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DORIANA GORACCI: PERCHE'  IO A GAZA , A NATALE,  CI SARO'...NONOSTANTE TUTTO!

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO CON PIACERE  dalla compagna Doriana(consigliando di visitare il sito http://www.reset-italia.net/2009/12/22/per-questo-io-ci-saro-a-gaza/

 

Quanto sto per scrivere parte da una lettera privata che mi scrisse un amico, Zag, il 4 dicembre 2009, quando si prendeva la briga di dire le sue ragioni dell’assenza dalla Piazza Viola  a Roma il 5 dicembre Per questo io non ci sarò: “Ne approfitto Do, per salutarti e farti gli auguri di passare queste scorcio di festività con famiglia o amici in serenità ( la felicità non ci appartiene e non ci interessa) . Devo scappare  perchè invitato in Palestina a preparare il Natale ai piccoli palestinesi. Non so cosa farò, ne quanto tempo starò via.  Mi raccomando di tenere il presidio sulla rete. E continua a raccontare e a parlarci. Ti leggerò comunque al mio ritorno, non credo in quella terra disastrata se potrò.Zag”
Io come potete immaginare rimango in Italia ma l’invito di questo amico di Rete  lo prendo alla lettera. Intanto vengo a sapere che il 17 dicembre si è svolta una conferenza stampa sugli effetti dei ventidue giorni di bombardamenti israeliani contro la Striscia di Gaza (Operazione Piombo Fuso) e di precedenti aggressioni. Hanno partecipato scienziati del New Weapons Research Group (Nwrc), una commissione indipendente con base in Italia, che studia l’impiego delle armi non convenzionali e i loro effetti di medio periodo sui residenti delle aree in cui vengono utilizzate. Il gruppo di lavoro del Nwrc ha rilevato la forte presenza di tungsteno, mercurio e molibdeno in 4 crateri provocati dai bombardamenti del luglio 2006 e del gennaio 2009. I bombardamenti israeliani a Gaza del 2006 e del 2009 hanno lasciato un suolo contaminato, con forti concentrazioni di metalli tossici, che possono provocare nella popolazione tumori, problemi di fertilità e gravi effetti sui nuovi nati, come malformazioni e patologie di origine genetica. I risultati delle analisi sono stati presentati ieri durante una conferenza stampa, cui hanno preso parte, in video-conferenza, anche rappresentanti delle autorità sanitarie di Gaza…”.


Alla GAZA FREEDOM MARCH (leggo anche questa notizia)” 140 italiani forzeranno il blocco della Striscia di Gaza’: “Più di 1500 attivisti da tutto il mondo raggiungeranno la Striscia di Gaza a un anno dall’operazione militare israeliana  “Piombo Fuso”, che ha provocato più di 1400 vittime tra la società civile palestinese e migliaia di feriti, con l’obiettivo di lanciare un messaggio all’opinione pubblica e alla politica internazionali sulla situazione insostenibile in cui vive la popolazione palestinese, determinata dalle politiche dell’occupazione israeliana e da un embargo, attuato da Israele con il consenso dei governi occidentali, che limita la possibilità di sopravvivenza di un milione e mezzo di palestinesi della Striscia di Gaza. Il Forum Palestina, che parteciperà alla marcia con più di 80 attivisti insieme alla delegazione di Action for Peace, consegnerà la seconda tranche di fondi raccolti in Italia per l’ospedale Al Awda di Jabalya, per l’acquisto di una TAC. “Vogliamo rompere questo assedio – ha affermato il Forum Palestina – per offrire concretamente il nostro sostegno politico non solo alla popolazione di Gaza, ma alla lotta e alla resistenza di tutto il popolo palestinese contro l’occupazione. Per questo parteciperemo alla manifestazione che il 31 dicembre raggiungerà, dal nord di Gaza City, il valico di Eretz, con la promessa di proseguire in questo impegno politico – ha concluso il Forum Palestina – anche nel nostro paese, che è il primo alleato di Israele in Europa”.
Ma che avrà di così  bello Gaza?

