Archivi in rete.Per non dimenticare

ANNUARIO 1978

1978/6

   

PEPPINO IMPASTATO

NEL SEGNO DELLA MEMORIA

2011

FORUM SOCIALE ANTIMAFIA  2011

(Cinisi 6,7,8,9 maggio)

Sono trascorsi 33 anni dall’assassinio di Peppino Impastato, e dieci anni dalla nascita del Forum Sociale Antimafia: “con le idee e il coraggio di Peppino” continuiamo a tener vivo  l’antagonismo contro l’azione socialmente devastante della cricca politica che ci governa. Il progetto è quello della costruzione dell’antimafia sociale senza protagonismi e verità calate dall’alto. Come ogni anno, il Forum ha cercato di confrontarsi con varie esperienze nazionali ed essere un momento di riflessioni, analisi, dibattiti  sulle attuali condizioni politiche, sociali, economiche, con l’obiettivo di costruire soluzioni e percorsi alternativi utili alla salvaguardia della democrazia e alla sua rifondazione e crescita dal basso.

In questi quattro giorni abbiamo esaminato la gravità del problema dell’informazione interamente asservita ai partiti politici e imbalsamata dalle censure di regime, individuando nella rete telematica la possibilità di costruzione di percorsi di controinformazione dal basso.

Abbiamo cercato di dare uno sguardo ai complessi percorsi di ricomposizione e riorganizzazione della mafia e ai suoi interessi che continuano a snodarsi tra le richieste di pizzo, i traffici di droga, di armi, di esseri umani e il riciclaggio del denaro in investimenti stabili, soprattutto centri commerciali e lavori legati alla presenza di  progetti pubblici di costruzione di grandi opere, a partire dalla ricostruzione post-terremoto aquilana.

 

Si è ribadito con forza come il potere mafioso si sia espresso e si esprima tutt’ora attraverso il monopolio verticistico dei beni comuni, a partire dall’acqua; in tale prospettiva si è dibattuto anche dell’imminente referendum, per il quale è indispensabile il raggiungimento del quorum. Le riflessioni degli studiosi e dei vari relatori intervenuti hanno evidenziato l’indispensabilità di questo elemento per la sopravvivenza del pianeta. Sono stati denunciati i tentativi di privatizzare un bene che dovrebbe essere pubblico ma soprattutto gestito in modo partecipato e consapevole. Un esempio per tutti di business privato è quello delle acque minerali commercializzate attraverso la gestione illegale e chimicamente fuori dai parametri prescritti. Anche sul nucleare le considerazioni del Forum hanno individuato l’assenza di una politica energetica nazionale, la scarsa considerazione delle energie pulite, la continua sottomissione politica dei popoli che detengono le fonti energetiche utili nell’imminente futuro. È imprescindibile puntare su un modello democratico, partecipato e non centralizzato. È emersa la necessità di tornare ad abbracciare il domani come dimensione di riconquista dei diritti e non di subalternità al profitto capitalistico.

 

Il terremoto giapponese ha dato la misura della dannosità del nucleare, confermando l’aumento di oncopatologie nei luoghi vicini alle centrali ed evidenziando i costi altissimi necessari per sostenere la produzione di un’energia fondata sull’uranio, materiale oggi sempre più raro.

Uno sguardo è stato dato anche agli attuali conflitti e movimenti nel Mediterraneo. È stato ribadito il netto rifiuto dell’aggressione imperialista ai danni del popolo libico mossa da evidenti interessi geopolitici delle potenze neocoloniali. In Italia è stata costruita deliberatamente un’emergenza per alimentare politiche razziste e allarmiste. Le cifre sinora raggiunte dalle presenze di immigrati sono irrisorie rispetto a quelle di altri momenti in altri paesi d’Europa. Inevitabilmente sono riemersi i neofascismi, con il conseguente bisogno di rafforzare l’antifascismo e la resistenza contro ogni momento e movimento miranti ad attentare alla Costituzione e che abbia il chiaro fine di costruire una nuova dittatura mediatica che rafforzi il privilegio di pochi rispetto alle condizioni di sopravvivenza di molti.

La fase che stiamo attraversando è una delle più buie nella storia della nostra repubblica, della quale si tenta di mettere in discussione anche l’unità politica. L’attacco berlusconiano senza precedenti contro la Costituzione, contro la divisione dei poteri e pertanto contro la magistratura, il tentativo ormai palese di costruire uno pseudo-presidenzialismo, la mancata riforma della legge elettorale, la controriforma sulla giustizia,  l’imminente legge bavaglio sulle intercettazioni, l’ossessionante riproposizione di leggi ad personam, vanno di pari passo con la privatizzazione dei servizi pubblici, dall’acqua, alla pubblica sicurezza, alla scuola. L’aumento del prezzo dei carburanti, dovuto non tanto alla situazione in Libia, ma alle manovre di speculatori, produrrà altre terribili conseguenze sulla situazione economica del pianeta.

Il Forum Sociale Antimafia “Felicia e Peppino Impastato” sostiene la “Freedom Flottilla 2”, la spedizione internazionale che si propone come obbiettivo la rottura del criminale embargo sionista perpetrato da Israele ai danni di Gaza e del popolo palestinese. Con grande commozione in questi giorni il Forum ha ricordato la figura di Vittorio Arrigoni e la sua azione di attivista e di giornalista militante a fianco della causa del popolo palestinese e della sua lotta.

Il Forum Sociale Antimafia “Felicia e Peppino Impastato”, a conclusione di queste giornate, oggi in assemblea generale condivide e appoggia la battaglia per l’approvazione del disegno di legge per la ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese portata avanti dal comitato pugliese “Acqua bene comune”.

Il Forum Sociale Antimafia aderisce alle giornate di Genova 2011 e si impegna a portare un proprio contributo di approfondimento, frutto delle discussioni di questo forum.

