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Les Thugs in concerto nel Centro Sociale

di via Santa Chiara di Brindisi nell’Hard Fun Cafe

30 novembre-1dic 1988

Giornata mondiale di lotta all’AIDS

cronaca di Giacomo Esposito

sull'Hard Fun Magazine di febbraio 1989

"Come puoi essere orgoglioso
della tua sporca razza bianca...

"Dirty White Race" -
Les Thugs

Nota della redazione di Pugliantagonista:rileggere a distanza di oltre 30 anni la splendida narrazione  fatta da Giacomo Esposito di quella serata , ti fa letteralmente immergere all’atmosfera che si viveva allora nel Centro Sociale durante quegli eventi…ci dispiace per chi non l’ha vissuti  per questioni anagrafiche o semplicemente dormiva…sicuramente LE THUGS con il loro rock erano capaci di far resuscitare anche gli zombies di Romero…

30 Novembre 1988, Hard Fun Cafe, Via S. Chiara a Brindisi, fumo, aria consumata, luci rosse e blu, i piatti della batteria scintillano sul palco, le spie rosse degli amplificatori sono accese; d'un tratto buio totale.
Il mormorio della gente cessa di botto mentre quattro ombre guadagnano il set, pochi istanti, poi quattro colpi
di bacchette ed è subito un putiferio.
Le rombanti note di "Flash President" avevano così aperto il concerto brindisino dei Thugs.

La tensione del pubblico, colto un po' di sorpresa dall'irruenza dell'attacco, esplode come non mai sostenuta dal granitico sound prodotto dall'ensemble francese.

Un'atsmofera così intensa ed elettrica da poter essere toccata con le mani, si sprigionava dal palco.

Un rito, la celebrazione della potenza sull'altare del rock più viscerale ed animalesco dove il pogo era
la preghiera dei fedeli che si innalzava sempre più intensa.

Terminato il primo brano, Eric sciorina poche parole di presentazione in un francese strettissimo e l'attacco violento di Tega! Drugs" stronca sul nascere un fragoroso applau-
so. Una mota che gira sempre più vorticosamente, da "Mad Train" che mette in luce le straordinarie doti del
batterista Christophe, a Temine Fatal", da "Radical Hystery" alla grandissima "Bad News From The Heart"
che rappresenta l'apoteosi del concerto con uno scatenassimo assolo di chitarra finale da parte di Eric.

Ansanti e grondanti sudore, molti gettano la spugna e i Thugs sembrano quasi capirlo quando partono con uno strumentale non troppo dissennato che dà modo ai più di tirare il fiato. Ma si tratta solo di pochi minuti; una fulminea controllata all'accordatura e si riparte subito alla grande; "W.I.T.P.", "Dead Dreams" e "Lost in the Suborbs" fanno letteralmente tremare le pareti dell'Hard Fun Cafè mentre anche i più mansueti vengono trascinati inesorabilmente nel gorgo dello "slam dancing" più tribale.

L'innegabile perizia tecnica e l'alta professionalità del gruppo vengono sempre di più fuori dimostrando chiaramente che "Hard-core" non è sempre sinonimo di urla rumore e confusione.

Esiste della spiritualità anche nell'esasperazione: questa sembra la lezione che i Thugs vogliano insegnarci e molti probabilmente lo avranno capito.

Si prosegue sino alla fine con un'altra serie di bombe soniche tra le quali spiccano soprattutto "I Need You" e "Chess and Crimes", ed è la volta dell'ultimo pezzo: "Dirty White Race” -….

                                                      

"Come puoi essere orgoglioso
della tua sporca razza bianca
come puoi essere orgoglioso
della tua stupida faccia bianca
uccidi gli indiani e gli ebrei
come puoi essere orgoglioso
quando il sangue dei negri
macchia le tue mani bianche".

"Dirty White Race" -
Les Thugs

Giacomo ESPOSITO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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