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Il Re è nudo!!! …facciamo chiarezza sulla polemica Italia-NATO sui voli USA.
(parte prima)
di Antonio Camuso
Premessa Lo scambio polemico tra il Segretario della NATO Rutte e il governo italiano sulle sue dichiarazioni inerenti il ruolo avuto dai paesi NATO, compresa l’Italia, nel supportare logisticamente le operazioni belliche USA contro l’IRAN, la “Epic Fury”, concedendo l’uso di basi aeree nazionali e l’assistenza durante il sorvolo nel nello spazio nazionale, ha messo in luce le tante contraddizioni in politica estera del nostro Paese, ma anche la zona grigia su trattati eredi della Guerra Fredda e sui quali vige ancora il segreto. I governi di centro destra e centro sinistra che si sono alternati nella Seconda Repubblica non hanno mai cercato di rendere pubblici quei trattati ponendo seri dubbi sul rispetto dei principi della nostra Costituzione. Entrando nel merito della polemica Rutte /Crosetto-Meloni, il contendere, si può sintetizzare nella ricerca della risposta alle seguenti domande: “- l’aver dato, l’Italia, l’OK al transito, al rifornimento, all’assistenza di un fuoriordinario, massiccio ponte aereo e traffico di velivoli USA con e senza pilota in occasione della guerra scatenata da USA e Israele contro l’IRAN, senza aver consultato il Parlamento, è stata in linea con il rispetto dei principi costituzionali? Ovvero quei 5000 voli USA cui i paesi NATO hanno permesso l’uso delle basi nazionali in quell’occasione, Italia compresa, (come affermato, di fatto, dal segretario NATO, Rutte) nella quota parte di 500, può configurarsi come un aiuto diretto, un sostegno miltare e quindi politico, alla guerra illegale di Trump contro l’Iran, o ha ragione il governo italiano nel minimizzare, negando tale coinvolgimento nazionale, essendo i voli autorizzati di solo carattere logistico e in rispetto di trattati bilaterali Italia-USA ?”. Carneade chi era costui?Don Abbondio, poco prima di incontrare i bravi di don Rodrigo, si chiedeva meditabondo chi potesse essere questo Carneade di cui aveva letto poco prima in un suo libricino. Una domanda legittima per un poco erudito parroco di paese in un’Italia al 99% analfabeta, ben diversa è la situazione di coloro che ricoprono incarichi parlamentari e di governo di lunga data, e tra essi anche gli esponenti della opposizione, che in quest’occasione non hanno saputo affondare il dito nella piaga aperta dalle dichiarazioni del segretario NATO, non sapendo dare come Don Abbondio, una risposta al quesito, “La Logistica militare è da considerarsi uno strumento ausiliario alle operazioni belliche/conflitto/guerra/scontro militare o invece un complesso di processi che coinvolgono strutture, mezzi, uomini materiali nella accezione definita guerra?” La posizione del
governo Italiano è stata granitica: “-quelli
partiti dalle basi aeree nazionali sono stati voli non cinetici, ovvero
che non hanno portato azioni dirette contro l’Iran, in pratica non hanno
sganciato loro le bombe che pur sì trasportavano, ma che invece erano
dirette alle basi USA, Israele e loro alleati o che rifornivano in volo
altri aerei sulla cui missione noi non eravamo ufficialmente a conoscenza
e quando lo abbiamo saputo, abbiamo opposto il nostro divieto…”-.
Lo stesso Crosetto stizzito dalle parole di un Rutte recalcitrante a scusarsi e dal vespaio innescato da media e opposizioni, si è addirittura sbilanciato, nell’assicurare di esser pronto a dimostrare volo per volo la correttezza e il rispetto dei trattati (segreti) con gli USA e la piena applicazione dei principi costituzionali. Incredibilmente, le forze di opposizione invece di cogliere al balzo quest’occasione unica della disponibilità di un ministro della Difesa Italiano di aprire una fase di glasnotz sui famosi trattati Italia –USA, hanno preferito glissare su un “venga Meloni a riferire in Parlamento!”, equivalente a un “-noi, forze di centro sinistra siamo più atlantisti del centrodestra e non vorremmo essere accusati lle prossime elezioni di voler minare la quasi secolare amicizia e alleanza militare con gli USA! Quindi non ci interessa entrare nei dettagli dei voli, né a contestare trattati firmati in piena Guerra Fredda, da governi ostili alle forze di sinistra e che contemplavano addirittura l’intervento armato di strutture paramilitari come la Gladio contro le sinistre se in Italia avessero preso il potere con le elezioni...