 

E comincio a scavare da certe Bocche Scucite, dal loro editoriale del 15 dicembre N.19:  “...il Patriarca di Gerusalemme, vogliamo per Natale… entrare a Gaza.
Venite tutti a fare con me Natale a Gaza -scrive il Patriarca Twal- perché siamo stanchi di questa situazione, stanchi anche di noi stessi”.E fa memoria del massacro come faremo da centinaia città italiane domenica prossima, perchè a un anno da quegli “interminabili giorni di guerra che hanno insanguinato la Striscia lo scorso Natale, purtroppo, non è certo migliorata la vita della gente di Gaza! Un enorme numero di vittime, tra cui centinaia di bambini, la distruzione di case e città, hanno trasformato la festa della vita nascente nel lutto di tanta desolazione e morte”. E dopo un anno ci proviamo ancora. Ostinati di fronte a questa gigantesca prigione in cui nelle prossime settimane cercheranno di entrare più di mille pacifisti da ogni parte del mondo, proprio all’inizio di un nuovo anno che è difficile sperare sia decisivo per il processo di pace. Israele infatti fa come sempre tutto il possibile per allontanare ogni possibilità di pace: nessuna scandalizzata protesta da parte della comunità internazionale ha accolto l’irricevibile decisione di Netanyauh di sospendere per 10 mesi alcuni dei centinaia di cantieri di nuovi insediamenti, ridicolo “gesto di buona volontà” di cui forse nessuno ha informato Obama, impegnato a ricevere il Nobel per la pace… Lo stato d’Israele in realtà sta pericolosamente scivolando sulla china del fondamentalismo: mentre la città di Gerusalemme -ovest e anche est- è nelle mani dei più ultra-nazionalisti ebrei ortodossi, alla Knesset si discute della possibilità di rendere la Torah della Bibbia… legge di Stato! E ancora, Israele non abbassa il livello della violenza, anzi, in questi giorni ha arrestato il leader della protesta nonviolenta di Bil’in Abdallah Abu Rahmah.  È per di più gravissimo questo attacco al movimento di resistenza nonviolenta perché Abdallah è stato arrestato a Ramallah, dove i soldati israeliani non dovrebbero entrare. Non fa ben sperare, di conseguenza, la strategia dell’Egitto che,  smentendo il mito della sua innata solidarietà verso i “fratelli palestinesi”, vuole imitare la riuscitissima “impresa” del muro di  apartheid israeliano costruendone una sotterranea, d’acciaio lungo il confine con Gaza. Il Cairo nega tale ipotesi ma intanto stanno installando sensori di ultima generazione per individuare i tunnel e colpire così l’unico varco per un popolo affamato di tutto. D’altra parte l’Europa sembra sempre più faticosamente contribuire alla pace, visto che in questi giorni, dopo tanta attesa, è stata finalmente approvata la dichiarazione dei ministri degli esteri UE che avrebbe dovuto riconoscere Gerusalemme come città dei due popoli e appena possibile capitale dei due stati. Purtroppo però (anche stavolta per “merito” dell’Italia!) la risoluzione è stata totalmente annacquata, con l’esultanza del ministro Frattini (“è meglio non interferire”) e della parlamentare Fiamma Nirenstein (“Una città, due capitali? Ma così si riconosce lo Stato palestinese prima del tempo e si scatena la guerra” Il Giornale). Praticamente ogni giorno c’è una pessima notizia per la gabbia palestinese… E proprio per questo ci proviamo ancora a rompere l’assedio. E anche solo per merito del logo di CHRISTMAS IN GAZA, 20 dicembre, 100 città per la pace, ormai siamo in migliaia a sapere che anche dall’incubo di una stretta chiusura di oppressione potrà nascere la stella del Natale. “Ci vorrebbero tutti schiavi nella gabbia di Gaza, ma tra la schiavitù e la morte non abbiamo dubbi su cosa scegliere. Gaza still living!”.

C’è poi un libro “Un parroco all’inferno” , è il parroco di Gaza Manuel Musallam che racconta il massacro dell’operazione militare israeliana “Piombo fuso” e un video che lo accompagna, di una “terroristica” casa editrice:  le Edizioni Paoline.

