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ARCHIVIO STORICO
BENEDETTO PETRONE/PUGLIANTAGONISTA.IT
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ANNUARIO

pagine dell'annuario dell'archivio 1918-1945 

il 1932/1

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1928

Irpinia ribelle/19

 

 Agosto 1932, la società A.S. Brindisi calcio, 94 anni fa nei giornali nazionali.

"Brindisi è in pieno fervore d'attività calcistica malgrado Io scioglimento della gloriosa Unione Sportiva

Nonostante il caldo di questa torrida estate 2026 , l’Archivio Storico Benedetto Petrone-APS   ed il sottoscritto ,abbiamo hanno proseguito il lavoro a noi affidato  di catalogazione dell’emeroteca del fondo Marisa Cione/Bagnoli Irpino consistente ad un migliaio di giornali risalenti al Ventennio. Tra le pagine ingiallite di quei giornali una in particolare ha attirato la mia attenzione, ove appariva  l’articolo dedicato alla società del Brindisi Calcio pubblicata sul giornale a tiratura nazione”Il Giornale d’Italia”, in data  12 agosto 1932.

Un’ inchiesta condotta dalla redazione sportiva del quotidiano “Il Giornale d’Italia” sulle squadre di calcio dell’Italia centro-meridionale , compresa la A.S.Brindisi calcio, exU.S. Brindisina.

Delle vicende  di quella squadra in quegli anni , possiamo tratteggiare una piccola premessa grazie  al seguente documento  presente nei nostri fondi:

“Archivio Storico Benedetto Petrone-APS, fondo Camuso: “Dario Amodio-Brindisi a Pedate,Grafischena –Fasano,  vol 2, 19/2/67”

  

Il 1932 , “terribilis annus”.

Paradossalmente  il 1932, lo si potrebbe definire l’anno peggiore delle travagliate vicende  della squadra di football  brindisina,  eppure la cronaca delll’inviato speciale Franco Trandafilo, preannunciava ottimisticamente una  squadra  degna i una citttà dalle ottime potenzialità  nel campo del gioco del football.

Premettiamo  che il 1932 fu l’anno del Decennale,  in cui il Regime fascista  pienamente consolidato volle porre in risalto la sua opera di rinnovamento della società italiana nel campo  sociale, culturale e, innanzitutto, sportivo, sostenendo le attività agonistiche su tutto il territorio nazionale, compreso il profondo Sud.

L’A.S. Brindisi  ( ex US Brindisina) che aveva giocato il campionato di 1° divisione Nazionale del 1930-31,  subendo pesanti sconfitte, non era riuscita  a risolvere i problemi finanaziari che da sempre la angustivano a partire dallo scarso tesseramento societario. Una situzione che nel 1932 portò alla  dichiarazione di fallimento e relativo scioglimento, ma che permise l’anno successivo a farla risorgere pur sotto la tutela dell’organizzazione sportiva del partito fascista, col nome di Unione Sportiva Fascista. A dare una mano nel far risorgere il calcio brindisino fu  l’avvenimento dell’anno: l’inaugurazione del monumento al Marinaio il 4 novembre 1933 alla presenza di SM il Re Vittorio Emanuele III , la corte reale e le più alte rappresentanze del Partito Fascista a partire dell’on Starace segretario generale del PNF. Quest’ultimo  aveva patrocinato la costruzione del campo sportivo del Littorio, nel rione Casale, con il sostanzioso contributo finanziario del podestà Serafino Giannelli. Un campo inaugurato il 27 ottobre 1929 con grande partecipazione di autorità e pubblico, ma come tante opere di regime , in cui l’importante era posare la prima pietra per motivi pubblicitari, come narra il cronista , nell’agosto del 1932, mancava ancora dei bagni e delle docce per gli atleti. Una situazione quindi ben poco diversa dalla precedente, quando i giocatori dell’US Brindisina dovevano utilizare come spogliatoi i locali della scuola marinara, situata accanto all’Hotel internazionale, per poi essere traghettati in barca,  dalla banchina Montenegro anche in pieno inverno , in maglietta e mutande, coprendosi con una coperta o un capportto, per raggiungere il campo dell’Aviazione al rione Casale. Nonostante ciò come conferma il cronista  il calcio era lo sport più popolare e  praticato in città  e che vide nel solo successivo 1933 sfidarsi ben sei squadre locali: Pro –Dalmazia. Mussolini, Albergo e Mensa, ASAC, Orientale, Pro-Italia

Il Brindisi calcio dei giornali dell’epoca

(Archivio Storico Benedetto Petrone-APS, sezione Irpinia , fondo Marisa Cione/Bagnoli Irpino. , sottosezione Emeroteca, Giornale d’Italia 12 gosto 1932 pag  7 , lo sport)”

 

"La nostra inchiesta sul gioco del calcio dell'Italia centro-meridionale

Brindisi è in pieno fervore d'attività calcistica malgrado Io scioglimento della gloriosa Unione Sportiva"

Dal nostro inviato  speciale

 

BRINDISI, agosto, 1932— Questa antichissima città pugliese che, fin dai tempi dei romani ebbe primaria importanza per il suo porto ben riparato e comodo per la navigazione verso l'Oriente e verso l'Africa,proprio a causa del suo movimento marittimo non ha tardato, molto ad entrare nel novero delle città sportive italiane, anzi è stata fra le prime città del litorale adriatico che dalle squadre calcistiche delle navi da guerra abbia cominciato ad apprendere e ad appassionarsi al gioco della palla rotonda.

