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 12 MAGGIO 1977 /12 MAGGIO 2011

PER NON DIMENTICARE

12 MAGGIO 1977

Giorgiana Masi assassinata !   Soccorso Rosso in carcere!

RIPORTIAMO L'ARTICOLO CHE ABBIAMO SCRITTO DUE ANNI FA IN OCCASIONE DELLA PUBBLICAZIONE IN RETE DI  SETTE NUMERI DI 

ROSSI FIORI DI MARZO COI QUALI SI E' PROPOSTO AI SOGGETTTI CHE RITENEVAMO INTERESSATI, IL PROGETTO DELL'ARCHIVIO STORICO BENEDETTO PETRONE

Con questo numero di fiori di marzo/7  coloro che proseguono  a lavorare sul progetto  di un archivio dei movimenti Pugliesi vuol testimoniare  la necessità di mantenere vivo il ricordo di quel giorno  e del suo significato all’interno della storia del Movimento 77 per trarne insegnamenti e riflessioni sui rischi incombenti alle  regole democratiche nei tempi della guerra infinita al terrorismo.

Ci supportano  nella breve ricostruzione che oggi facciamo la lettura di Lotta Continua  di quei giorni ma anche la preziosa testimonianza di chi tra di noi, del collettivo redazionale,  era lì a Piazza Navona e a Ponte Garibaldi quel giorno, che subì le cariche inaudite e sentì quei colpi che uccisero Giorgiana.

 

NON SPARATE SUL PIANISTA!

 Alle 17.00 tra i 2000 compagni, radicali,  giovani socialisti e femministe , sfrattatati da Piazza Navona a colpi di manganello e calci di fucile, vi è anche il pianista che avrebbe dovuto suonare al concerto: indossa un cartello emblematico su quel giorno: NON SPARATE SUL PIANISTA!

Invece si sparerà su tutto e di tutto e contro tutti

Si picchiano i parlamentari della nuova sinistra  e radicali come Mimmo Pinto,  Mellini, Gorla, Sivio Corvisieri , ma si spara anche sui turisti che affollano largo Argentina in quel caldo giorno di maggio e si prosegue la caccia all’uomo nelle strade del Ghetto ebraico.

Possiamo testimoniare come la rabbia dei compagni  si fonda con una solidarietà inaspettata con gli abitanti ed i negozianti del Ghetto, incazzati per la violenza della polizia contro manifestanti inermi.

Chi c’era di noi vi potrà raccontare come dalle finestre delle case,   gli abitanti del quartiere segnalino ai manifestanti  la situazione delle forze della repressione, aprano le porte delle case e nascondano dietro le saracinesche abbassate centinaia di compagni rimasti isolati

“- Bum-Bum!”- è il rumore che fanno i calci di fucile contro le saracinesche mentre all’interno  in un silenzio irreale ci si guarda preoccupati,  giovani autonomi, femministe , indiani metropolitani e negozianti di religione ebraica. Poi …quando non si sente più nulla  , le saracinesche si alzano per rispuntare fuori in un gioco che si ripeterà per ore quel 12 Maggio”-

Sembra quasi un gioco,  che purtroppo si coprirà del sangue della giovanissima compagna Giorgiana Masi, 19 anni ma anche di tanti altri ragazzi feriti,  con teste ed occhi devastati dai lacrimogeni sparati raso terra e rimbalzanti come missili sull’asfalto.

E’ la ricerca del morto a tutti i costi ed i corpi speciali , quelli che girano con tascapane e fazzoletto sul volto e jeans tra i manifestanti ,per provocare, faranno la loro parte.

Sarà il Messaggero in una serie di foto eccezionali che metterà alle spalle al muro Cossiga difeso a spada tratta fino all’ultimo dal PCI,  che proprio da quelli partono i colpi fatali che uccideranno Giorgiana.