Qualcuno reclama le cifre?  Su wikipedia si scrive: “Il bilancio dei morti sul lato israeliano è di 10 militari più 3 civili. Sul lato palestinese, le cifre sono ancora molto discordanti: le fonti israeliane parlano di 500-600 morti,  mentre secondo quelle palestinesi i morti al 18 gennaio sono 1305 (417 bambini, 120 donne, 120 anziani, 14 soccorritori, 4 giornalisti e 5 stranieri) e i feriti 5450.
Ma forse è il caso anche di ascoltare  quei pochi, e ancor più per questo, coraggiosi Shministim, che significa giovani liceali obiettori totali, ebrei.

 

Scrissi in passato, chiedendomi e chiedendo di certa insalata al prezzemolo per la signora Tzipi Livni : “…tento allora di inviarle una lettera con ricetta inclusa, in attesa delle sue, percorrendo alcune fasi della preparazione culinario- israeliana, al femminile s’intende ed internazionale…offro un’insalata al prezzemolo alla signora Tzipi Livni, dal nome ahimè un po’ compromesso data l’origine libanese, “Taboule”, compresa la ricetta . Ingredienti: parecchio prezzemolo menta bulghur (grano essiccato e triturato) cipollotto pomodoro sale succo di limone olio. Rimane il prezzo, Il prezzo del prezzemolo s’intende, come ce lo racconta Vittorio Arrigoni”.  Ma Vik, Vittorio Arrigoni che lo scorso dicembre condivideva a Gaza il fuoco dei cecchini israeliani su contadini giornalisti e pacifisti internazionali e ci spiegava che non c’era neanche il diritto di cogliere il prezzemolo…oggi in Italia racconta altre cose sulla suddetta signora: “Per l’ ex serial killer del Mossad, Tzipi Livni, figlia di un terrorista dell’Irgun, e ministro degli esteri del governo Olmert responsabile del massacro di Gaza, niente shopping londinese e strenne natalizia in Oxford road quest’anno.Inseguita da un mandato di arresto spiccato da una Corte Britannica per i suoi crimini di guerra, ha dovuto annullare la visita in UK. Secondo una legge del 1988 le corti di Inghilterra e Galles hanno giurisdizione universale in materia di crimini di guerra, quindi la Livni avrebbe rischiato seriamente l’arresto. Ma all’ultimo minuto ha cancellato la visita e a quel punto il mandato di cattura è stato ritirato. Non è la prima volta che un alto rappresentante del governo israeliano rischia grosso in Gran Bretagna. Il settembre scorso era stato chiesto l’arresto per il ministro della Difesa Ehud Barak, intervenuto alla conferenza laburista di Brighton e sfuggito al fermo sono perché era in visita ufficiale (quindi dotato di immunità, secondo la legge). Nel 2005 stava per finire nelle maglie della giustizia di Londra l’ex generale Doron Almog. Ma era stato avvertito in tempo ed era rimasto sul suo aereo a Heathrow per alcune ore, finché non aveva ottenuto il permesso di ripartire. Ci auguriamo che questo sia l’esempio da seguire. Se un giudice per ogni stato europeo spiccasse un mandato di cattura alla vigilia di ogni visita di stato, i leaders sionisti d’Israele cesserebbero in toto di viaggiare. Reclusi di fatto dentro casa, magari potrebbero vagamente percepire cosa significa sopravvivere in una prigione a cielo aperto come Gaza, certo con in più tutti i comfort del colonialista.Restiamo Umani
MA, c’è un MA grande e alto come un Muro, appena arrivato:Il governo egiziano vuole impedire l’entrata a Gaza della Freedom March. A tutti i partecipanti italiani alla Gaza Freedom March. A tutti i compagni e gli amici del movimento di solidarietà con il popolo palestinese. Ho ricevuto dalla nostra ambasciata al Cairo la comunicazione che il governo egiziano, dopo aver convocato gli ambasciatori delle 42 nazioni cui appartengono i volontari della Gaza Freedom March, li ha avvertiti che la Marcia non è autorizzata. Di conseguenza, pur non potendo impedire l’arrivo in Egitto di cittadini stranieri, impedirà ogni violazione delle leggi e della sicurezza del Paese, se necessario anche procedendo ad arresti. La nostra ambasciata non ha potuto che prendere atto delle dichiarazioni egiziane, non potendo agire autonomamente, in quanto la dimensione del problema va molto oltre i rapporti bilaterali italo-egiziani. Di seguito, trovate la traduzione del comunicato emesso, a nome di tutte le organizzazioni della GFM, dal Comitato organizzatore e un testo suggerito da inviare via mail/fax/tel. alle ambasciate egiziane. La mail dell’ambasciata in Italia è ambegitto@yahoo.com . Gaza Freedom March
Concludo come molti mesi fa: “Certa che nessuno avrà tempo per queste Storie di Cucina, ma tentare è una strada, saluto e resto in attesa delle nuove ricette, le News come si dice in inglese…”.
E gli auguri…siccome mi piace stare in direzione “ostinata e contraria” li dico con  Ederlezi,celebre canzone popolare per  la Primavera e ve la propongo nella versione di  Daniele Sepe:  oggi primo giorno d’ Inverno.