Quest’anno le giornate del Forum sociale antimafia 2011 si sono svolte nei locali di quella che fu la casa di “Don Tano Seduto”. Siamo riusciti a liberare e consegnare alla democrazia dal basso e partecipata questo luogo che per troppo tempo è stato centro di vita e di potere mafiosi. Il Forum auspica che non si indugi oltre e che l’amministrazione di Cinisi renda effettiva l’assegnazione all’associazione “Peppino Impastato” di questi locali con la firma della già promessa convenzione. L’Italia tutta e questo territorio in particolare hanno bisogno che queste stanze vivano quotidianamente quello che in questi giorni le ha animate. Del resto ancora molto lavoro occorre fare se oggi, nel 2011, durante un Forum antimafia come il nostro, si deve assistere ad episodi di strisciante intolleranza, aggressività ed ostilità da parte di molti abitanti di cinisi, come purtroppo è accaduto in queste giornate. Alla cittadinanza di questo paese diciamo che questa casa è VOSTRA, liberata per divenire, come l’acqua, l’aria e l’energia, un bene comune utile per il benessere ed il progresso di tutti.

Il Forum desidera ringraziare tutte le realtà ed i soggetti che con impegno ed abnegazione in questi giorni hanno reso possibile costruire il forum e che nei mesi precedenti hanno contribuito a svilupparne il programma. Vi salutiamo invitandovi alle prossime iniziative che il Forum svilupperà nei mesi a venire, in attesa di potervi riabbracciare il prossimo anno qui, ancora una volta, con un nuovo anno di lotte comuni e di esperienze da poter far nuovamente dialogare insieme.

PEPPINO E' VIVO E LOTTA INSIEME A NOI!

LE NOSTRE IDEE NON MORIRANNO MAI!

 

 

Associazione Culturale Peppino Impastato, Associazione Radio Aut, Crea TV, Circolo Metropolis, Collettivo 20 luglio, A Sud Sicilia, Acquainsicilia.org. - Forum siciliano dei Movimenti per l'acqua-  Associazione Rita Atria, Giovani Comunisti Palermo, ANPI Palermo, Circolo Malaussène, Comitato di Difesa (PA), Rete dei Collettivi Studenteschi, Laboratorio Zeta, Conf. Cobas Sicilia, Sinistra Popolare, Ass. ASUD, Collettivo malefemmine

 


 

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Tre giorni di iniziative antimafia nel segno della memoria organizzate da Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato.

Luogo degli eventi la Pizzeria Impastato, in contrada Vallecera, SS 113 Km 288,8 – Cinisi – Tel. 091. 8693363

 

Il 1 settembre alle ore 21.30, a dieci anni dell’uscita del film “I Cento Passi”, sarà ricordato l’evento dell’importante riconoscimento con il Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia.

Saranno presenti il regista Marco Tullio Giordana, gli attori principali del film: Luigi Lo Cascio, Paolo Briguglia, Claudio Gioè, Lucia Sardo, il produttore Fabrizio Mosca, gli sceneggiatori Claudio Fava e Monica Zappelli, assieme al resto degli attori e di altri addetti alla realizzazione del film. La manifestazione prevede: alle 19.30 visita a Casa Memoria; alle 21.00, il trasferimento alla Pizzeria Impastato,  alle 21.30 la proiezione della pellicola. Seguirà un incontro-dibattito.

Ad arricchire la serata  la partecipazione dei musicisti che hanno dedicato loro composizioni a Peppino e alla sua lotta: Cisco,  i Modena City Ramblers, Pippo Pollina, Collettivo Musicale Peppino Impastato ed altri.

 

Il 2 settembre alle ore 21.30, “Omaggio a Felicia” per ricordare la grande madre di Peppino insieme alle altre donne antimafia. Per l’occasione sarà presentato il cd contenente le voci e le foto delle donne contro la mafia, allegato alla nuova edizione del libro “Felicia e le sue sorelle” di Gabriella Ebano.

Oltre all’autrice saranno presenti Pina Grassi, Michela Buscemi, Lucia Sardo, Anna Puglisi e Felicetta Vitale Impastato. Moderatore dell’incontro Francesco La Licata.

 

Il 3 settembre alle ore 21.30, “In ricordo del generale Dalla Chiesa”,  a ventotto anni della sua uccisione con la moglie Manuela Setti Carraro ed il suo agente di scorta Domenico Russo, sarà proiettato il film “Cento Giorni A Palermo” di Giuseppe Ferrara.

 

Con enorme dispiacere non siamo in grado di presentare il libro “Don Vito” di Francesco La Licata, edizioni Feltrinelli, che era già stato messo in calendario. Questo perché si è venuto a creare un clima di forte tensione partito dalle minacce a Massimo Ciancimino. Contiamo, al più presto, di riproporre la presentazione sempre nello stesso luogo.

 

CASA MEMORIA “FELICIA E PEPPINO IMPASTATO” CORSO UMBERTO, 220 - CINISI

 

 

9 MAGGIO 2009 

TANTISSIME LE INIZIATIVE ANCHE QUEST'ANNO PER RICORDARE IL COMPAGNO PEPPINO IMPASTATO UCCISO DALLA MAFIA 31 ANNI FA

 

di FARNCESCO SICILIA pubblicato su http://www.hercole.it/index.php?option=com_content&task=view&id=8158&Itemid=111

 

"  ..............Oggi Cinisi ricorderà il giovane militante di Democrazia proletaria con l'ottavo Forum sociale antimafia Felicia e Peppino Impastato in programma fino a domani 10 maggio, su iniziativa dell’Associazione Peppino Impastato-Casa Memoria, del Centro siciliano di documentazione “Giuseppe Impastato” di Palermo e dell’Associazione Radio Aut onlus. 

Nel pomeriggio, alle 16.30, è previsto il concentramento presso Radio Aut, a Terrasini. Da lì, alle 17, partirà un corteo fino a Casa Memoria Impastato, a Cinisi. Dibattiti, impegno e stasera un concerto in piazza Vittorio Emanuele Orlando. Protagonisti i Modena City Ramblers, che a Impastato hanno dedicato una canzone "I cento passi", quelli che simbolicamente separavano la casa di Peppino dalla casa di Don Tano. La libertà dalla mafia........."