-“ La Logistica Militare , è o non è parte della guerra? Questo è il problema…Parafrasando Amleto, intorno a questo quesito si accentra un problema di estema importanza e la cui interpretazione in particolari situazioni potrebbe essere il casus belli per una catastrofica e apocalittica guerra mondiale nucleare.Un esempio è la ricorrente accusa della Russia del coinvolgimento diretto da parte della NATO nella guerra Russia –Ucraina, poiche quest’ultima è rifornita dai paesi NATO con armi prodotte da questi ultimi e transitanti attraverso il sistema logistico militare e civile NATO. Se non vi è stata sinora l’escalation dello scontro Russia-NATO è solo grazie alla mutua minaccia nucleare, cosa che non può in futuro allontanare questo tragico scenario. Quanto segue , potrebbe sembrare un’inutile sofisma ma in realtà è un elemento di chiarimento su ciò che potrebbe certificare il coinvolgimento oggettivo, se pur non direttamente dichiarato da un Paese , come l’Italia , in guerre scatenate da terzi e cui gli si concede supporto logistico militare. La Logistica militare, moltiplicatore di potenza nella guerra moderna.Nel 1999, a Washington, nel 50enario della Alleanza Atalantica,fu enunciato il nuovo concetto strategico della NATO. Si festeggiava la vittoriosa guerra contro la Serbia, e il monopolio della stessa NATO quale unica superAlleanza militare capace di intervenire e gestire in qualsiasi parte del Globo , crisi di carattere internazionale. Sino ad allora il concetto di cosa fosse la logistica militare agli effetti “tecnico-politico.giuridico-amministrativi”, era demandato all’interpretazione di ogni singolo Stato, che a sua volta, determinandone l’importanza stabiliva come e quanto della propria logistica, fosse messa a disposizione degli alleati, NATO , USA, ecc. In sostanza sino al 1999 ogni paese NATO ne aveva un concetto a sé e gran parte dei paesi ritenevano la logistica militare , una sorta di dependence dello strumento militare, avente funzione ausiliaria e occupante uno spazio marginale in esso. Tra i Paesi che abbracciavano questa interpretazione vi era l’Italia che con la sigla, in piena Guerra Fredda di trattati segreti con gli Stati Uniti, aveva concesso loro l’uso di parti significative del proprio territorio, praticamente a occhi chiusi (ovvero :”-se fate qualcosa di sporco , non fatecelo sapere ufficialmente”). Trattati Italia-USA rinsaldati negli anni 60, in piena corsa al riarmo atomico, e ripagati con lo status dell’Italia a paese pseudo-atomico con l’installazione dei missili , a doppia chiave USA-Italia, a testata a idrogeno. gli Jupiter, in Puglia e che poi furono merce di scambio nella crisi di Cuba . Nel 1999, a Washington, in un clima di esaltazione collettiva, si ponevano le basi alla nuova super NATO, varando programmi avveniristici riguardanti la robotica (droni) , il controllo dello spazio e del cyberspazio, dell’alta tecnologia, e si gettavano le basi a quella, che oltre ad essere una migliore standardizzazione di armamenti e componentistica, anche di procedure e di linguaggio appplicato all’intero impianto gestionale e concettuale della NATO e tra essi era accettato il concetto più “militarmente estensivo” degli Stati Uniti sulla logistica. La Logistica, o meglio il concetto della logistica e la sua importanza per l’efficienza delal superNATO, fu un punto ampiamente discusso e confrontato “on de job training” negli anni a venire. Grazie alle lezioni della guerra del Golfo del 1991 , resa possibile da un’ elefantiaca logistica civile /militare che era stata capace di spostare da ogni parte del mondo ben 700.000 militari e poi, via via ,l’Afghanistan, ove Russia e Ucraina avevano affittato alla Nato la loro logistica e aperto i cieli, e ancora la seconda guerra in Iraq e via dicendo , il concetto di logistica militare nella NATO è stato uniformato a quello degli USA-Pentagono: “-La logistica militare nella guerra moderna , non è un suo elemento ausiliario, bensì un moltiplicatore di potenza del conflitto e la sua efficienza, quella delle infrastrutture , degli uomini, della manutenzione, della produzione di armamenti e tecnologie, ha un valore addirittura preminente rispetto la “parte operativa” poiché senza di essa il conflitto moderno è inattuabile, non potendo neanche lo Stato militarmente più forte (USA) o la coalizione più forte al mondo(NATO) esser sicuri di raggiungere gli obiettivi prefissi scatenando o intervenendo in una guerra.” In questi ventisei anni che ci separano da quella
lontana estate del 1999 del 50esimo NATO , i massimi livelli militari e
politici NATO , tra le tante cose firmate e accettate unanimemente è stata
la condivisione di questo concetto imposto dagli Stati Uniti, e tra gli
alti vertici militari e politici firmatari , anche quelli italiani dei
diversi governi di centro-sinistra e centrodestra.