A Bologna il 16 maggio i compagni per poter ricordare Giorgiana saranno costretti ad inventarsi una lunga fila indiana  dall’università per raggiungere  Piazza Maggiore  dove  di fronte a 10.000 compagni  vi sono 1000 del servizio d’ordine del PCI chiamati a (sic!) difendere i muri di Palazzo d’Accursio

 

12 MAGGIO :MILANO è caccia agli avvocati al Soccorso Rosso.

Non ricordare questo fatto significherebbe  voler chiudere gli occhi sull’operazione che permise poi alla distruzione di tutte le forme giuridiche  superstiti in quei terribili anni

Con un’operazione che oggi definiremmo tranquillamente di Lotta al terrorismo internazionale e che riceverebbe il plauso incondizionato dal nostro miserabile mondo politico, desideroso di guadagnare voti e consensi in nome della  difesa della sicurezza dei cittadini, fu distrutto quel giorno l’apparato difensivo della intera nuova sinistra .

ARRESTATI GLI AVVOCATI SPAZZALI, CAPPELLI, SENESE, organizzatori ed aderenti al soccorso rosso, tipografi di case editrici che hanno stampato libri con il titolo” non basta il carcere a tenerci chiusi” ricercati Bonaria e Paccino insieme a tanti altri. L’accusa è identica a quella che ha distrutto in Germania  il collegio difensivo  della RAF –(frazione armata rossa):”- aver assunto la difesa di detenuti  per associazioni sovversive ma in realtà coordinandone le attività”-

D’ora in poi gli avvocati che difenderanno i compagni lavoreranno con il rischio dell’arresto e l’accusa di appoggio al terrorismo.

Misure che si accompagneranno poco dopo con i Carceri Speciali e i teoremi Calogero, quelli che riusciranno a spezzare quel Movimento che nel 77 sembrò mettere in crisi il sistema politico italiano.

In Germania , pochi mesi dopo,  i detenuti della RAF saranno suicidati.

Tra il 78 e il 79 migliaia di militanti rivoluzionari cresciuti in dieci anni di lotte in Italia conosceranno un’altra realtà : la cella o la fuga all’estero!

 Invece  a Franca Rame,  che è stata per anni anima e sponsor del Soccorso Rosso Milanese,   gli avevano già fatto subire  subire l’infamante sfregio dello stupro,   per aver visitato dei detenuti politici in un carcere  di massima sicurezza sardo.(1)

la redazione dell'Archivio Storico Benedetto Petrone  

(1)lostupro di Franca Rame da   http://www.storiaproibita.it/blog/?p=41

Franca Rame, attrice, comica, intellettuale, donna, viene sequestrata e stuprata la notte del 9 marzo 1973 da un branco di uomini, legati ad ambienti di destra e al traffico d’armi.

Durante lo stupro viene insultata e seviziata. I responsabili erano giovani legati alla destra neofascista dell’epoca: Angelo Angeli, Biagio Pitarresi, “un certo Muller” e “un certo Patrizio”.
Solo dopo la conclusione del processo del 1998 si saprà che lo stupro era stato ‘ispirato’ da alcuni alti ufficiali della divisione di Carabinieri Pastrengo.

Essendo passati 25 anni dai fatti, il reato era caduto in prescrizione e quindi i responsabili non erano perseguibili. Scalfaro, allora presidente della Repubblica, presentò pubbliche scuse alla Rame, violentata da una parte dello Stato.


                   12 MAGGIO 2010 DEDICATO A GIORGIANA MASI



33 anni fa, il 12 maggio 1977 a Roma, la compagna Giorgiana Masi veniva
assassinata dalle " squadre speciali di polizia " che il ministro degli Interni
Kossiga aveva scatenato -insieme ai carri armati e ai divieti incostituzionali- contro il Movimento '77, che rappresentava l'unica opposizione valida al
"compromesso storico" ,l'asse tra DC e PCI per inaugurare la 
sciagurata "politica dei sacrifici", anticipo di quello che diventerà dagli anni '90 il sistema liberista concertativo.
A Trastevere, al limitare di Ponte Garibaldi, Giorgiana Masi trovo'giovinetta
la morte( altri 2 compagni furono feriti) assassinata dal piombo di Stato, che
aveva già ucciso Francesco Lo Russo a Bologna l'11 marzo 1977.
In quella circostanza, il Movimento '77 era riuscito a rompere i divieti
muovendosi da P.za Navona ,resistendo alle ripetute cariche,
per poi attestarsi sulle barricate erette a Campo de Fiori e portandosi infine a
Trastevere per evitare i rastrellamenti.
Giorgiana Masi non fu l'unica a cadere vittima della violenza dello Stato,altri compagni pagarono con la vita, ora per mano delle forze dell'ordine ora per quelle dei fascisti.
Finora non c'è stata alcuna giustizia per quelle morti !
La memoria-verità storica inchioda e condanna : Kossiga e le sue squadre speciali per l'uccisione di Giorgiana Masi; il governo Berlusconi per l'omicidio di Carlo Giuliani e i massacri di Genova 2001; la canaglia fascista per gli agguati mortali a W.Rossi,V.Verbano,R.Scialabba,.....Dax e Renato Biagetti ; le forze dell'ordine dei diversi corpi per i crimini commessi nelle caserme, nelle celle dei tribunali e nelle carceri, ai danni di decine di giovani vite.