Doriana Goracci
“Tu puoi scrivere di me nella storia,
con le tue bugie amare e contorte.
Puoi calpestarmi nel fango
ma io, come la polvere, mi solleverò…”

Maya Angelou da And Still I Rise

22 dicembre 2009


 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IN LINGUA INGLESE QUESTO APPELLO DA OPERATORI UMANITARI CHE PARLANO DI UN ILLEGALE SEQUESTRO DI NAVE DI PACIFISTI CON AIUTI UMANITARI PER LA POPOLAZIONE DI GAZA

in fondo alla pagina vi è un comunicato in italiano  inviatoci attraverso  Francesco Caruso

From: Ramzi Kysia
To: gazafriends@lists.riseup.net
Sent: Tuesday, June 30, 2009 4:24 PM
Subject: [GazaFriends] ISRAEL ATTACKS JUSTICE BOAT; KIDNAPS HUMAN RIGHTS WORKERS

FOR IMMEDIATE RELEASE
30 June 2009

ISRAEL ATTACKS JUSTICE BOAT; KIDNAPS HUMAN RIGHTS WORKERS; CONFISCATES MEDICINE, TOYS AND OLIVE TREES

For more information contact:
Greta Berlin (English)
tel: +357 99 081 767 / friends@freegaza.org

Caoimhe Butterly (Arabic/English/Spanish):
tel: +357 99 077 820 / sahara78@hotmail.co.uk
www.FreeGaza.org

[23 miles off the coast of Gaza, 15:30pm] -

Today Israeli Occupation Forces attacked and boarded the Free Gaza Movement boat, the SPIRIT OF HUMANITY, abducting 21 human rights workers from 11 countries, including Noble laureate Mairead Maguire and former U.S. Congresswoman Cynthia McKinney (see below for a complete list of passengers). The passengers and crew are being forcibly dragged toward Israel.

"This is an outrageous violation of international law against us. Our boat was not in Israeli waters, and we were on a human rights mission to the Gaza Strip," said Cynthia McKinney, a former U.S. Congresswoman and presidential candidate. "President Obama just told Israel to let in humanitarian and reconstruction supplies, and that's exactly what we tried to do. We're asking the international community to demand our release so we can resume our journey."

According to an International Committee of the Red Cross report released yesterday, the Palestinians living in Gaza are "trapped in despair." Thousands of Gazans whose homes were destroyed earlier during Israel's December/January massacre are still without shelter despite pledges of almost $4.5 billion in aid, because Israel refuses to allow cement and other building material into the Gaza Strip. The report also notes that hospitals are struggling to meet the needs of their patients due to Israel's disruption of medical supplies.

"The aid we were carrying is a symbol of hope for the people of Gaza, hope that the sea route would open for them, and they would be able to transport their own materials to begin to reconstruct the schools, hospitals and thousands of homes destroyed during the onslaught of "Cast Lead". Our mission is a gesture to the people of Gaza that we stand by them and that they are not alone" said fellow passenger Mairead Maguire, winner of a Noble Peace Prize for her work in Northern Ireland.