Quando alcuni giorni fa, (giugno 2026) Rutte, quale segretario della NATO ha evidenziato il valore del sostegno militare dato dai paesi NATO agli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran, con migliaia di voli assistiti, riforniti, manutenuti partiti o in transito dalle basi Europee messe a disposizione dai diversi Stato, non ha fatto altro che ribadire un dato oggettivamente reale, esprimendosi secondo il linguaggio non del singolo politico, bensì quello standardizzato NATO: “-l’apporto alla logistica militare dell’operazione Epic Fury da parte dei paesi europei è stato significativo!”- smentendo le lamentele di Trump. Quello che ha fatto Rutte è stato esprimersi nella lingua e nei termini standardizzati NATO imposti dagli USA in questi ultimi 20 anni . Un linguaggio totalmente sovrapponibile a quello del Pentagono, sul concetto di aiuto logistico militare in una operazione bellica, e cui Rutte ha portato a riscontro una inappuntabile contabilità. Le reazioni scomposte da esponenti del governo italiano, stranamente non hanno trovato identica reazione negli altri governi NATO. Come mai? Sensibilità costituzionali? Strano, la costituzione della Germania è più pacifista di quella italiana eppure non vi è stata levata di scudi dal governo tedesco contro il segretario NATO Rutte! Eppure se si va a fondo sulla disamina di quei 5000 voli, forse dalla Germania ne sono partiti ben più che dall’Italia! La Schengen militare.Ancor oggi 29 giugno 2026, il nostro ministro degli Esteri ha ribadito sulla inopportunità delle dichiarazioni del segretario della NATO che, a suo dire, hanno fornito una errata interpretazione del ruolo e del significato del sostegno logistico concesso dall’Italia agli USA, nell’Epic Fury. Il nostro ministro degli Esteri ha ancor oggi continuato a ribadire che collaborare alla logistica militare di una guerra scatenata da un Paese amico e alleato, come gli USA, non significa averla politicamente e militarmente e quindi coinvolgimento italiano non vi è stato nell’Epic Fury . Insomma la logistica non ha niente a che fare con la guerra…
Paradossalmente pochi giorni fa le commissioni Difesa e Trasporti dell’Unione Europea approvavano l’accellerazione del piano della Schengen militare, ovvero la creazione di una super Infrastruttura Logistica Militare sovranazionale in un quadro Europeo coivolgente anche paesi extra UE entro il 2027 e , ben prima dell’iniziale proposta del 2030. Una sorta di libertà di passaggio per eserciti e armi in preparazione di un previsto futuro scontro con la Russia e per interventi futuri verso il Sud del Mondo. Una creazione di una super Logistica militare , quale pilastro fondante di un futuro Sistema di difesa/bellico Europeo e dove il diritto degli eserciti e dei trafficanti di armi avrà preminenza sulle barriere politiche e geografiche degli stati nazionali e i loro Parlamenti e le loro Costituzioni. Un riconoscimento a tutti gli effetti della superiorità e preminenza della Logistica nell’arte militare moderna affermata e siglata con questa Schengen militare europea che mette in luce l’atteggiamento schizofrenico di governanti e politici di casa nostra. Il governo italiano mentre fa l’offeso contro Rutte , prendendo la distanza dal concetto NATO della logistica militare, e negando l’aver aiutato gli USA oggettivamente nella guerra illegale contro l’Iran, le stesse forze politiche di maggioranza votando la Schengen militare , certificando che la logistica militare è cardine e prima donna della guerra odierna e futura, e che ogni porto, ogni aeroporto, ogni ferrovia messa a disposizione degli eserciti europei e non , ha valore militare e politico più di cento o mille carri armati, ecc. NB: Questo voto unanime sulla Schengen militare , in Commissione europea ha visto uniti appassionatamente tutti gli schieramenti , un voto trasversale che ha visto per esempio gli esponenti del gruppo socialisti e democratici europei accettarla in todo, con la postilla dell’inserimento di …”clausole di salvaguardia dei diritti economici e sindacali dei lavoratori civili (ferrovieri, lavoratori di aeroporti o porti, ecc) che sarebbero sottoposti a forme di militarizzazione in caso di attivazione delle procedure di emergenza (EMERS) per esigenze di carattere bellico dello o degli Stati richiedenti l’utilizzo della infrastruttura logistica nazionale.
Nella seconda parte spiegherò: a) come condurre un analisi statistica e di merito sul coinvolgimento italiano nella Epic Fury , b)perché i partiti di opposizione italiani non chiedono a Crosetto di portare in aula , quello che ha promesso, ovvero l’analisi di ogni volo militare , USA, durante la Epic Fury, assistitito e utilizzante le basi o lo spazio aereo di competenza del controllo del traffico aereo italiano.
Antonio Camuso, ricercatore blogger, exdipendente del settore della Sicurezza al Volo, studioso di questioni militari, autore di diverse inchieste su stragi aeree, sui danni dell’Uranio Impoverito e sulla strage della Kater I Rades.Brindisi , 29 giugno 2026
dello stesso autore :il piano Schengen militare, ovvero le infrastrutture e i popoli d’Europa
al servizio delle immanenti guerre future .(parte prima)
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