Vogliamo ricordare Giorgiana, tributarle la testimonianza delle attuali
battaglie - per i diritti-bisogni negati,per le libertà civili e la giusizia
sociale, contro l'oppressione delle istituzioni totali,le derive securitarie ,il razzismo e il militarismo - che trovano stimolo e orientamento
dalla memoria del Movimento '77, a cui Giorgiana partecipò attivamente.

12 maggio 2010, ore 17 , appuntamento a Ponte Garibaldi, alla lapide che ricorda il sacrificio di Giorgiana Masi.

Vincenzo Miliucci - Confederazione Cobas

  12 maggio 1977 12 maggio 2009

Iniziativa per ricordare Giorgiana Masi a Roma

32 anni fa, il 12 maggio 1977 a Roma, la compagna Giorgiana Masi veniva
assassinata dalle " squadre speciali di polizia " che il ministro degli Interni
Kossiga aveva scatenato,insieme ai carri armati e ai divieti incostituzionali,
per contrastare il Movimento '77 che rappresentava l'unica opposizione al "
compromesso storico" tra DC e PCI e al tentativo di inaugurare la sciagurata "
politica dei sacrifici", anticipo di quello che diverrà l'attuale liberismo
pervasivo.
A Trastevere, al limitare di Ponte Garibaldi, Giorgiana Masi trovo'giovinetta
la morte( altri 2 compagni furono feriti) assassinata dal piombo di Stato, che
aveva già ucciso Francesco Lo Russo a Bologna l'11 marzo 1977 e ferito decine
di altri compagni/e del Movimento '77.
In quella circostanza, il Movimento era riuscito a rompere i divieti
muovendosi da P.za Navona - dove i Radicali comiziavano ricordando il
referendum vittorioso sul divorzio -  resistendo alle ripetute cariche,
attestandosi poi sulle barricate erette a Campo de Fiori,portandosi infine a
Trastevere per evitare i rastrellamenti.
Fu la forza e la coesione del Movimento a sfidare alla luce del sole lo Stato
autoritario servo degli USA e la democrazia blindata .
Giorgiana Masi non fu l'unica a cadere vittima della violenza dello Stato.
Altri compagni pagarono con la vita, ora per mano delle forze dell'ordine ora
per quelle dei fascisti. La verità storica sulle loro morti fu affermata allora
e continuiamo a sostenerla oggi.
Così  come per la sorte del compagno Carlo Giuliani, anch'egli assassinato
dallo Stato nella rivolta di Genova contro il G8 nel luglio 2001, perchè
contestava insieme a decine di migliaia di noi un sistema economico capace solo
di creare miseria,sfruttamento e guerre.

Vogliamo ricordare Giorgiana, tributarle la testimonianza delle attuali
battaglie per i diritti-bisogni negati,per le libertà civili e la giusizia
sociale, contro l'oppressione delle istituzioni totali,le derive securitarie e
il risorgente razzismo,  il militarismo,che trovano stimolo e orientamento
dalla memoria del Movimento '77, a cui Giorgiana partecipò attivamente.
Appuntamento il 12 maggio 2009, ore 17 Ponte Garibaldi, dove è scolpita l'
epigrafe che ricorda Giorgiana.

Vincenzo Miliucci - Confederazione Cobas

 

 

 

 

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