Just before being kidnapped by Israel, Huwaida Arraf, Free Gaza Movement chairperson and delegation co-coordinator on this voyage, stated that: "No one could possibly believe that our small boat constitutes any sort of threat to Israel. We carry  medical and reconstruction supplies, and children's toys. Our passengers include a Nobel peace prize laureate and a former U.S. congressperson. Our boat was searched and received a security clearance by Cypriot Port Authorities before we departed, and at no time did we ever approach Israeli waters."

Arraf continued, "Israel's deliberate and premeditated attack on our unarmed boat is a clear violation of international law and we demand our immediate and unconditional release."
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WHAT YOU CAN DO!

CONTACT the Israeli Ministry of Justice
tel: +972 2646 6666 or +972 2646 6340
fax: +972 2646 6357

CONTACT the Israeli Ministry of Foreign Affairs
tel: +972 2530 3111
fax: +972 2530 3367

CONTACT Mark Regev in the Prime Minister's office at:
tel: +972 5 0620 3264 or +972 2670 5354
mark.regev@it.pmo.gov.il

CONTACT the International Committee of the Red Cross to ask for their assistance in establishing the wellbeing of the kidnapped human rights workers and help in securing their immediate release!

Red Cross Israel
tel: +972 3524 5286
fax: +972 3527 0370
tel_aviv.tel@icrc.org

Red Cross Switzerland:
tel: +41 22 730 3443
fax: +41 22 734 8280

Red Cross USA:
tel: +1 212 599 6021
fax: +1 212 599 6009
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Kidnapped Passengers from the Spirit of Humanity include:

Khalad Abdelkader, Bahrain
Khalad is an engineer representing the Islamic Charitable Association of Bahrain.

Othman Abufalah, Jordan
Othman is a world-renowned journalist with al-Jazeera TV.

Khaled Al-Shenoo, Bahrain
Khaled is a lecturer with the University of Bahrain.

Mansour Al-Abi, Yemen
Mansour is a cameraman with Al-Jazeera TV.

Fatima Al-Attawi, Bahrain
Fatima is a relief worker and community activist from Bahrain.

Juhaina Alqaed, Bahrain
Juhaina is a journalist & human rights activist.

Huwaida Arraf, US
Huwaida is the Chair of the Free Gaza Movement and delegation co-coordinator for this voyage.

Ishmahil Blagrove, UK
Ishmahil is a Jamaican-born journalist, documentary film maker and founder of the Rice & Peas film production company. His documentaries focus on international struggles for social justice.

Kaltham Ghloom, Bahrain
Kaltham is a community activist.

Derek Graham, Ireland
Derek Graham is an electrician, Free Gaza organizer, and first mate aboard the Spirit of Humanity.

Alex Harrison, UK
Alex is a solidarity worker from Britain. She is traveling to Gaza to do long-term human rights monitoring.

Denis Healey, UK
Denis is Captain of the Spirit of Humanity. This will be his fifth voyage to Gaza.

Fathi Jaouadi, UK
Fathi is a British journalist, Free Gaza organizer, and delegation co-coordinator for this voyage.

Mairead Maguire, Ireland
Mairead is a Nobel laureate and renowned peace activist. 

Lubna Masarwa, Palestine/Israel
Lubna is a Palestinian human rights activist and Free Gaza organizer.

Theresa McDermott, Scotland
Theresa is a solidarity worker from Scotland. She is traveling to Gaza to do long-term human rights monitoring.

Cynthia McKinney, US
Cynthia McKinney is an outspoken advocate for human rights and social justice issues, as well as a former U.S. congressperson and presidential candidate.

Adnan Mormesh, UK
Adnan is a solidarity worker from Britain. He is traveling to Gaza to do long-term human rights monitoring.

Adam Qvist, Denmark
Adam is a solidarity worker from Denmark. He is traveling to Gaza to do human rights monitoring.

Adam Shapiro, US
Adam is an American documentary film maker and human rights activist.