ANCHE OGGI RIAPRE RADIO AUT  LA SI PUò ASCOLTARE  in diretta su

www.primaradio.net

 

 

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2008

9 MAGGIO 1978-9 MAGGIO 2008

A 30 ANNI DALLA MORTE DI PEPPINO IMPASTATO

UCCISO BARBARAMENTE DALLA MAFIA A CINISI(palermo)

RIAPRE SOLO PER OGGI RADIO AUT la radio di peppino

per ascoltarla in diretta su www.primaradio.net

 

VOGLIAMO RICORDARE PEPPINO con la

 poesia e i VIDEO :

Poesie di Peppino Impastato

dal sito www.centoimpastato.it



1
Un mare di gente
a flutti disordinati
s'è riversato nelle piazze,
nelle strade e nei sobborghi.
È tutto un gran vociare
che gela il sangue,
come uno scricchiolio di ossa rotte.
Non si può volere e pensare
nel frastuono assordante;
nell'odore di calca
c'è aria di festa.

2
Appartiene al suo sorriso
l'ansia dell'uomo che muore,
al suo sguardo confuso
chiede un po' d'attenzione,
alle sue labbra di rosso corallo
un ingenuo abbandono,
vuol sentire sul petto
il suo respiro affannoso:
è un uomo che muore.

3
Fiore di campo nasce
sul grembo della terra nera,
fiore di campo cresce
odoroso di fresca rugiada,
fiore di campo muore
sciogliendo sulla terra
gli umori segreti.

4
È triste non aver fame
di sera all'osteria
e vedere nel fumo
dei fagioli caldi
il suo volto smarrito.

5
E venne a noi un adolescente
dagli occhi trasparenti
e dalle labbra carnose,
alla nostra giovinezza
consunta nel paese e nei bordelli.
Non disse una sola parola
né fece gesto alcuno:
questo suo silenzio
e questa sua immobilità
hanno aperto una ferita mortale
nella nostra consunta giovinezza.
Nessuno ci vendicherà:
la nostra pena non ha testimoni.

6
Lunga è la notte
e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
né il canto del gallo
né il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita.

7
Passeggio per i campi
con il cuore sospeso
nel sole.
Il pensiero,
avvolto a spirale,
ricerca il cuore
della nebbia.

8
Seduto se ne stava
e silenzioso
stretto a tenaglia
tra il cielo e la terra
e gli occhi vuoti
fissi nell'abisso.

9
Fresco era il mattino
e odoroso di crisantemi.
Ricordo soltanto il suo viso
violaceo e fisso nel vuoto,
il pianto delle donne,
il singhiozzo della campana
e una voce amica:
"è andato in paradiso
a giocare con gli angeli, tornerà presto
e giocherà a lungo con te".

10
Stormo d'ali contro il sole,
capitombolo nel vuoto.
Desiderio,
erezione,
masturbazione,
orgasmo.
Strade silenziose,
volti rassegnati:
la notte inghiotte la città.

11
Il cuore batte con l'orologio
il cervello pulsa nella strada:
amore e odio
pianto e riso.
Un'automobile confonde tutto:
vuoto assoluto.
Era di passaggio.

12
Sulla strada bagnata di pioggia
si riflette con grigio bagliore
la luce di una lampada stanca:
e tutt'intorno è silenzio.

13
Nubi di fiato rappreso
s'addensano sugli occhi
in uno strano scorrere
di ombre e di ricordi:
una festa,
un frusciare di gonne,
uno sguardo,
due occhi di rugiada,
un sorriso,
un nome di donna:
Amore
Non
Ne
Avremo.

14
I miei occhi giacciono
in fondo al mare
nel cuore delle alghe
e dei coralli.


 
Poesie per Peppino Impastato


Salvo Vitale / Contadini di Punta Raisi

Cade ancora la luna sulla terra del passato.
Vivevamo i mattini di silenzio
mentre il sole tardava.
Buon odore di terra sulle mani.
Buon sapore di brina sopra l’erba.
Le parole dei vecchi
crescevano fanciulli di salsedine
dentro i secoli fermi di lavoro.
Era il mito a gridare
nell’estate mai finita,
sulle strade di polvere e di ulivi,
sulle vaste radure che, la notte,
aprivano nel cuore felicità e paura.
Il presente come allora si vive
dentro un mondo di lotta e di illusioni.
Non c’è niente che possa cambiarci:
gente forte, un po’ triste,
forse troppo ignorante e troppo sola
per tenerci soltanto ciò che è nostro.
Il domani è già buio,
dove passano uccelli di fame
e fanciulli muti,
dove muoiono i vecchi senza un cielo,
mentre cadono uccelli d’acciaio
sul giardino distrutto.

1969


Umberto Santino / Sarai meno solo

Avremmo potuto pensare
il silenzio ritorna
e noi stretti intorno ai frammenti
del tuo corpo
schiacciati da troppe morti
prima che dagli altri
vinti da noi stessi
(dov’erano i compagni più amati
di cui più ti fidavi?
Come nei presepi dell’infanzia
le rocce si sono rivelate
sugheri dipinti
leggere come il fumo
e più delle parole rubate
da chi ti vuole suicida
la tua morte ci giudica
la tua solitudine ci misura)
gridare per l’ultima volta
per sentirci meno soli
per darci coraggio.
Ma c’erano i vecchi
che stringevano la mano
dopo il comizio,
c’erano le mani che chiedevano
il volantino,
c’erano le porte aperte
dopo la prima paura
(Mafiopoli prendeva respiro)
c’era il tuo nome
segnato sulla scheda
per rispondere
a chi l’aveva cancellato
sui manifesti:
piccole crepe, certo,
in un muro che restava muro.
E c’era l’ira dei cortei
anche se i gesti erano
troppo piccoli
(un sasso scagliato
contro la bottega del potere)
e le parole troppo grandi
(come possiamo dire
nulla resterà impunito
se non possiamo neppure impedire
che il tuo volto distrutto
venga infangato sui giornali?).
La tua vendetta
sarà allargare la breccia
spalancare le porte.
Così sarai meno solo
dietro il muro dei morti.