Ha fatto tesoro delle prima esibizioni, ha cercato di migliorare, di progredire e di accrescere le fila di volenterosi giocatori finché si è arrivati aila costituzione dell'Unione Sportiva Brindisina, che per molti anni ha rappresentato degnamente le forze vive dello sport locale che ha partecipato con varia fortuna, ma sempre con inesauribile entusiasmo, ai campionati di calcio fino a concludere la sua attività, l'anno scorso, con la partecipazione al campionato di prima divisione.

Si tratta di vera e propria conclusione, perchè la Brindisina, ora, come organismo a sé stante non è più che un ricordo. Con provvedimento del segretario federale questa vecchia associazione, che aveva servito con purezza di fini la causa dello sport, è stata sciolta e di essa non si parlerà più se non quando si potrà essere certi di darle una struttura finanziaria salda e sicura. Il provvedimento energico e opportuno dei Segretario federale, comm.Magnozza, ha avuto ragion d'essere per il crescente disavanzo finanziario che aveva minato sensibilmente la solidità dell'Unione sportiva e le situazioni di questo genere, quando non è possibile provvedere con una buona ondata di biglietti da mille lire, vanno risolte a questa maniera.

Lo sport brindisino, per questo, non viene a perdere nulla della sua efficienza, non vengono affatto attutite le sue possibilità di sviluppo perchè contemporaneamente allo scioglimento dell’US Brindisi il  comm. Magnozza si è preoccupato di salvare l'unica parte attiva di essa, quella sportiva, affidandola al Fascio Giovanile di Combattimento, dando, anzi, ad esso un  maggiore carattere sportivo e facendolo succedere senz'altro alla Brindisina.

Così il Fascio Giovanile, che già aveva una squadra di calcio e che ora verrà rinforzata con gli elementi provenienti dall'U. S., potrà prendere parte al campionato del prossimo anno, mentre le autorità fasciste locali provvederanno a quella necessaria; ma più contenuta,
base finanziaria che è essenziale ai fini degli spostamenti della squadra.

Per altri motivi non occorrono soldi, perchè le squadre brindisine sono formate esclusivamente con elementi locali e di questi molti anche di valore.

 La squadra che attualmente è in efficienza, è formata da: Martinelli, che come portiere giocò anche con il Lecce; da Tedesco e Scivales,come terzini; da Argentieri, Di  Gioia e Martiradonna, come mediani e da Piliego, Borsetti, De Giorgio, Livera e Pennetta come attaccanti.

 Questa squadra, che recentemente ha sostenuto vari incontri con le formazioni
della Marina, dell’Aviazione, del  G. Tosi di Taranto e del Lecce, ha dimostrato di poter appagare i desideri delia sportivissima cittadina brindisina e lascia sperare che ancora di più potrà fare in avvenire.

Del resto Brindisi, che ha una vera folla di giovani che agli sport si sono dedicati al calcio, senza vere pretese di conquista o di altro, può aspirare benissimo a divenire un centro calcistico davvero di primo ordine, anche se a questo risultato si potrà giungere con
qualche anno di ritardo.

Necessita, infatti non abbandonare quella larga parte della popolazione sportiva praticante ch'è costituita da operai e da lavoratori di qualsiasi categoria; più che alle conquiste del campionato sarà più proficuo pensare a questi veri dilettanti dello sport, a questi giovani che nel gioco dei calcio già trovano ora, e troveranno di più domani, le giuste soddisfazioni alla loro immensa passione.

Gli sforzi sono tesi proprio ad ottenere su larghissima base lo sviluppo del gioco dei calcio, mentre accontentare la parte « tifosa » della cittadinanza una squadra ben preparata parteciperà al prossimo campionato di prima o di seconda divisione.

Più nulla, poi, qui manca, il campo sportivo del Littorio, che è stato costruito in contrada Casale, ha una capacità di diecimila posti; è completamente cintato all'esterno e la prescritta rete metallica cinge il rettangolo di gioco; Intorno vi sono ampie tribune, di cui la centrale
anche coperta.

 Ora è stato fatto l’impianto dell'acqua e fra non molto,sotto le tribune, saranno installate le docce e i bagni per gli atleti, è un complesso di lavoro fatto, od in minima parte da fare ancora, ben degno di una città che può essere definita la porta dell'Oriente. Lavori che sono stati voluti dall'attuale podestà, uno sportivo per eccellenza, già vice-presidente dell’US. alla quale dette anche  non pochi aiuti finanziari personali. Cosi anche senza un organismo sportivo vero e proprio, ma con la maggioro attività che esplicherà il Fascio Giovanile. Brindisi non perderà nulla del suo movimento calcistico, anzi potrà migliorarlo sotto la vigile
guida del Segretario federale, che anche in provincia-Mesagne. s. Vito,. Ostuni,, FrancavillaF., Cellino San Marco- ha fatto costituire delle squadre di calcio presso i Fasci Giovanili ed ha fatto costruire dei campi sportivi, realizzando così la più bella aspirazione dei giovani sportivi e dei giovani fascisti.f.to Franco Trandafilo

a cura  di Antonio Camuso

Archivio Storico Benedetto Petrone-APS

Brindisi 16 agosto 2026

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