Kathy Sheetz, US
Kathy is a nurse and film maker, traveling to Gaza to do human rights monitoring.
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Jewish Peace News editors:
Joel Beinin
Racheli Gai
Rela Mazali
Sarah Anne Minkin
Judith Norman
Lincoln Z. Shlensky
Rebecca Vilkomerson
Alistair Welchman


COMUNICATO URGENTE
30 Giugno 2009

Per maggiori informazioni contattare:
Greta Berlin (English)
tel: +357 99 081 767 / friends@freegaza.org

[a 23 miglia dalla costa di Gaza, ore 15:30pm] - Oggi le Forze di
Occupazione Israeliane hanno attaccato e abbordato la barca dell Free Gaza
Movement , SPIRIT OF HUMANITY, sequestrando 21 attivisti per i diritti
umani da 11 nazioni, incluso il Premio Nobel per la Pace Mairead Maguire e
la ex Membro del Congresso USA Cynthia McKinney.
I passeggeri e l'equipaggio sono stati tratti forzatamente verso Israele.

"Questa è una oltraggiosa violazione delle leggi internazionali, contro di
noi. La nostra barca non si trovava in acque territoriali Israeliane, e noi
eravamo in missione umanitaria verso la Striscia di Gaza" ha detto Cynthia
McKinney, ex membro del Congresso USA e candidata alla Presidenza. "Il
Presidente Obama ha appena detto ad Israel di lasciar passare materiale
umanitario e per la ricostruzione, e questo era esattamente cosa cercavamo
di fare. Chiediamo alla comunità internazionale di chiedere il nostro
rilascio così possiamo continuare il nostro viaggio."

In base al rapporto diffuso ieri dal Comitato della Croce Rossa
Internazionale, i Palestinesi che vivono a Gaza sono in una "trappola
disperata". Migliaia di abitanti di Gaza, le cui case furono distrutte
durante il massacro perpretato da Israele lo scorso dicembre/gennaio, sono
ancora senza tetto nonostante la promessa di almeno 4.5 miliardi di dollari
di aiuti, perchè Israele si rifiuta di far entrare cemento e altro
materiale da costruzione nella Striscia di Gaza. Il rapporto fa notare
anche che gli ospedali stanno disperatamente cercando di affrontare le
richieste dei loro pazienti a causa della distruzione del materiale
sanitario da parte di Israele.

"Gli aiuti che stavamo trasportando sono un simbolo della speranza della
popolazione di Gaza, speranza che la rotta marina possa riaprirsi per loro,
e che siano in grado di trasportare da soli il materiale per iniziare a
ricostruire le scuole, gli ospedali e migliaia di case distrutte durante
l'offensiva "Piombo Fuso" La nostra missione è gesto verso la popolazione
di Gaza a dimostrare che siamo loro vicini e che non sono soli" ha
affermato Mairead Maguire, vincitrice del Premio Nobel per la Pace per il
suo lavoro in Irlanda del Nord.

Poco prima di essere rapiti da Israle, Huwaida Arraf, Presidente del Free
Gaza Movemente coordinatrice della delegazione di questo viaggio, ha
dichiarato che : "Non è possibile ritenere che la nostra piccola
imbarcazione possa costituire qualsiasi tipo di minaccia per Israele.
Trasportiamo materiale sanitario, per la ricostruzione e giocattoli per
bambini. Tra i nostri passeggeri c'è un Premio Nobel per la Pace e un ex
membro del Congresso USA. La nostra barca è stata perquisita e sottoposta a
controlli di sicurezza dalle Autorità Portuali Cipriote prima della
partenza e non ci siamo mai neanche avvicinati alle acque territoriali
israeliane."

Arraf ha continuato: "L'attacco premeditato e deliberato da parte di
Israele alla nostra barca disarmata è una chiara violazione delle leggi
internazionali e chiediamo il nostro immediato rilascio senza condizioni."

COSA POTETE FARE!

CONTATTARE il Ministro della Giustizia
tel: +972 2646 6666 or +972 2646 6340
fax: +972 2646 6357

CONTATTARE il Ministro degli Affari Esteri
tel: +972 2530 3111
fax: +972 2530 3367

CONTATTARE Mark Regev nell'Ufficio del Primo Ministro:
tel: +972 5 0620 3264 or +972 2670 5354
mark.regev@it.pmo.gov.il

CONTATTARE il Comitato della Croce Rossa Internazionale e chiedere
assistenza per stabilire le condizioni di salute dei lavoratori per i
diritti umani rapiti e aiuto per assicurarci che siano rilasciati
immediatamente!