1978


Umberto Santino / La matri di Pippinu

Chistu unn’è me figghiu.
Chisti un su li so manu
chista unn’è la so facci.
Sti quattro pizzudda di carni
un li fici iu.

Me fighhiu era la vuci
chi gridava ’nta chiazza
eru lu rasolu ammulatu
di lo so paroli
era la rabbia
era l’amuri
chi vulia nasciri
chi vulia crisciri.

Chistu era me figghiu
quannu era vivu,
quannu luttava cu tutti:
mafiusi, fascisti,
omini di panza
ca un vannu mancu un suordu
patri senza figghi
lupi senza pietà.

Parru cu iddu vivu
un sacciu parrari
cu li morti.
L’aspettu iornu e notti,
ora si grapi la porta
trasi, m’abbrazza,
lu chiamu, è nna so stanza
chi studìa, ora nesci,
ora torna, la facci
niura come la notti,
ma si ridi è lu suli
chi spunta pi la prima vota,
lu suli picciriddu.

Chistu unn’è me figghiu.
Stu tabbutu chinu
di pizzudda di carni
unn’è di Pippinu.

Cca dintra ci sunnu
tutti li figghi
chi un puottiru nasciri
di n’autra Sicilia

1979


La madre di Peppino

Questo non è mio figlio.
Queste non sono le sue mani
questo non è il suo volto.
Questi brandelli di carne
non li ho fatti io.

Mio figlio era la voce
che gridava nella piazza
era il rasoio affilato
delle sue parole
era la rabbia
era l’amore
che voleva nascere
che voleva crescere.

Questo era mio figlio
quand’era vivo,
quando lottava contro tutti:
mafiosi, fascisti,
uomini di panza
che non valgono neppure un soldo
padri senza figli
lupi senza pietà.

Parlo con lui vivo
non so parlare
con i morti.
L’aspetto giorno e notte,
ora si apre la porta
entra, mi abbraccia,
lo chiamo, è nella sua stanza
a studiare, ora esce,
ora torna, il viso
buio come la notte,
ma se ride è il sole
che spunta per la prima volta,
il sole bambino.

Questo non è mio figlio.
Questa bara piena
di brandelli di carne
non è di Peppino.

Qui dentro ci sono
tutti i figli
non nati
di un’altra Sicilia.


Salvo Vitale / Compagno

Ti riscopro tra la neve dei mandorli,
petalo anche tu, staccato dal vento
tra i frammenti di luna sul mare caldo,
anche tu scaglia di luce inafferrabile,
nella sera d’agosto, sulla spiaggia,
con il corpo abbronzato, poi distrutto,
nel mattino di aprile sul divano
a tentare una via di comunicazione
tra le nostre schermate solitudini.
Ti risento amplificato, senza enfasi,
pronunciare la tua elegia di morte,
in mezzo alla nostra fame di bisogni
aprire rivoli di speranza e di scontro,
e ancora, nella tela dell’angoscia,
piangere e rialzarti con la consueta energia.
Da molto ci sei stato. Non avevo che te,
compagno, finito nella notte,
portando sul fondo della gola
la paura di darmi un bacio.

1980


Umberto Santino / Lettera ai compagni di Peppino, per ricordare
e, se è possibile, per continuare


Io non so
se è ancora possibile
parlare senza mentire
guardarsi negli occhi
senza abbassare le palpebre
ripensare i giorni dei vivi
(quando Peppino
era ancora tra noi
e la sua vita era nuda
febbrile
e le sue lacerazioni
chiedevano tenerezze negate
abortite carezze)
e le notti dei morti
(quando il suo corpo
fu steso sul binario
le gocce del suo sangue
esplosero nel lampo del tritolo
e il suo nome
fu cancellato sui manifesti
il suo volto offeso
da nemici più feroci degli assassini)

Io non so se è ancora possibile
ricordarlo
e ricordarci

sono trascorsi pochi anni
ma è passato un tempo più lungo
di mille eternità
e oggi abbiamo
mani più vuote
della bara che portava
le sue briciole
oggi siamo nudi
più dei suoi nervi
che bucavano la pelle
siamo disperati
più di quando meditava il suicidio
e lanciava al mondo
la sfida dei suoi fallimenti

Il millennio muore
in una infinita Chernobyl
del desiderio e della speranza

Non vogliamo più piangere
non abbiamo più certezze
e cerchiamo di arredare
i nostri giorni
con mani più umili
di quelle che allevavano
sogni e furori
nelle viscere del ’68
ma una sola cosa
vorrei che ci dicessimo

(se è ancora possibile
parlare senza mentire
guardarci negli occhi
senza abbassare le palpebre)

che non possiamo consegnarci
alla viltà e alla menzogna

Peppino ci unisce

se sappiamo ancora
vivere la sua vita
in una stagione diversa
con nuove immagini
e nuove parole
ma con la stessa volontà
di negarsi alla crudeltà degli assassini
alle astuzie dei mercanti
che offrono scampoli di potere
per elevare al cielo
le loro piramidi di voti
alle chiacchiere di chi copre
la sua svendita
al migliore offerente
con patacche senza valore

Peppino ci divide

se non abbiamo più voglia
di scontrarci
quando è necessario
scontrarsi
di rompere con il padre
quando tutti diventano
figli della desolazione
ed eredi della viltà

Il millennio muore
in un’infinita Chernobyl
del desiderio e della speranza

ma non ci saranno nuovi giorni
se non sapremo
parlare senza mentire
guardarci negli occhi
senza abbassare le palpebre
se non avremo dentro
tanta rabbia e tanta tenerezza
da squarciare le nuvole
se non saremo capaci
di dare amore
a un compagno come lui
separato da tutti
se non sapremo incontrarlo
anche in fondo
al pozzo delle solitudini
e camminare insieme
a testa alta
tra le case
con le finestre sbarrate
sfidando
il silenzio dei vili
e la vittoria degli assassini

1990

INIZIATIVE PER RICORDARE IMPASTATO

Cinisi, 8/11 Maggio 2008

TRENTENNALE DELL’OMICIDIO DI PEPPINO

9 Maggio 1978 – 9 Maggio 2008 

8 MAGGIO

 ore 16.30: Accoglienza presso la stazione ferroviaria Cinisi-Terrasini e Casa Memoria Impastato (C.so Umberto I, 220)

Lettura Appello Manifestazione Nazionale + Documento Programmatico Forum Sociale. 

ore 18.00-Salone Comunale: Obiettiamo gli obiettori. Dalla legge 194 all’obiezione di coscienza

forum di discussione sull’impegno in difesa dei diritti della donna 

Ospiti+relatori: Collettivo Femminista M.C., Collettivo Malefemmine-Pa, Novat 

ore 21.00-Piazza Vittorio Emanuele Orlando:

spettacolo su Peppino Impastato con Francesco Impastato. A seguire  “La Madre dei ragazzi” con Lucia Sardo. 


