dell’Archivio di Stato di Brindisi.

….VOLANTINI INCITANTI  LA DISOBBEDIENZA DELLE LEGGI  E L’ODIO TRA LE CLASSI…

In questi termini ne parla il Prefetto di Brindisi  relazionando di questi ed altri fatti identici avvvenuti nel capoluogo, mentre la cronaca della Gazzetta di Puglia in nostro possesso dice che  in essi “si inneggiava alla Rivoluzione e si imprecava contro il Governo Nazionale e l’operato del venerato Duce del Fascismo”. La lettura più attenta di quei pericolosi scritti, ci consente di affermare che la falsificazione e la mistificazione nei tempi del Regime era di casa  tra pennivendoli e rappresentanti delle istituzioni , pur di screditare l’opera degli oppositori al Fascismo.

Di ben e più concrete cose parlavano quei volantini che si rivolgevano ai lavoratori affinchè respingessero con l’azione diretta ed autorganizzata le misure che il Fascismo in quei primi mesi del  1926 aveva varato.

Lo sciopero considerato reato, l’orario di lavoro giornaliero portato da 8 a nove ore, imposta obbligatoria per l’iscrizione, anch’essa obbligatoria, ai sindacati fascisti, ma anche  liberalizzazione del mercato degli affitti, che in tempi di salari da fame e famiglie composte anche da più di 10 persone, voleva mettere il cappio ai più indigenti.Manovre che erano il ringraziamento da parte del Partito Fascista a quei settori della borghesia capitalista che lo avevano supportato nella sua rapida e violenta ascesa: proprietari del patrimonio finaziario ed  immobiliare e industriali desiderosi di sfruttare al meglio macchinari ed operai E’ contro queste manovre che i volantini dei giovani comunisti Francavillesi ed oritani, ma anche della stessa città di Brindisi, cercano di distribuire.

 Volantini che incitano all’Unità di Classe, ad autorganizzarsi per respingere sfratti e soprusi provenienti da quel Regio decreto del 6 maggio 1926 n° 743 che dà mano libera agli ingordi proprietari e alla polizia contro inquilini in difficoltà economiche  ed incapaci di sopportare ulteriori aumenti delle pigioni. Quanto quelle parole d’ordini lanciate in quei volantini a firma del Partito Comunista d’Italia fossero giuste e pericolose, se ne dovette accorgere alla fine lo stesso Mussolini ed i diversi Prefetti preoccupati  per la tenuta dell’ordine pubblico e caduta di consenso verso il regime a causa di un crescente malumore non solo tra operai e contadini, ma anche in quella classe impiegatizia e piccolo borghese già in grave difficoltà economica. Non si dovette attendere che un anno e quella legge fu stravolta da un altro decreto come lo confermano anche altri giornali e documenti in possesso dell’Archivio Storico Benedetto Petrone. Quanto il problema abitativo divenisse poi una fissa del regime, beh!, su questo dovremo scrivere, avendone il tempo un bel po’, ma vogliamo ricordare le tante borgate, vere e proprie topaie ,  nate alla periferia di città come Roma, dove furono trasferiti in maniera coatta gli abitanti delle zone della Capitale destinate a VIE DELL’IMPERO, o quartieri per la Roma fascista ed imperiale come l’EUR.

La stessa legge che istituiva l’aumento dell’orario di lavoro fu anch’essa ben presto modificata riportando lo stesso alle 8  ore precedenti , ma istituendo quel sabato fascista che divenne un'altra forma di espropriazione del tempo e del cervello delle generazioni che vissero il Ventennio. Ben presto giungerà la guerra, quella guerra che con rara preveggenza si annunciava  su quei volantini del PcdI nel 1926, ed allora salari e orari saranno militarizzati, salvo poi con gli scioperi del marzo del 1943 e poi quelli ripetuti del 1944, nelle città del Nord occupate dai Nazi-fascisti, la protesta operaia farà impallidire Mussolini e sbavare di rabbia lo stesso Hitler: mai nessuna città dell’Europa sotto il tallone nazista aveva mai osato organizzare scioperi generali e bloccare la produzione industriale militarizzata. La risposta contro organizzatori e scioperanti  fu immediata e molti di essi, deportati, morirono nei campi di concentramento.

Tra essi, a condividere questa tragica sorte , anche l’operaio, comunista e organizzatore sindacale, Umberto Chionna , originario di Brindisi ed anch’esso con un passato tra quei giovani che tra gli anni 20 e trenta mantennero in piedi il Partito Comunista clandestino nella nostra città. Della sua storia  potrete leggere nel catalogo della Mostra sovversivi, che invitiamo ad acquistare contattando l’ANPI di Brindisi o, l’Archivio di Stato di Brindisi o tramite le mail anche di questo sito.

FINE PARTE PRIMA

ANTONIO CAMUSO

ARCHIVIO STORICO BENEDETTO PETRONE

BRINDISI 8 AGOSTO 2017, novantuno anni dopo, per non dimenticare

 

 

Articolo a cura dell’Archivio Storico Benedetto Petrone

  Numero speciale n°8  per i 10 anni di Pugliantagonista

Brindisi 8 agosto  2017, novantuno anni dopo , per non dimenticare

 

 

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