Croce Rossa Israeliana

tel: +972 3524 5286
fax: +972 3527 0370
tel_aviv.tel@icrc.org

Croce Rossa Svizzera:
tel: +41 22 730 3443
fax: +41 22 734 8280

Croce Rossa USA:
tel: +1 212 599 6021
fax: +1 212 599 6009
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COMUNICATO Mercoledì 01 Luglio 2009
13:22 Scritto da Free Gaza Team

Il 30 giugno le Forze di Occupazione Israeliana hanno abbordato
forzatamente la barca Free Gaza, SPIRIT OF HUMANITY, e sequestrato 21
attivisti per i diritti umani e giornalisti mentre si recavano a Gaza per
trasportare il tanto necessario materiale da ricostruzione e umanitario.
Tra i sequestrati da Israele è la vincitrice del Premio Nobel per la Pace,
Mairead Maguire e l'ex membro del Congresso USA, Cynthia McKinney.

Dall'inizio del loro sequstro, decine di migliaia di persone nel mondo si
sono mobilitate per chiedere il loro rilascio immediato e incondizionato.
Il Free Movement desidera ringraziare tutti coloro che hanno fatto una
telefonata, hanno inviato un fax o una e-mail, hanno scritto una lettera,
organizzato una dimostrazione in favore dei nostri 21 amici imprigionati.

Con rispetto, ma non è abbastanza. Non siamo noi la vicenda. Sin dalla sua
fondazione, nel 1948, lo Stato di Israele ha regolarmente sequestrato e
torturato Palestinesi, gettandoli in prigioni dimenticate dove possono
laguire per anni. Ad oggi, più di 11.000 prigionieri politici Palestinesi,
senza beneficio di processo, alcuni di loro neanche mai condannati -
uomini, donne, bambini - sopportano torture e isolamento nelle prigioni
Israeliane, campi di prigionia all'aperto, e in luoghi segreti e oscuri.
Vengono da ogni tipo di categoria sociale : dottori, giornalisti,
parlamentari, lavoratori, combattenti per la resistenza, lavoratori edili,
studenti e altri. Sono i nostri fratelli e sorelle.

I 21 passeggeri a bordo dello Spirit of Humanity sono stati imprigionati
illegalmente per il loro lavoro in solidarietà con la Palestina. Altri
11.000 membri della nostra comune famiglia umana sono già stati
imprigionati per essere semplicemente dei Palestinesi.

L'assedio della Palestina non è semplicemente la chiusura fisica di Gaza.
L'assedio include i centinaia di checkpoints in Cisgiordania che separano
famiglie e comunità e mandano in frantumi ogni prospettiva di un fattibile
stato Palestinese. L'assedio include i milioni di Palestinesi in Diaspora,
molti dei quali gettati in squallidi campi per rifugiati in Giordania,
Libao e altrove. L'assedio è presente sempre e ovunque in tutti gli aspetti
della vita Palestinese.

Questo assedio sembra più stretto solo perchè si tratta di un'ingiustizia
perpetrata ai danni dei 21 internazionali attivisti per la solidarietà e
noi poniamo un'attenzione maggiore di quanto di solito facciamo nei
confronti di un'ingiustizia molto più grande: quella che già viene commessa
nei confronti di milioni di Palestinesi.

Noi del Free Gaza Movement imploriamo tutta le persone di cuore intorno al
mondo, che hanno lavorato così duramente per assicurare il rilascio dei
nostri amici, di "adottare" un prigioniero Palestinese. Vi chiediamo di
imparare da questa crisi e portare avanti la causa di un singolo
prigioniero come se fosse la vostra.

Interrompiamo l'assedio! Raggiungiamo la Palestina!

Per maggiori informazioni vi chiediamo gentilmente di visitare il sito:
http://www.freegaza.org

come pure i seguenti siti di informazioni sui prigionieri:
* http://www.miftah.org/Display.cfm?DocId=7209&CategoryId=4
* http://sumoud.tao.ca/?q=node/view/76
*
http://palestinianprisoners.blogspot.com/2009/04/palestinian-prisoners-famil
ies-protest_27.html
* http://www.btselem.org/english/statistics/Detainees_and_Prisoners.asp


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