 

9 MAGGIO Informazione e controinformazione ieri e oggi

 ore 10.00-Salone Comunale:

forum di discussione sulla libera informazione e la comunicazione dal basso 

Ospiti+relatori: Radio Onda Rossa, Francesco Catalano - Radio Onda d’Urto, Valerio Monteventi - Radio Alice, Roberto Morrione, Lirio Abbate, Riccardo Orioles, Pino Maniaci, Telejato; Dario Riccobono, Radio Resistor 

Presentazione delle pubblicazioni "Onda Pazza" a cura di Stampa Alternativa e "Notiziari di Radio aut" a cura di Edizioni Alegre con Salvatore Cannavò.

Arrivo nel porto di Terrasini della veleggiata, con partenza da Sanremo, dedicata a Peppino e Felicia. 

ore 17.00: Manifestazione Nazionale Contro la Mafia

corteo da Radio Aut a Casa Memoria Impastato, lungo la via che Peppino percorse la notte tra  l’8 e il 9 maggio 1978 quando fu sequestrato ed ucciso. 

ore 21.00-Piazza Vittorio Emanuele Orlando:

Concerto con Tète de Bois, Ciscovox, Pippo Pollina, Flavio Oreglio e i LUF. 


 

10 MAGGIO Mafia e antimafia dagli anni ‘70 ad oggi

 ore 10.00-Salone Comunale:

forum di discussione su mafia e antimafia negli ultimi 30 anni 

Ospiti + relatori: Umberto Santino, Francesco Forgione, Giuseppe Lumia, Franca Imbergamo, Rosario Crocetta, Pietro Milazzo, Nino Rocca, Tony Pellicane, Enrico Colaianni, Davide Ganci, Rosa La Plena, Pia Blandano, Gianluca Faraone, Umberto Di Maggio, Salvo Vitale, Giovanni Impastato.

Presentazione del libro "Chi ha ucciso Peppino Impastato" del Centro Impastato di Palermo e del libro "Defiance The Story of One Man Who Stood Up to the Sicilian Mafia" di Tom Behan. 


 

ore 16.00-Salone Comunale: continuazione forum

  
ore 21.00-Piazza Vittorio Emanuele Orlando:

Concerto con Migrantes, Collettivo Musicale Peppino Impastato, Carmen Consoli e i Lautari. 
 

 

11 MAGGIO Movimenti antagonisti dal ’68 ad oggi

 ore 10.00-Salone Comunale:

forum di discussione sui movimenti di ieri e oggi 

Ospiti+relatori: Guido Viale, Vincenzo Miliucci, Piero Bernocchi, Renato Franzitta, Renate Siebert, Tano D’Amico, Totò Cavalieri, Laboratorio Zeta.

Presentazioni dei libri "Peppino è vivo", poesie su Peppino Impastato a cura di Salvo Vitale di Edizioni Abele e "Peppino Impastato una vita contro la mafia" di Salvo Vitale edizioni Rubettino. 
 

ore 16.00-Salone Comunale:

continuazione forum 

Ospiti + relatori: No Tav, No Ponte, Comitato verità e giustizia per Genova, No Dal Molin, Comitato contro l’ampliamento delle basi militari-Sigonella.

 ore 21.00-Piazza Vittorio Emanuele Orlando:

Concerto con Gente strana posse e Assalti Frontali. 
 

Durante il Forum saranno esposte presso il Salone Comunale di Cinisi una Mostra di Tano D’Amico sul Movimento del 1977 e la mostra “Ricordare per Continuare” sulla vita di Peppino Impastato.

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FONTE LA REPUBBLICA

In seimila per Peppino Impastato
ucciso dalla mafia trent'anni fa

Il sindaco: "L'aula del consiglio comunale sarà intitolata a lui a fine giugno"


CINISI (PALERMO) - "Fra Terrasini e Cinisi non si era mai vista una manifestazione antimafia così nutrita". Le parole di Giovanni Impastato, fratello di Peppino, hanno salutato il corteo che ha ripercorso l'ultimo tragitto fatto con la sua auto dall'ex militante di Democrazia proletaria prima di essere assassinato dagli uomini di Tano Badalamenti, la notte tra l'8 e il 9 maggio di trent'anni fa.

Dalla vecchia sede di 'Radio Aut', a Terrasini, le oltre seimila persone dietro lo striscione con su scritto "La mafia uccide il silenzio pure", hanno raggiunto Cinisi, dove la manifestazione si è conclusa davanti alla casa natale di Peppino Impastato, a 'cento passi' dall'abitazione del boss Badalamenti, come ricorda il titolo del film di Marco Tullio Giordana. Un importante punto di memoria e raccordo delle diverse esperienze antimafia e di impegno civile che è stato trasformato da Giovanni Impastato, nella "Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato", intitolata anche alla madre che fino alla morte nel 2004 si è battuta per ottenere verità e giustizia. Solo nel 2002 Badalamenti fu condannato all'ergastolo come mandante del delitto, per anni archiviato come un incidente da inquirenti che avevano preso per buona la messinscena dei mafiosi: il cadavere di Impastato, esponente di Democrazia proletaria, era stato abbandonato sui binari nei pressi della stazione di Cinisi, come se fosse morto durante un attentato dinamitardo che stava preparando.

Fra la folla anche l'ex leader di Dp, Mario Capanna, un gruppo in rappresentanza del comitato "No Dal Molin" e uno di quello "No Tav". Luisa Impastato, nipote di Peppino, ha distribuito quattromila fiori, gerbere donate al forum sociale antimafia, da un'associazione pugliese. Presente anche Francesco Caruso, espressione dei movimenti no global. E poi i vecchi compagni di Peppino e tanti giovani del movimento antimafia rinato negli ultimi mesi a Palermo. Nel corteo, che all'ingresso a Cinisi ha intonato "Bella ciao", tante bandiere rosse. Ma lungo la strada dei "cento passi" la maggior parte delle finestre sono rimaste ancora una volta chiuse e pochissime persone si sono affacciate.

"Cinisi ha fatto una scelta antimafia chiara, non è più dalla parte di Tano Badalamenti, ma si riconosce in Peppino Impastato", ha detto il sindaco Salvatore Palazzolo annunciando che "L'aula del consiglio comunale sarà intitolata a fine giugno a Peppino Impastato".

( 9 maggio 2008 )


 

un contributo dagli altri archivi storici

riceviamo e pubblichiamo dal circolo Landonio di Varese

Per ricordare Peppino Impastato nel trentennale della sua morte; i compagni del Circolo vi portano a conoscenza questi due documenti (copie fotostatiche) presentati in una conferenza dibattito qualche anno fa a Gallarate (VA);  illustrati e discussi da una compagna simpatizzante catanese di RIV. COM., tema: Il sud e la lotta proletaria. Conservati nel nostro archivio.

   
RIVOLUZIONE COMUNISTA
 SEDE CENTRALE:

 P.za Morselli, 3 - 20154 Milano-

e-mail: rivoluzionec@libero.it
http://digilander.libero.it/rivoluzionecom/

 

 Dal libro edito nel 1995 da Rubbettino, e  scritto da  Salvo Vitale:

Nel cuore dei coralli: Peppino Impastato : una vita contro la mafia

                                                  "L´Idea Socialista"

Il giornale ciclostilato "L´Idea socialista" nacque nel 1965 ad opera di un gruppo di giovani vicini al Psiup. Su denuncia del sindaco di Cinisi, Domenico Pellerito, cognato di Gaetano Badalamenti, i redattori vengono condannati a una ammenda. Il giornale sospese le pubblicazioni per un anno e le riprese nel 1966. La vicenda del giornale viene raccontata nell´articolo che segue, pubblicato nell´agosto del 1967.


Cinisi, agosto
Dopo aver superato numerosi ostacoli iniziali, finalmente il giornaletto "L´IDEA" poteva presentarsi al pubblico. "Erano pochi fogli dattiloscritti e sfumati" doveva scrivere poi il "Giornale di Sicilia".
Eppure quei fogli dattiloscritti e sfumati e "ruvidi", come ebbe a scrivere "L´Unità", erano una carica esplosiva che di lì a poco doveva scoppiare. Non passarono cinque giorni dall´uscita del giornaletto - i Cinisensi avevano accolto la pubblicazione con commenti acidi o favorevoli, calorosi in ogni caso - che tutta la redazione dell´"IDEA" fu convocata in caserma. Fu svolta un´inchiesta a gruppo, a cui seguirono altri interrogatori individuali, finché fu redatto un fascicolo dal quale risultava chiaramente che "L´IDEA" era fuorilegge perché costituiva pubblicazione clandestina: al pretore di Carini fu affidata l´ardua sentenza. Fummo condannati a un´ammenda sotto forma di pena sospesa. In seguito ci appellammo. Si concludeva con questo atto una strana commedia iniziata qualche anno fa. Ebbe a scrivere il giornale "L´Ora": "Corre insistente la voce che la denuncia sia partita dal collegio politico dirigente". Scrisse il "Giornale di Sicilia": "Il sindaco, il democristiano Domenico Pellerito, è troppo indaffarato a Cinisi per potere pensare al campetto di calcio. Che diamine! Ci sono ben altri problemi che attendono d´essere risolti. Il campo può aspettare". Scrisse " La Città ": "Nell´inchiesta sullo sport che il giornaletto "L´IDEA" ospitava nelle sue pagine, si muovevano lamentele all´operato dell´amministrazione comunale che non aveva saputo risolvere il problema dello sport a Cinisi". Scrisse un altro giornale: "I ragazzi ora hanno il bavaglio, non soffoca ma stringe, ed è tutto legale".
Scrisse anche "L´ORA": "I giovani redattori de "L´IDEA" avevano tentato di gettare una pietra nelle acque stagnanti della vita del loro paese e sono stati frenati nel loro coraggioso tentativo. Si tenta così di allevare piatti conformisti di cui non si conosce la probabile futura evoluzione". Scrisse un giornale del Sud: "Si sta tra il timore di "macchiare le carte" a questi futuri funzionari dello stato e la paura di trasgredire la legge".
Solo per avere scritto: "Forse il primo cittadino di Cinisi ignora del tutto il significato della parola sport e la trascuranza delle gerarchie comunali è una verità, una offesa alla dignità di tutti gli sportivi di Cinisi", un gruppo di ragazzi si è visto costretto a frequentare per la prima volta caserme e tribunali, a vedere il proprio nome stampigliato nelle cartelle penali.

LA MARCIA DELLA PROTESTA E DELLA SPERANZA
Servizio di Giuseppe Impastato

Da "L´Idea Socialista", 1967

Il 5 di marzo, domenica, un grande convegno popolare, presieduto da Danilo Dolci, Lorenzo Barbera, Corrado Corghi (consigliere nazionale della D.C.), Salvo Riela, Bruno Zevi, Angelo Ganazzoli (presidente dell´E.S.A.) e Leonardo Di Salvo, nella sala del cinema "Nuovo" di Partanna, analizza con attenzione tutti i più gravi problemi che affliggono incessantemente le genti delle valli del Belice, del Carboj e dello Jato e mette dettagliatamente a fuoco gli obiettivi della manifestazione popolare che deve avere il suo inizio nella mattinata del giorno seguente. La relazione di base, nella prima parte della giornata, viene svolta da Lorenzo Barbera, dirigente del centro di pianificazione delle valli. Egli ribadisce innanzi tutto la necessità che vengano costruite o definite le dighe: Arancio sul Carboj, per ora funzionante al 50%, Poma sullo Jato, Garcia sul Belice destro, Cicio sul Modione, Malvello sulla sorgente Malvello. Definendo o costruendo queste dighe si verrebbero a creare infatti 36.100 posti nuovi in agricoltura.
Il suo secondo appunto è rivolto alla riforma agraria: in seguito alla vecchia riforma sono stati assegnati circa 1.400 lotti. La superficie investita dalla riforma è di circa il 2,8% dell´intera superficie della valle del Belice. Ogni lotto misura circa 4 ettari ed ha un reddito lordo scarsissimo che va dalle 200 alle 350 mila lire annue. Tutto questo naturalmente perché sono stati assegnati i terreni peggiori, senza possibilità alcuna di trasformazione.
Di questi 1.400 lotti circa 670 sono stati fomiti di case coloniche che sono a loro volta rimaste per molti anni prive di ogni servizio come l´acqua, la scuola etc. Tra il 1952 e il 1958 sono stati spesi circa 2 miliardi e 700 milioni di lire per munire di attrezzature queste abitazioni, ma attualmente delle 670 case soltanto 260 sono abitate con una certa stabilità. Soltanto uno di tutti i villaggi è effettivamente abitato e funzionante: Piano Cavaliere, che la D.C. utilizza come propaganda del suo regime con frequenti fotografie su certe riviste.
Terzo punto messo in evidenza da Barbera è quello delle scuole per tutti: nei 35 Comuni che aderiscono alla manifestazione gli abitanti sono complessivamente 342.000. Gli analfabeti sono circa 103.000.
Nei prossimi cinque anni è quindi auspicabile un piano atto ad istruire almeno 54.000 persone, per cui sono necessarie 2200 classi di scuole popolari. Nella zona a sua volta il corpo insegnanti è presente nel numero di circa 5000 di cui quasi 4000 sono disoccupati. Il piano per l´istruzione popolare verrebbe quindi ad occupare gli insegnanti disoccupati. Dopo il Barbera sono intervenuti più o meno brevemente Michele Mandillo, Salvo Riela ed Angelo Ganazzoli; a quest´ultimo si deve un duro e frontale attacco alla mafia: "Non è arrestando Liggio e Panzeca che si combatte la mafia - ha detto - bisogna colpire i colletti duri, cioè le persone che stanno dietro gli esecutori. Solo così possono venir fuori i nomi di uomini politici, di professionisti, di notabili".
Nel pomeriggio di poi, sotto la presidenza di Bruno Zevi, è intervenuto per primo Simone Gatto ribadendo con fermezza la necessità di ristrutturare la Sicilia in Comuni e in comprensori di Comuni, eliminando così le ormai superate province. Sono intervenuti tra gli altri Michele Pantaleone e V. Giacalone.
Il 6 di marzo, lunedì, alle 10 circa da Partanna, parte il lungo corteo della marcia della protesta e della speranza per la pace e per lo sviluppo socio-economico della Sicilia occidentale. Guidano la colonna Danilo Dolci, Bruno Zevi, Ernesto Treccani, Antonio Uccello, Lorenzo Barbera ed il piccolo e timido vietnamita VO VAN AI, eroe della resistenza del suo popolo contro i francesi, delicato poeta e sociologo di indiscussa preparazione. Lungo il percorso che da Partanna porta a Castelvetrano, punto di arrivo della prima tappa, alla vistosissima schiera di marciatori si aggiungono gruppi di gente, contadini, operai della valle del Belice. Hanno portato "pane e tumazzu" per fare colazione durante le soste della estenuante marcia. Dai loro volti segnati dalle fatiche dei lavoro e dalle lunghe sofferenze traspaiono fermezza e soddisfazione: uno stato d´animo veramente sorprendente per la gente di questa zona che conosce molto da vicino la prepotenza di certi personaggi, il "bavagghiu" alla bocca e la lupara.
Attraverso Castelvetrano la colonna conclude la prima tappa alla diga Delia alle 16.
Il giorno successivo, 7 di marzo, martedì, la suggestiva marcia da Castelvetrano raggiunge Menfi, dove i pubblici discorsi di Dolci e di Lucio Lombardo Radice tracciano i programmi e le caratteristiche della manifestazione, auspicando un maggiore benessere per i lavoratori e per i contadini siciliani che lottano per una Sicilia nuova.
Il mercoledì 8 marzo, la colonna arriva a conclusione della terza tappa della marcia, a S. Margherita Belice. L´incontro tra la popolazione della cittadina ed i marciatori avviene in uno stanzone fresco di intonaco posto sul corso principale.
Dopo il solito discorso chiarificatore di Dolci, prende la parola Ernesto Treccani dichiarando con commossa semplicità e con grande chiarezza il suo scopo preciso, che è quello di contribuire con i suoi mezzi alla rinascita ed al risveglio della povera gente di Sicilia e spiegando quale è il senso del lavoro di un pittore, come esso può contribuire attraverso il segno grafico a dare una spinta di vita sociale. È intervenuto quindi Carlo Levi parlando delle sue esperienze compiute nel 1935 nei paesini della Lucania dove egli fu costretto ad abitare per lunghi anni come esiliato politico. Il mondo già espresso nei suoi libri Cristo si è fermato ad Eboli e Le parole sono pietre. È venuto così fuori in un discorso di estrema semplicità.
È intervenuto infine lo scultore palermitano Giacomo Baragli che ha accomunato la sua esperienza di "emigrato" a quella ancor più grave dei contadini presenti in sala che sono stati costretti in questi anni ad espatriare all´estero.
Il giovedì 9 marzo si giunge, nel tardo pomeriggio, a Roccamena
L´incontro con il pubblico del paese viene interamente dedicato alla pace. Si proietta un documentario sulle atrocità che gli americani compiono nel Vietnam e vengono letti alcuni stralci di reportages e di testimonianze di questa guerra balorda:
"Prendono un Viet e gli fanno mettere le mani sulle guance, poi prendono un filo di ferro e glielo fanno passare attraverso la guancia, fin dentro la bocca, poi fanno passare il filo attraverso l´altra guancia e l´altro mano, poi tirano il filo". La voce è di Vito Cipolla.
Si conclude a Partinico in piazza Garibaldi la quinta e penultima tappa, senza dubbio una delle più dure ( 30 Km ), nella serata del venerdì 10 marzo con un pubblico incontro tra gli organizzatori ed il popolo della cittadina e con la lettura di un messaggio d´adesione e di solidarietà inviato da Roma ai manifestanti dai pittori Renato Guttuso e Corrado Cagli. Altrettanto lunga ed estenuante è l´ultima tappa che da Partinico, attraverso Borgetto, Pioppo e Monreale, conduce i marciatori a Palermo. La colonna, che durante il percorso si era vistosamente infoltita diventa nutritissima alle porte della città. Gruppi di giovani, con cartelli inneggianti alla pace ed allo sviluppo sociale ed economico della nostra terra, confluiscono con incredibile continuità nella fiumana immensa dei manifestanti che per il corso Calatafimi scende rumorosamente, e per le grida di protesta e per le richieste, fatte ad alta voce, del diritto alla vita ed alla libertà, verso il centro della città.
In piazza Kalsa alle 17,30 avviene il festosissimo incontro tra i marciatori e la Palermo operaia.
E una grande manifestazione popolare il cui significato si individua in due punti essenziali: condanna aperta della attuale classe dirigente per l´inefficienza ormai lungamente dimostrata nel risolvere i problemi più urgenti e vitali dell´isola; ferma volontà di rompere con un mondo, con una maniera di condurre la cosa pubblica, tutte cose che puzzano di marcio.
Per primo dalla tribuna interviene D. Dolci leggendo alla cittadinanza la risoluzione del convegno di Partanna e ribadendo in secondo luogo la necessità che la commissione parlamentare antimafia renda pubblici gli atti in suo possesso.
Altri interventi fanno registrare Nino D´Angelo, Sergio Rapisardi, Lorenzo Barbera e Carlo Levi che definisce la manifestazione "un Parlamento democratico, che è sorto come presa di coscienza che rappresenta una realtà unitaria".
Conclude la serie di interventi molto drammaticamente VO VAN AI: "Tutta la mia infanzia e quella della mia generazione non ha conosciuto che la guerra. A tredici anni ho conosciuto la prigione. La prima notte che mi hanno arrestato, nella camera degli interrogatori ho visto coi miei occhi cinque miei compatrioti torturati fino alla morte. Ho visto donne violentate, villaggi incendiati, bambini gettati nel fuoco. Ma tutte queste immagini esprimono soltanto la milionesima parte di quanto avviene attualmente nel Sud Vietnam, giorno dopo giorno, notte dopo notte. Avete mai visto dei bambini napalmizzati? Avete mai visto madri divenire folli davanti ad atrocità incommensurabili? Immaginate il cielo della Sicilia tutta ad un tratto stracciato da migliaia di aerei della morte, il cui solo rumore dei motori ci rende folli? Immaginate le vostre case e le vostre spiagge divenire d´un tratto basi militari?
Ora nel Sud Vietnam una prostituta può nutrire quattro persone (la ruffiana che l´alberga, il protettore, l´uomo che col triciclo le porta il cliente e lei stessa), mentre un operaio specializzato non ha il lavoro per guadagnarsi il suo pane. Ci sono ragazze che scambiano il loro corpo per un pezzo di pane o per una bottiglia di latte.
E chi deve ricevere aiuti governativi vede che le sue somme attraversando tante mani burocratiche divengono un niente.
Né la libertà, né democrazia ora esistono nel Sud Vietnam. Chi parla di pace e di neutralismo viene tacciato come comunista, imprigionato ed ucciso.
Affinché una soluzione sia realizzabile, è necessario che tutti i popoli del mondo facciano pressione sui loro governi perché questi all´unanimità domandino:
1) La cessazione immediata di tutti i bombardamenti americani nel Vietnam.
2) La cessazione del sostegno americano al governo Ky nel Sud Vietnam.
3) La costituzione al Sud di un governo civile eletto dal popolo, indipendente da tutte le ingerenze straniere, che possa lavorare effettivamente per la pace, negoziando per la cessazione delle ostilità e tendendo alla riunificazione.
Voi avete sentito che i nostri problemi sono anche vostri; come io sento che i vostri problemi sono anche i miei.
La soluzione dei problemi fondamentali nel Vietnam, nella Sicilia, in ogni paese del mondo è necessaria non solo al singolo paese ma a ciascuno al mondo. Viva il Vietnam e la Sicilia ".
Jerry Cooper, cantante negro ha cantato infine uno spiritual.

L´ultimo numero del giornale pubblica questa lettera non firmata:

"Avete l´ardire di mettervi contro il prof. Pandolfo, contro l´ ex sindaco giudice Pellerito e recentemente contro quella degnissima persona che è il prof. Paolo Abbate. In sostanza vi mettete contro il gruppo rappresentativo del paese, come se voi sapeste fare di più e di meglio. Quattro straccioni come voi non possono garantire la sicurezza della nazione. Sol perché hanno pena di "consumarvi", queste degne persone, da voi volgarmente oltraggiate, non assumono provvedimenti legali".

Pandolfo denuncia "L´Idea", il Psiup prende le distanze dal giornale e dai suoi redattori, il maresciallo convoca in caserma Giuseppe Impastato e Agostino Vitale, rimasti ormai soli a redigere il giornale, ed intima loro la chiusura pena il deferimento all´autorità giudiziaria. Il giornale cessa a pubblicazione.

Da: Salvo Vitale, Nel cuore dei coralli, Rubbettino, 1995.

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